
Lav, la stilista bolognese Elisabetta Franchi esempio del 'fur-free' italiano
Moda responsabile alla fashion week milanese con collezioni 'animal friendly'
ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 10:18
Il Fur Free Retailer Program è un sistema di autocertificazione volontaria che consente ai marchi aderenti di promuovere politiche di commercio che rispettino i diritti degli animali
Milano, 23 feb. - (Adnkronos) - La moda di Elisabetta Franchi si schiera contro le pellicce in difesa degli animali: con la sua collezione la stilista bolognese, in collaborazione con la Lav, aderisce al Fur Free Retailer Program per la promozione di politiche di commercio che rispettino i diritti degli animali, in primis con l'eliminazione di articoli che contengono pellicce di origine animale.
Si tratta di un sistema di autocertificazione volontaria che consente ai marchi aderenti di beneficiare di una promozione gratuita da parte di tutte le associazioni della Fur Free Alliance nei Paesi in cui operano. Con l'adesione allo Standard Internazionale, il brand Elisabetta Franchi è stato inserito nell'elenco delle firme virtuose e pubblicato sia sul sito tematico della Lav www.nonlosapevo.com sia sul portale www.furfreeretailer.com.
Con questa adesione viene ufficializzata la campagna a favore dei diritti degli animali che Elisabetta Franchi ha già intrapreso da tempo; l'attuale collezione propone 12 pezzi realizzati in ecopelliccia, dalla giacca al bolero, dall'abito alla gonna. Tra i colori domina il blu, protagonista del prossimo autunno, che la stilista ha interpretato in chiave urban-fashion. Uno chic contemporaneo, nel rispetto dei diritti degli animali, per essere attenti allo stile ma con responsabilità.
"L'estensione delle politiche di Responsabilità Sociale d'Impresa al rispetto dei diritti degli animali rappresenta una sfida cruciale e un'opportunità di crescita e innovazione per le aziende orientate verso la produzione etica e sostenibile -sostiene Simone Pavesi, responsabile nazionale Lav settore pellicce- Una condotta a cui i consumatori guardano con sempre maggiore interesse per orientare al meglio gli acquisti".
"Questa accresciuta sensibilità al tema delle sofferenze animali -conclude Pavesi- è alla base della massiccia adesione, circa 50mila firme in poche settimane, alla petizione indetta dalla Lav per sollecitare una legge che disponga il divieto di allevare, catturare, uccidere e commercializzare animali per farne pellicce". Perché ciascuno di noi può contribuire, ogni giorno, scegliendo prodotti cruelty free.
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