
Indici statistici di sostenibilità
Dal bilancio socio-ambientale e di governance al sistema statistico nazionale
ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 15:25
E' questo l'obiettivo del progetto sviluppato dal Csr Manager Network e da Istat
Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - Creare indici statistici di sostenibilità per misurare le performance socio- ambientali e di governance delle imprese. E' questo l'obiettivo del progetto, presentato in occasione del Forum Csr dell'Abi, sviluppato dal Csr Manager Network, l'Associazione che riunisce i responsabili delle politiche di sostenibilità delle maggiori imprese italiane promossa da Altis (Alta Scuola Impresa e Società dell'Università Cattolica di Milano) e Isvi (Istituto per i valori d'impresa) e da Istat, che a tal fine hanno siglato un apposito protocollo di ricerca a maggio dello scorso anno.
Il progetto ha coinvolto un primo nucleo di 12 imprese che costituiscono un campione delle realtà leader del reporting di sostenibilità in Italia e verrà esteso nei prossimi mesi ad altre imprese quotate. Le aziende impegnate nella sperimentazione sono: Assicurazioni Generali, Autogrill, Bureau Veritas, Enel, Gruppo Hera, Gruppo Sanpellegrino, Gruppo Unipol, Gucci, Holcim Italia, Obiettivo Lavoro.Terna, Vodafone.
Il progetto ha preso il via da una ricerca che ha analizzato i bilanci di sostenibilità di queste imprese partendo dall'assunto che senza comparabilità non è possibile misurare e valutare l'impegno delle imprese né comprendere realmente, nel caso di uno stakeholder, la portata o le carenze di questo impegno. Una volta vagliati e verificati sul campo, costituiranno la base per una nuova fase di trasparenza delle performance ambientali, sociali e di governance delle imprese grazie ad un raccordo con macro dati elaborati dal Sistema Statistico Nazionale.
"La massima convergenza dei bilanci sociali d'impresa verso gli standard della statistica ufficiale, i quali hanno un livello di definizione assai più elevato rispetto alle raccomandazioni della Global Report Initiative, rappresenta un beneficio per le singole imprese, aumentandone la comparabilità con i bilanci sociali di altre imprese e il raccordo con i dati di contesto, non solo a livello nazionale"" dichiara Enrico Giovannini, presidente di Istat.
Questo progetto, aggiunge Caterina Torcia, presidente del Csr Manager Network, "apre una nuova fase nella misurazione delle performance ambientali, sociali e di governance in un momento in cui nel nostro Paese le responsabilità collettive dell'impresa stanno rivelandosi in tutta la loro importanza."
Il progetto ha previsto 2 step di lavoro. Nella prima fase di ricerca sono stati analizzati 57 indicatori economici, ambientali e sociali, legati ad esempio al valore economico generato, alle pratiche e alle condizioni di lavoro, al rispetto dei diritti umani, alla responsabilità di prodotto, all'investimento nei confronti della comunità.
Vista l'impossibilità di comparare le performance di sostenibilità per una forte disomogeneità nelle basi di calcolo, è stata avviata una seconda fase di lavoro tutt'ora in corso su di un gruppo ristretto di indicatori per superare quelle difficoltà che rendono attualmente impossibile la comparazione.
Tra gli indicatori in fase di sperimentazione e che in prospettiva potrebbero essere chiesti alle imprese da Istat figurano variabili di tipo ambientale quali ad esempio riduzione dei consumi di energia, investimenti per la tutela ambientale, multe per mancato rispetto di regolamenti di settore. Tra gli indicatori che riguardano la gestione dei lavoratori e le pratiche di tutela viene preso in considerazione il tasso di assenteismo o infortunio, il grado di turn-over, il tasso di rientro post-maternità e il differenziale retributivo tra uomini e donne unitamente alla composizione degli organi di governo dell'impresa.
Altri indicatori oggetto di sperimentazione riguardano l'area del sociale, ad esempio in riferimento al numero di interventi realizzati nella comunità o le politiche e le procedure anticorruzione. Sul fronte dei diritti umani e della responsabilità di prodotto, infine, potranno essere valutati aspetti quali il numero di pratiche discriminatorie e le relative azioni correttive e il numero degli incidenti per non conformità dei prodotti sotto il profilo della salute e sicurezza dei consumatori. Il progetto si concluderà alla fine del 2012 con gli indicatori definitivi per misurare la sostenibilità delle imprese italiane.
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