Sostenibilita > Ecosostenibilita > Dal Parlamento Ue obbligo di etichettatura per i capi prodotti con pellicce di animali

Rimandato lo studio sulla fattibilità di un sistema di etichettatura "made in", al fine di dare ai consumatori informazioni accurate sul Paese d'origine
Dal Parlamento Ue obbligo di etichettatura per i capi prodotti con pellicce di animali
ultimo aggiornamento: 19 maggio, ore 17:20
Oggi, in Italia, le donne che dichiarano di indossare una pelliccia sono diminuite dagli 8 milioni del 2002 a 2,6 milioni
Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Da ora in poi, i consumatori italiani ed europei che acquisteranno un capo di abbigliamento, potranno riconoscere se è stato confezionato con pelliccia animale. Il Parlamento Europeo, infatti, ha approvato un nuovo regolamento comunitario in materia di "denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura", che prevede l'introduzione dell'indicazione obbligatoria delle pellicce animali.
Grazie al nuovo provvedimento, tutti i capi di abbigliamento dovranno riportare in etichetta l'eventuale presenza di parti animali, come pellicce, pelle/cuoio e piume, con la dicitura: "contiene parti non tessili di origine animale".
In questo modo, i consumatori sapranno realmente di cosa è fatto il prodotto che intendono acquistare e potranno valutare l'eventuale acquisto in considerazione dello sfruttamento degli animali utilizzati per la realizzazione del prodotto stesso. I prodotti tessili immessi sul mercato fino a sei mesi dopo l'entrata in vigore del Regolamento possono continuare a essere a disposizione per due anni e sei mesi a seguito dell'entrata in vigore del Regolamento.
Per permettere ai consumatori di verificare l'origine dei prodotti tessili fabbricati fuori dall'Ue, il Parlamento aveva proposto che l'indicazione del paese di origine dovesse essere obbligatoria.
Tuttavia, il Consiglio dell'Unione Europea ha rimandato questo aspetto ad ulteriori approfondimenti da parte della Commissione Ue che, entro il 30 settembre 2013, dovrà presentare uno studio sulla fattibilità di un sistema di etichettatura "made in", al fine di dare ai consumatori informazioni accurate sul Paese d'origine e altre supplementari per assicurare la totale tracciabilità del prodotto.
Non sarà obbligatorio indicare in etichetta la presenza di parti non tessili di origine animale, in prodotti sartoriali. La Commissione Ue dovrà inoltre valutare la possibilità di armonizzare i requisiti di etichettatura (attualmente volontaria) circa la presenza di sostanze allergeniche, infiammabili e per la corretta identificazione di materiali ecologici.
Oggi, in Italia, le donne che dichiarano di indossare una pelliccia sono diminuite dagli 8 milioni del 2002 a 2,6 milioni. Si tratta di donne che, per il 47%, hanno un'età maggiore di 65 anni e un livello di istruzione basso (il 60% ha solo la licenza media inferiore).
Tuttavia, a fronte di un mercato in continuo declino, sono sempre milioni gli animali appositamente allevati e uccisi per la produzione di pellicce.
Gli oltre 7.000 allevamenti europei hanno rappresentato, nel 2009, il 64,7% della produzione mondiale di pellicce di visone, con più di 30 milioni di animali. E anche il 55,6% della produzione mondiale di pellicce di volpi, con più di 2 milioni di animali.
articoli correlati
tutte le notizie di Ecosostenibilita











































