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Dal 24 dicembre al 30 aprile al Museo Alpino Duca degli Abruzzi
Popolazioni artiche a rischio in mostra a Courmayeur con "Ammassalik"
ultimo aggiornamento: 16 dicembre, ore 18:39
Una finestra sulla regione artica che in questi anni sta vivendo un periodo di forte crisi
Courmayeur, 16 dic. (Adnkronos) - Cambiamenti climatici e globalizzazione sono i principali nemici delle popolazioni artiche, il cui stile di vita semi nomade e basato sulla caccia si trova a fare i conti, con sempre maggiori difficoltà, con lo scioglimento dei ghiacci. La loro voce è arrivata fino a Durban, in Sudafrica, in occasione del vertice Onu sul clima, e ora si fa largo tra le montagne di Courmayeur, dove gli Inuit che abitano la costa occidentale della Groenlandia e gli Iivi, che abitano quella orientale, sono protagonisti della mostra "Ammassalik, il lato nascosto della Groenlandia", dal 24 dicembre al 30 aprile al Museo Alpino Duca degli Abruzzi.
La mostra, una finestra sulla regione artica che in questi anni sta vivendo un periodo di forte crisi, si snoda attraverso il racconto dei suoi abitanti, alla scoperta di territori sconosciuti, tradizioni e usanze di comunità antiche. Il percorso espositivo prevede tre diverse tipologie di pannelli informativi cui si aggiungono circa 25 fotografie scattate ad Ammassalik, un video e cinque pannelli con le testimonianze degli abitanti del luogo raccolte da Robert Peroni, esploratore che da 31 anni vive nella comunità di Ammassalik, dove ha creato il progetto 'The Red House' con l'obiettivo di aiutare i giovani Inuit a crearsi un futuro anche nella loro terra d'origine.
E' inoltre presente un'esposizione di oggettistica artigianale, alcuni disegni di bambini e poesie tradizionali. Oltre alla mostra, in programma ci sono una serie di manifestazioni satellite dedicate al mondo degli Inuit, tra cui la presentazione del progetto "ItaliAmmassalik", il 28 dicembre al Jardin de l'Ange. Il progetto ItaliAmmassalik nasce da osservazioni dirette e da informazioni riportate dalle missioni di ricercatori ed osservatori che hanno operato in questi ultimi anni ad Ammassalik.
Le missioni hanno evidenziato la problematica esistenza e il difficile inserimento nel mondo occidentale di questa piccola popolazione groenlandese che fino alla seconda metà del 1900 conduceva una vita semi-nomade dedita alla caccia e alla raccolta, in cui ogni necessità veniva soddisfatta dal responsabile sfruttamento delle risorse ambientali, come la raccolta di frutti di mare, di bacche, dalla caccia alla foca e all'orso e dalla pesca.
La costa della Groenlandia orientale è interessata da una corrente oceanica fredda che discende da nord a sud trasportando grandi masse di 'pack-ice', ghiaccio marino a lastroni, residuo estivo della banchisa artica, che si estende al largo della costa rendendo il luogo inavvicinabile via mare per la maggior parte dell'anno. Questo, fino all'avvento della linea aerea Reykjavik-Kulusuk, è stato la causa principale del suo isolamento dal resto del mondo, ma anche il suo maggior alleato contro la colonizzazione della cultura occidentale.
Nella costa orientale della Groenlandia, nei piccoli insediamenti dispersi nei fiordi come Tiniteqilaaq e Isertoq, vive una popolazione che, negli ultimi decenni, ha vissuto notevoli stravolgimenti a causa dell'influsso subito dalla cultura occidentale, con conseguente perdita di identita' e di lavoro.
Gli abitanti di Ammassalik fino a poco tempo fa vivevano in maniera semi-nomade, trascorrendo l'inverno nelle "case di terra" e il resto dell'anno, durante le migrazioni stagionali, in tende di pelle di foca. Negli ultimi anni molti, soprattutto i giovani in cerca di lavoro abbandonano i loro villaggi e si trasferiscono a Tasiilaq, che rappresenta la grande città e il massimo livello di modernità cui possono aspirare.
Pochi in realtà riescono a trovare lavoro, e si perde così il contatto con il nucleo famigliare originario, mentre la cultura occidentale resta per molti troppo lontana dal modo di pensare e di agire cui erano stati educati. Questi fattori, combinati insieme, originano numerosi e gravi problemi: alcoolismo, depressione, e un tasso di suicidi paurosamente alto, specialmente fra i giovani.
Da sapere: il termine 'Esquimese', o 'Eskimo', ancora usato comunemente fuori dal Canada e dalla Groenlandia, in realtà non è gradito alle popolazioni locali, in quanto significa 'mangiatori di carne cruda' ed è considerato un insulto.
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