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Molti i percorsi turistici e wellness che permettono di rivivere pagine di storia del nostro Paese
Ambiente: ecomusei e aree ricreative, parte il recupero delle vecchie miniere
ultimo aggiornamento: 18 gennaio, ore 13:52
Sono sempre più frequenti i progetti di recupero e valorizzazione delle vecchie miniere italiane dismesse. Siti che raccontano oltre due secoli di fatica e di sudore, di sviluppo economico e di cultura italiana che oggi si incomincia a voler valorizzare
Roma, 16 gen. - (Adnkronos) - Ecomusei, aree ricreative, centri culturali. Ma non solo. Anche terme per bellezza e salute e percorsi turistici per rivisitare intere pagine di storia del nostro Paese. Si moltiplicano cosi' i segnali di recupero e valorizzazione delle vecchie miniere italiane dismesse. Siti che raccontano oltre due secoli di fatica e di sudore, di sviluppo economico e di cultura italiana che oggi si incomincia a voler valorizzare. E, soprattutto, anche a voler mettere in sicurezza. Visto che dei 2.990 siti minerari censiti dall'Apat in uno studio pubblicato nel maggio 2008 e che comprende tutte le tipologie di miniere nazionali dal 1870 al 2006, solo 300 sono con concessione mineraria vigente e 194 attivi.
"Le iniziative ed i progetti di recupero e valorizzazione delle miniere si stanno moltiplicando anche se sono ancora spot. Diverse Regioni, Amministrazioni comunali, ma anche aziende minerarie, del nostro Paese si stanno dando da fare per rivalutare le vecchie miniere dismesse a fini storici, turistici e culturali" afferma all'ADNKRONOS il presidente di Assomineraria, Marco Sertorio, docente Diritto Privato alla Facolta' di Economia dell'Universita' di Torino. "Nel Pinerolese, in Valchisone, per esempio, -afferma ancora il numero uno dell'associazione di Confindustria che raccoglie le imprese minerarie italiane e straniere che operano in Italia- e' gia' sorto un museo nella vecchia miniera di talco, un museo oggi curato dalla Comunita' montana locale".
"E' una miniera -continua Sertorio- ancora attiva ma, nelle 3-4 gallerie dismesse, si e' realizzato un percorso turistico con musei e trenini che, a 300-400 metri di profondita', ripercorrono la storia di un secolo e mezzo di vita mineraria locale". E non e' l'unico esempio. In Val Trompia, sopra Brescia, infatti, nelle miniere di ferro ormai abbandonate, e' nato un museo Comunale. E ancora.
La storica miniera di oro sul Monte Rosa, nel sito minerario nella Valle di Macugnaga, in parte semi attiva, si utilizzano acque arsenicali che si e' verificato fanno bene alla pelle. Tanto che il Comune locale ha deciso di sfruttarle, ottenendo la concessione per realizzare un centro termale. Sempre intorno ad una vecchia area mineraria dismessa e' sorto anche un agriturismo. "Il museo -sottolinea Sertorio- non e' l'unica destinazione delle vecchie miniere. Serve pero' uno studio attento per progettare utilizzi alternativi di questi siti".
"In Italia sono centinaia, tra i 300 ed i 600, i siti dismessi e noi, come Assomineraria, ci stiamo impegnando il piu' possibile per favorire iniziative di recupero" continua ancora Sertorio, uno tra i maggiori esperti italiani nel campo giuridico minerario. "Il recupero delle vecchie miniere -spiega- ha una valenza culturale ma non solo. I siti minerari dismessi provocano infatti molti problemi di sicurezza, a volte si registrano anche vittime, ma non c'e' ancora una legge nazionale che regoli la messa in sicurezza e la valorizzazione di questi territori". "Oggi -spiega ancora- si puo' contare solo su norme regionali che, sul fronte della sicurezza, possono consentire interventi ma non assicurano i fondi indispensabili per il recupero di queste aree".
Molte le Regioni italiane interessate dall'attivita' estrattiva e su cui sono presenti anche vecchie miniere dismesse. Sempre secondo il censimento dell'Apat, e' la Sicilia la regione in cui si contano il maggior numero di miniere con 765 siti, seguita dalla Sardegna con 427, dalla Toscana con 416, dal Piemonte con 375 e dalla Lombardia con 294. "Sempre l'Apat pero' ha avviato anche il progetto di un nuovo censimento per conoscere il 'destino' dei siti minerari e lo stato dell'arte piu' dettagliato di quelli dismessi" riferisce il Direttore del settore minerario di Assomineraria, Monica Giarda.
"La Sardegna -spiega Sertorio- e' una delle regioni che maggiormente si e' impegnata in progetti di recupero di vecchie miniere con la realizzazione di un grande Parco Minerari ricco di musei di settore, voluto dalla Regione e dal Ministero dell'Ambiente. E ancora. Anche la Toscana conta molti siti dismessi ed e' attiva sul fronte del loro recupero". Un importante progetto, inoltre, sta per partire anche dalla Regione Val d'Aosta. "Il progetto -riferisce il presidente di Assomineraria- riguarda prima un attento censimento dei siti locali, quindi l'analisi geologica per vedere se ci sono ancora miniere attivabili, quindi si passera' alla messa in sicurezza di queste aree. Con l'obiettivo finale di rivalutarle a scopi sociali, culturali e turistici".
Sempre in Val d'Aosta, infine, "si sta pensando ad una rivalutazione turistica del sito minerario della valle di Cogne, dove si estraeva acciaio fino ad un anno fa. Si tratta -conclude Sertorio- di chilometri di galleria che potrebbero riannodare, attraverso un veloce e suggestivo percorso sotterraneo, una delle piu' belle vallate con le piu' rinomate localita' sciistiche della regione".
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