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Produce un fatturato annuale di oltre 10 miliardi di euro
E' allarme in Europa per la pesca illegale alimentata da flussi massicci di fondi pubblici
ultimo aggiornamento: 08 aprile, ore 17:55
Provoca il depauperamento degli stock ittici, distrugge gli habitat marini, distorce la concorrenza, pone in condizione di svantaggio i pescatori onesti.
Roma, 8 apr. (Adnkronos) - La pesca illegale è un fenomeno di ampie proporzioni che, nel mondo, produce un fatturato annuale di oltre 10 miliardi di euro. Nelle acque europee, in particolare, raggiunge livelli più che ragguardevoli. Secondo recenti stime, rappresenta il 66% di tutto il pescato nel Mare del Nord e il 50% degli sbarchi di tonno e pescespada nel solo Mediterraneo. Ignorando tutte le norme, la pesca illegale non dichiarata e non regolamentata (Inn), provoca il depauperamento degli stock ittici, distrugge gli habitat marini, distorce la concorrenza, pone in condizione di svantaggio i pescatori onesti.
Perciò, l'Unione Europea è impegnata ad eliminare le scappatoie che permettono agli operatori illegali di trarre vantaggio dalle loro attività. Si tratta, infatti, di un fenomeno che, in parte, è alimentato da flussi massicci di fondi pubblici.
I dati di ricerche effettuate in sede europea hanno rivelato come in Italia, Francia e Spagna decine di milioni di euro di contributi al settore siano stati assegnati proprio a pescherecci e operatori sanzionati, anche ripetutamente, per infrazioni gravi alla Politica Comune della Pesca.
Il tema è stato appena affrontato a Bruxelles, nel corso di un incontro organizzato dal presidente della Commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento Europeo, Luigi de Magistris, alla presenza di Maria Damanaki, commissario europeo agli Affari marittimi e della pesca, e altri esperti. L'elenco pubblicato sul sito Fishsubsidy.org svela riguardo a Francia e Spagna la quantità di denaro pubblico, oltre 13.5 milioni di euro, tra il 1994 e il 2006, elargito in favore di 36 pescherecci sanzionati per infrazioni gravi.
Una situazione del tutto simile, del resto, a quanto accade nel nostro Paese, dove circa 100 pescherecci, molti dei quali multati più volte per pesca illegale, hanno ricevuto 13.8 milioni di euro in aiuti pubblici, tra 1999 e 2010. "Mentre a livello internazionale l'Unione Europea ha lanciato una forte iniziativa di contrasto alla pesca Inn, al proprio interno sovvenziona con fondi pubblici europei e nazionali operatori impegnati nell'illegalità", spiega Domitilla Senni di Ocean 2012, organizzazione che più volte ha denunciato il fenomeno.
E' un paradosso, infatti, che gli aiuti concepiti per promuovere il settore e le comunità costiere abbiano finito per "provocare seri danni ecologici, sociali ed economici".
"E' necessario -prosegue Senni- procedere a una piena applicazione del Regolamento per combattere la pesca Inn sulla flotta Europea. Finora si è provveduto a controllare l'importazione di prodotti ittici sul mercato comunitario o i pescherecci di paesi terzi, trascurando invece di applicare le medesime sanzioni anche ai quei pescherecci dell'Unione Europea impegnati nella pesca Inn".
A questo proposito, la coalizione di Ocean 2012 e altre 90 organizzazioni ambientaliste, tra cui Wwf, Greenpeace, il Gruppo Ambiente Pew, hanno scritto una lettera aperta al presidente Jose Luis Barroso, affinchè la Commissione europea intraprenda azioni concrete verso un'abolizione di questi sussidi. Già nel 2006, l'Ue si era impegnata a definire una 'road map' dei fondi comunitari elargiti, che tuttavia risultavano 'dannosi' per l'ambiente. Un impegno ribadito di nuovo nel 2007. A oggi, tuttavia, nessun passo è stato compiuto in tale direzione.
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