Sostenibilita > Ecosostenibilita > Fiengo (Gazzetta Ambiente), anche in Italia si deve puntare alla 'Grenelle' francese

Risultato della Commissione di lavoro istituita in Francia nel luglio 2007 sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy
(www.legrenelle-environnement.fr)
Fiengo (Gazzetta Ambiente), anche in Italia si deve puntare alla 'Grenelle' francese
(www.legrenelle-environnement.fr)
ultimo aggiornamento: 22 febbraio, ore 12:15
La legge introduce in Francia la politica strutturale di incentivazione ai settori di produzione e consumo, in funzione di uno sviluppo economico coerente con gli obiettivi europei e internazionali di risanamento ambientale e sostenibilità
Roma, 22 feb. (Adnkronos)- Anche l'Italia "deve puntare alla 'Grenelle' introdotta in Francia dal presidente Sarkozy" perche' ormai "non si possono piu' programmare lo sviluppo di un territorio e le politiche economiche senza tener conto della ricaduta sull'ambiente. Una ricaduta che, se valutata in termini ampi di sostenibilita', "puo' tradursi in quella crescita cui punta la green economy non solo strutturata in Francia ma anche tanto affermata da Obama negli Usa".
Ad indicare nella 'Grenelle' la via giusta "da portare" anche in Italia per uno sviluppo sostenibile del nostro Paese e' il direttore editoriale di 'Gazzetta Ambiente', Giuseppe Fiengo, che all'ADNKRONOS sottolinea senza mezzi termini: "Non c'e' da inventarsi niente. Basta copiare quella legge, quella filosofia". E cosi', per diffondere anche nel nostro Paese quel modello di politiche sostenibili, con la sua rivista, che da 15 anni raccoglie i contenuti di esperti di legislazione ambientale, Fiengo ha promosso un dibattito a Roma. Ma che cos'e' la 'Grenelle'?
"La 'Grenelle Environnement' -spiega- e' il risultato della Commissione di lavoro istituita in Francia nel luglio 2007 sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy, allo scopo di pervenire alla definizione di un insieme di misure e orientamenti in materia di ecologia, sviluppo e pianificazione sostenibile, oggi confluiti in una Legge quadro relativa alla attuazione della Grenelle de l'Environnement". "La legge -continua- introduce in Francia la politica strutturale di incentivazione ai settori di produzione e consumo, in funzione di uno sviluppo economico coerente con gli obiettivi europei e internazionali di risanamento ambientale e sostenibilita'". Un obiettivo che potrebbe concretizzarsi anche da noi e che ha fatto della Francia, secondo la fotografia scattata da Eurostat, il Paese con il miglior tasso di crescita del Pil in Europa.
La ricetta di Sarkozy non e' complessa. E secondo uno studio di Boston Consulting Group con la Grenelle si potrebbe arrivare in pochi anni a 600mila nuovi posti di lavoro e circa 450 miliardi di euro di investimenti, di cui 170 da organismi pubblici. Secondo la via indicata da Sarkozy, inoltre, gli incentivi che gli Stati membri dell'Ue darebbero alle imprese per risanamento ambientale e tecnologie sostenibili sarebbero esclusi dal torchio della Commissione europea sugli aiuti di Stato. Tanti i settori che ne avrebbero beneficio dalla rotta indicata dalla Francia, dall'edilizia ai trasporti, all'alta tecnologia di impresa. E l'Italia?
"Sarebbe opportuno -dice Fiengo- che anche in Italia programmassimo un sistema di incentivi per politiche sostenibili. Al nostro Paese serve una 'Grenelle', serve una strategia globale. La Francia con queste norme sta orientando l'Europa. E noi stiamo a guardare". Il primo passo che Fiengo sottolinea andrebbe fatto in Italia sarebbe "mettere insieme tutti gli incentivi ambientali che oggi sono sconnessi fra loro e fanno parte di accordi singoli e spesso contradditttori".
"L'Europa -conclude Fiengo- concorda con la 'Grenelle' francese e cerca strumenti in fondi pubblici e privati, in partenariati pubblico-privati per cambiare rotta e puntare ad un'economia sostenibile. E' ora che anche l'Italia cambi rotta".
A sostenere la ricetta 'Grenelle' in Italia e' anche l'ex ministro dell'Ambiente ed economista Giorgio Ruffolo che, nel numero monografico di 'Gazzetta Ambiente' dedicato al piano 'Grenelle de l'Environnement' sottolinea che "e' un processo di pianificazione dell'economia ambientale da guardare con molta attenzione: la Francia, sulla scorta delle indicazioni e degli obiettivi fissati dall'Unione europea, sceglie infatti di programmare la sua economia e il suo sviluppo in funzione degli obiettivi e dei parametri di salvaguardia del clima e dell'ambiente".
"E non lo fa soltanto -scrive Ruffolo- con un documento astratto (uno studio, un piano, un programma) ne' con una serie di accordi o convenzioni ma lo fa anche con una Legge quadro (la Legge 'Grenelle') che indirizza le risorse pubbliche e private dei prossimi anni verso obiettivi di politica ambientale ed economica indicati negli accordi, largamente partecipati e condivisi dalle parti sociali". "L'esperienza di programmazione non e' certamente nuova; la concertazione con le parti sociali e' largamente usata anche in Italia, l'idea che il Pil -continua Ruffolo- non sia l'unico indicatore della qualita' della vita e' largamente condivisa sia al livello di studiosi che di operatori economici".
"Quello che cambia, nell'esperienza francese, -sottolinea ancora Ruffolo- e' il collegamento sistematico e legislativo tra le scelte di pianifi cazione e gli stanziamenti decisi a supporto dell'azione amministrativa: approvato un piano, valutati gli impatti diretti ed indiretti, si stanziano, in un unico contesto, le risorse necessarie per attuarlo". "Il semplice scorrere delle nostre Leggi Finanziarie, delle 'Milleproroghe' e da ultimo delle 'Leggi annuali comunitarie' mostra che la prassi legislativa italiana -afferma Ruffolo- inserisce invece sistematicamente le misure di incentivazione della politica ambientale in oscuri emendamenti e deroghe, senza alcun pubblico dibattito tra le parti interessate e senza quel minimo di coerenza che dovrebbe portare ad inserire la 'questione ambientale' in un quadro coordinato di interventi sull'economia".
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