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Tra tutti i colori quelli scuri (nero in testa) sono i più problematici per la pelle

Quali pericoli nasconde il guardaroba? In guardia dai vestiti che fanno male alla salute

ultimo aggiornamento: 24 marzo, ore 16:52
Dalla giornalista Rita Dalla Rosa una guida pratica per muoversi senza brutte sorprese tra coloranti, candeggianti, ammorbidenti e antimuffa, che sono spesso responsabili di irritazioni e allergie. I jeans invecchiati uccidono chi li produce, in Turchia registrati 46 decessi


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Roma, 24 mar. (Adnkronos) - E' allarme tra i dermatologi. In questi ultimi anni, infatti, sono aumentate esponenzialmente le dermatiti allergiche da contatto causate dagli indumenti che indossiamo. E sono molte, in effetti, le 'cattive pratiche' che mettiamo in atto quando apriamo l'armadio, la mattina, per scegliere cosa indossare. Calzoni troppo stretti, scarpe troppo alte, vestiti succinti che non coprono a sufficienza rispetto alla stagione, sono sotto gli occhi di tutti. Ma pochi, invece, sanno che tra tutti i colori quelli scuri (nero in testa) sono i più problematici per la pelle. O che le stampe delle t-shirt possono essere perfino cancerogene.

A parlarne è Rita Dalla Rosa, esperta di consumi, autrice di un libro-inchiesta che ci mette in guardia dai pericoli nascosti nel guardaroba, invitandoci a scegliere con maggior criterio cosa mettere indosso. "E' una guida pratica -precisa la giornalista- per muoversi senza brutte sorprese tra coloranti, candeggianti, ammorbidenti e antimuffa, che sono spesso responsabili di irritazioni e allergie". Il volume, "Vestiti che fanno male. A chi li indossa, a chi li produce", pubblicato da Terre di Mezzo Editore, sarà in libreria dal 31 marzo (pp. 144, 13 euro).

Abiti e tessuti, inoltre, possono far male non solo a chi li indossa, ma anche a chi li produce e all'ambiente. Basti pensare che per 'lavare' per un paio di jeans "stone washed" servono oltre 13mila litri d'acqua. Per accelerare l'effetto di lavaggio e dare ai capi un effetto 'già usato', si introducono nel bagno delle pietre abrasive. Tra le più comuni, le pomici che stropicciano il tessuto, riducendo anche la tonalità del colore. A rischio silicosi, invece, è chi lavora nel processo di sabbiatura (sandblasting) per 'invecchiare' il denim.


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