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Fair Trade Center lancia l'allarme: la sabbiatura è ancora utilizzata

Salute: i jeans invecchiati uccidono chi li produce, in Turchia registrati 46 decessi

ultimo aggiornamento: 20 dicembre, ore 11:34
Tra le tante versioni che hanno investito il mercato, quello 'consumato-invecchiato' ancora regge. Ma in pochi sanno che i capi scoloriti possono causare una forma acuta di silicosi, malattia polmonare mortale


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Roma, 20 dic. - (Adnkronos) - Non c'e' dubbio che i jeans siano uno dei simboli della moda. Larghi, stretti, a zampa, tagliati, a vita alta o bassa: in 60 anni di vita popolare non hanno mai conosciuto crisi e ogni anno nel mondo se ne producono circa cinque miliardi. Tra le tante versioni che hanno investito il mercato, quello 'consumato-invecchiato' ancora regge. Ma in pochi sanno che i jeans scoloriti possono uccidere. Non chi li indossa ma chi li produce.

Il problema riguarda la sabbiatura che, applicata a un tessuto 'denim', ha lo scopo di conferirgli un aspetto vissuto. Questa tecnica, che e' quella piu' economica, puo' causare una forma acuta di silicosi, malattia polmonare mortale. La sabbiatura manuale con la silice e' stata vietata dalla Comunita' Economica Europea nel 1966. In seguito al divieto, l'industria dell'abbigliamento ha semplicemente spostato la produzione in paesi privi di regolamento come Turchia, Siria, Bangladesh, Messico, India e Indonesia. Nella sola Turchia, sono stati documentati 46 casi di decessi di sabbiatori a causa della silicosi e 600 lavoratori malati. Ma si teme che il numero possa crescere.

Un certo numero di aziende del settore moda e della distribuzione hanno gia' vietato la vendita di jeans trattati con questa tecnica o hanno annunciato pubblicamente che li avrebbero eliminati gradualmente nei prossimi mesi. Tra questi Le'vi-Strauss & Co. e Hennes & Mauritz (H&M). Ma per fare maggiore chiarezza Fair Trade Center ha da poco presentato il rapporto 'Vittime della moda'.

Lo studio evidenzia che la sabbiatura continua ad essere utilizzata nella produzione di tre (Whyred, Varnergruppen e Nudie jeans) delle 17 aziende di abbigliamento intervistate. Il report, inoltre, mostra anche che le aziende hanno una conoscenza molto limitata della sabbiatura, e, incredibilmente, sono in poche ad essere coscienti dei rischi e ad avere attivato misure di prevenzione. Per questo Fair Trade Center chiede alle aziende di stabilire standard specifici per la sabbiatura e monitorare le condizioni di lavoro lungo l'intera catena di fornitura.

Per mettere un punto a questa situazione, la Clean Clothes Campaign, una rete di organizzazioni sindacali e organizzazioni non governative europee, ha lanciato un appello ai produttori di jeans e ai governi per fermare la sabbiatura del denim. Ai governi l'appello e' di mettere fuori legge la tecnica, assicurare l'applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro e garantire pensioni di invalidita' ai sabbiatori che hanno contratto la silicosi.

Da gennaio 2011, inoltre, la Ccc avviera' un'azione di pressione diretta alle aziende di jeans che rifiuteranno di bandire la tecnica della sabbiatura dalla produzione alla quale tutti i consumatori potranno partecipare attivamente. Come? Cercando di acquistare prodotti in tessuto denim non sabbiato e firmando l'appello della Clean Clothes Campaign.


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ugc
angi46 ha scritto (21/12/2010 - ore 06:22) segnala un abuso
ugc
è sempre la stessa musica! in una zona si vieta una produzione pericolosa,l'imprenditore ( a cui non frega nulla dell'operaio malcapitato) sposta la produzione in altra zona!questi SIGNORI meriterebbero di buscarsi la silicosi!!!!!
ugc
ugc
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