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Il reddito medio delle pensioni è di 1.084 euro al mese, al Sud 876

Nel 2010 spesi 165,8 miliardi per le pensioni, +3,1% su 2009


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Roma, 13 dic. (Adnkronos/Labitalia) - Nel 2010 la spesa per pensioni previdenziali (per rate di pensione e connessi trattamenti di famiglia) è risultata pari a 165,8 miliardi di euro (+3,1% rispetto al 2009). E' quanto emerge dal Bilancio sociale dell'Inps. (VIDEO)

Il 76,6% del totale è stato erogato per le pensioni di vecchiaia e anzianità, il 16,6% per le pensioni ai superstiti e per il 6,8% alle pensioni di invalidità e inabilità.

La spesa pensionistica complessiva, si legge nel Bilancio sociale, presentato oggi a Roma, è composta per l'86,7% da prestazioni previdenziali e per il 13,3% da prestazioni assistenziali. La spesa pensionistica complessiva, comprensiva delle indennità di accompagnamento agli invalidi civili, è passata da 186,1 miliardi di euro nel 2009 a 191,2 miliardi di euro nel 2010 (+2,7%) con un aumento di circa 5 miliardi.

Il reddito pensionistico medio mensile è di 1.084 euro al mese: gli uomini percepiscono 1.312 euro mensili mentre le donne 893 euro.

Sotto il profilo della distribuzione territoriale il Nord, dove si concentra il 49,7% dei pensionati Inps, presenta con 1.191 euro mensili un reddito medio superiore a quello nazionale.

Un valore superiore alla media si registra anche al Centro con 1.141 euro mensili e una quota di beneficiari pari al 19,5%. Al Sud risiede invece il 30,8% dei titolari e il reddito pensionistico medio è di 876 euro lordi mensili. Per le donne i redditi da pensione si presentano più bassi di quelli degli uomini in ciascuna area geografica.

Sono 13,8 milioni i cittadini ai quali l'Inps paga la pensione, erogando oltre 18,5 milioni di trattamenti.

I pensionati Inps titolari di almeno una prestazione rappresentano l'85% del totale dei pensionati in Italia. Nel complesso, considerando che uno stesso soggetto può ricevere più di un trattamento a carico dell'Istituto, il numero di pensioni Inps pro-capite è di 1,3.

Tale fenomeno deriva fondamentalmente dal cumulo di una pensione di vecchiaia o di anzianità con una pensione ai superstiti o una prestazione di tipo indennitario (indennita' di accompagno).

L'importo medio delle pensioni di vecchiaia in essere è di 609 euro mensili, mentre quelle di anzianità hanno un valore medio di 1.473 euro mensili. La pensione di vecchiaia media ha un valore mensile del 42% rispetto a quella di anzianità, una differenza dovuta all'anzianità contributiva molto più bassa delle pensioni di vecchiaia. Emerge dal Bilancio sociale dell'Inps in corso di presentazione a Roma.

Le pensioni previdenziali in pagamento risultano così suddivise: 9,4 milioni di pensioni di vecchiaia, anzianità e prepensionamenti, 3,8 milioni di pensioni ai superstiti e 1,5 milioni di pensioni di invalidità. A usufruire in maggior misura delle pensioni di anzianità sono gli uomini, a cui va l'81% di tali prestazioni, mentre le pensioni di vecchiaia sono percepite in maggioranza da donne (66%).

Più alti, per gli uomini, anche gli importi medi delle prestazioni: il valore medio di una pensione di anzianità maschile è di 1.552 euro mensili, mentre la stessa pensione di anzianità erogata a una donna è pari a circa 1.130 euro.

Allo stesso tempo, nelle pensioni di vecchiaia, le donne pur rappresentando la maggioranza, percepiscono di media 547 euro mensili contro i 749 euro dei maschi. Al 1° gennaio 2011, risultano percepite dalle donne solo 723 mila pensioni di anzianità rispetto agli oltre tre milioni di analoghi trattamenti percepiti dagli uomini.

Per quanto riguarda le altre pensioni previdenziali, sottolinea l'Inps, si evidenzia un basso importo medio. Tra queste le più numerose sono quelle relative ai superstiti pari a 3,8 milioni di pensioni con un valore medio di 534 euro mensili. In questo ambito la stragrande maggioranza dei trattamenti pari a circa l'88% è destinato alle donne con un valore medio superiore a quello degli uomini (555 euro contro 353 euro).

Sono 3.925.950 nel 2010 i beneficiari dei trattamenti di disoccupazione e integrazione salariale. In particolare, sono oltre 1,5 mln i beneficiari di cig, tra ordinaria e straordinaria, mentre il trattamento di mobilità riguarda 188.773 lavoratori.

I beneficiari di disoccupazione per requisiti ridotti sono oltre 468.000, i trattamenti di disoccupazione agricola oltre 520.000 mentre i beneficiari di disoccupazione non agricola sono quasi 1.200.000.

Quindi in totale quasi 4 mln di lavoratori hanno percepito un ammortizzatore nel 2010. Se si tiene conto, spiega il Bilancio sociale, che i lavoratori dipendenti assicurati all'istituto nel 2010 sono stati circa 12,6 mln, ne deriva che un terzo dei lavoratori sono stati interessati l'anno scorso da una qualche forma di ammortizzatore sociale.


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