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Dal 20 al 22 maggio

Dalla cittadinanza attiva alla globalizzazione selvaggia, i 'beni comuni' a Terra Futura

ultimo aggiornamento: 12 maggio, ore 17:36
La mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità si svolgerà alla Fortezza da Basso di Firenze


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Firenze, 12 mag. - (Adnkronos) - Democrazia e cittadinanza attiva contro globalizzazione selvaggia e individualismo sfrenato. Sono questi i nostri 'beni comuni', alla cui cura è dedicata la VIII edizione di Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, che si svolgerà a Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio. Promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

Si parlerà del fallimento della finanza irresponsabile lontana dall'economia reale, dell'emergenza legalità, della 'primavera araba' attraverso testimonianze dal Nord Africa. "E' un momento particolare per la vita dell'Italia in relazione ai beni comuni", sottolinea Sabina Siniscalchi, consigliere di amministrazione di Banca Popolare Etica.

Nel Rapporto 2010 sulla libertà di informazione dell'Unesco, figuriamo 75esimi sui 196 Stati in esame. "Siamo un Paese 'parzialmente libero', dunque, parzialmente democratico. Ciò assegna alle nostre organizzazioni compiti e responsabilità precise", puntualizza Andrea Olivero, presidente di Acli nazionale. Anche l'acqua è "una risorsa primaria che non può sottostare a criteri commerciali, come quelli proposti dal 'Decreto Ronchi' e del 'Decreto sulla delega ambientale', che ne obbligano la privatizzazione.

Il servizio idrico, infatti, deve continuare a rispondere a criteri di pubblica utilità con una gestione rigorosa e trasparente che ne garantisca a tutti il libero utilizzo" ricorda Maurizio Gubbiotti, coordinatore segreteria nazionale di Legambiente. A Terra Futura saranno rese note le cifre di quanti sono costretti a lasciare il proprio Paese a causa di disastri climatico-ambientali.

Fra crescita illimitata e decrescita, esiste una terza via basata sulla tutela dei beni comuni. "Le nostre classi dirigenti non sono nè attrezzate, nè interessate a un simile cambiamento, ma dal basso la consapevolezza della sua necessità è sempre più diffusa", aggiunge Paolo Beni, presidente di Arci nazionale. Terra Futura promuove il confronto su questi temi per dimostrare che il cambiamento è possibile 'anche dal basso'. A provarlo i 160 progetti di microcredito in Italia e le centinaia di microprogetti di sviluppo (nel nostro Paese e all'estero) delle oltre 200 Caritas diocesane, molti presenti in rassegna.

"Le microazioni sviluppano macrovalori. Occorre puntare sulla 'pedagogia dei fatti', basata sulla concretezza delle esperienze delle realtà locali". A parlare così è don Andrea La Regina, responsabile dell'area macroprogetti di Caritas Italiana, che continua: "Il volontariato non è affatto in crisi, ma rimane una risorsa fondamentale per il progresso sociale ed economico: dal recente censimento degli organismi socioassistenziali sono oltre 100mila i volontari impegnati nei soli servizi di welfare promossi dalla Chiesa".

Anche il lavoro è un bene comune ed è fortemente interconnesso ai diversi temi della sostenibilità. "Sta qui il senso dell'essere presenti come sindacato a Terra Futura; riteniamo che fra i nostri compiti rientri quello di avere cura anche di chi, non vivendo di rendita, ha bisogno di altre tutele" afferma Bruna Massa, segretaria regionale di Fiba Cisl Toscana, ricordando che "la conflittualità interna di istituzioni e forze sociali fa oggi molto più rumore dell'impegno unitario dei sindacati in molti ambiti". Non è un caso se, a Terra Futura, le federazioni dei bancari di Cisl, Uil e Cgil rifletteranno assieme "sulla nuova rappresentazione del lavoro nel mondo che cambia".

La rassegna espositiva è articolata in 13 diverse sezioni tematiche, numerosi i settori rappresentati: tutela dell'ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva e partecipazione.

Ricco il programma culturale, fra seminari, dibattiti e convegni con esperti e testimoni dei diversi ambiti; e ancora workshop e laboratori, per far sperimentare ai visitatori come sia possibile declinare la sostenibilità a partire dal quotidiano di ciascuno. Circa 600 le aree espositive e oltre 5000 enti rappresentati; 280 gli appuntamenti culturali che vedranno l'intervento di quasi 1000 relatori. Tra i progetti speciali: la Borsa delle Imprese Responsabili, incontri one to one per favorire nuove opportunità di greenandsocial business per tutti gli attori di sistema (pubblico, privato eticamente orientato e non profit), il Premio Architettura e Sostenibilità e Terra Futura per la Scuola.


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