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Manca ancora un piano nazionale di segnaletica per le due ruote
Piste ciclabili e cultura della sicurezza in bici per una mobilità sempre più sostenibile
ultimo aggiornamento: 29 aprile, ore 17:43
Di Rocco (Federazione ciclistica italiana): "Occorre sviluppare anche in Italia le buone pratiche che gia ci sono in molti altri paesi, soprattutto del Nord Europa"
Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - Lo sviluppo della mobilità sostenibile con la bicicletta passa anche attraverso la ''realizzazione di piste ciclabili'', l'introduzione di norme ''per la sicurezza di chi va in bici'', la creazione di ''spazi protetti per gli appassionati'' e la promozione di una cultura ''legata all'uso della bici''. E' quanto sottolinea Renato Di Rocco, presidente della Federazione ciclistica italiana, che in vista del BiciDay sottolinea l'esigenza di realizzare nel nostro paese ''una piano nazionale di segnaletica per la bicicletta''.
La Fci, assieme all'Anci, è tra i promotori dell'iniziativa lanciata dal ministero dell'Ambiente e in occasione del BiciDay ha in programma una serie di iniziative. A Parma, dove l'8 maggio è previsto l'arrivo della seconda tappa del giro di d'Italia ci sarà una 'giornata rosa' con iniziative che coinvolgeranno i bambini e andranno avanti fino all'arrivo dei ciclisti impegnati nel giro. In Toscana è in programma la ciclopasseggiata da Lucca a Firenze, attraverso il percorso del campionato del mondo di ciclismo del 2013.
''Abbiamo coinvolto -spiega Di Rocco- tutte le società della Federazione sul territorio e le iniziative in cantiere sono tante. Il BiciDay è certamente una giornata importante che contribuirà a sviluppare l'uso della bici negli spostamenti. Ma occorre promuovere una cultura della sicurezza per chi va in bicicletta. Il ciclista è il soggetto più debole rispetto a chi utilizza altri mezzi di trasporto. Occorre quindi realizazre piste ciclabili e spazi protetti per la pratica del ciclismo. Nel nostro paese i percorsi riservati alle bici sono pochi e spesso non a norma. Si tratta, dunque, di sviluppare anche in Italia le buone pratiche che giàci sono in molti altri paesi soprattutto del Nord Europa. La sicurezza -rimarca Di Rocco- è la priorità assoluta''.
E proprio in materia di sicurezza la Federazione è impegnata nel progetto 'Tandem' che indica la sicurezza come ''prerequisito indispensabile per ogni azione che intenda promuovere l'uso della bicicletta in tutte le sue declinazioni''. Il progetto divenuto oggi 'buona pratica europea', prevede la collaborazione sinergica con l'Anci e con l'Ancma. Per lo sviluppo delle azioni comuni si è costituito anche un Forum per individuare i parametri più efficaci per impostare azioni virtuose e buone pratiche che privilegino il requisito della trasferibilità, della applicabilità.
La bicicletta, sottolinea il presidente della Fci, ''rappresenta uno strumento assoluto per migliorare la qualità della vita. E' utile al benessere in generale e anche alla riabilitazione a seguito di incidenti. Nel nostro paese -sottolinea ancora Di Rocco- manca un piano nazionale di segnaletica della bici. A livello di regole manca il riconoscimento della bici. E tuttavia a fronte di una siotuazione sul piano delle regole e degli interventi che va migliorata registriamo un crescente interesse e un aumento del numero degli appassionati delle due ruote. Sempre più si vedono intere famiglie trascorrere il tempo libero passeggiando in bici. C'è molto 'fai da te''.
Occorre perciò, ad avviso di Di Rocco, ''migliorare le condizioni che possano consentire un forte sviluppo nell'uso della bici per gli spostamenti. Negli ultimi 5 anni -sottolinea- sono stati realizzati 80 ciclodromi. Si tratta di piste gestite dai comuni con il supporto della Federazione che consentono a chi vuole andare in bici di avere un punto di riferimento. Una sorta di impianto dedicato alla bici e al suo sviluppo con un magazzino per le bici e strade dedicate''.
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