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E' quanto emerge dallo studio 'EpiAir', del ministero della Salute realizzato attraverso il Ccm
Cuore più a rischio nelle città del Sud. Aumento ricoveri e mortalità da inquinamento
ultimo aggiornamento: 11 marzo, ore 18:11
Fra le ipotesi che spiegano il maggiore rischio del Meridione ci sono sia la tendenza di tenere le finestre aperte, sia il possibile effetto delle radiazioni solari sul particolato, che rende i composti più tossici e attivi
Parma, 11 mar. (Adnkronos) - Lo smog delle citta' fa aumentare i rischi di ricovero per malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre che la mortalita' per patologie legate all'inquinamento. E a rischiare di piu' sono i cittadini che abitano nel Sud Italia. E' quanto emerge dallo studio 'EpiAir', del ministero della Salute realizzato attraverso il Ccm (Centro di controllo delle malattie).
La ricerca ha analizzato per 2 anni l'aumento dei rischio per la salute nei 6 giorni successivi i picchi di inquinamento in 10 citta' italiane (Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo e Cagliari). Lo studio, presentato oggi a Parma alla Conferenza Oms su Ambiente e Salute, e' stato appena prorogato per un altro biennio, fino al 2012, ed esteso ad altre 5 citta' (Trieste, Genova, Ancona, Napoli e Bari)
La prima fase dello studio, conclusa a fine 2009, ha evidenziato che il rischio di mortalita' raddoppia nei giorni del picco, aumentando dello 0,7% per ogni incremento di 10 microgrammi/metro cubo di Pm10 rispetto allo 0,3%. Nella classifica delle citta' con maggiori incrementi di rischio, al primo posto si piazza Palermo mentre Milano e' all'ultimo.
Stesso discorso e stessa classifica 'geografica' per i ricoveri per patologie cardiovascolari, quali infarto, angina e scopenso cardiaco, e respiratorie come bronchiti, polmoniti e asma. In particolare si e' rilevato che gli effetti dello smog sul rischio di ricovero per malattie cardiovascolare e' piu' immediato, ovvero nei primi 2 giorni dal picco di inquinamento, ed e' pari allo 0,7%, mentre per quelle respiratorie l'effetto e' ritardato ai 5 giorni successivi ed e' quantificabile in un aumento dello 0,6%. In particolare, per quanto riguarda l'asma nei bambini tra 0 e 14, si e' registrato un incremento straordinario pari al 9% dei ricoveri ospedalieri.
"Fra le ipotesi che spiegano il maggiore rischio delle citta' del Sud - spiega Ennio Cadum dell'Osservatorio epidemiologico del Piemonte, regione che coordinera' la seconda fase dello studio - ci sono sia la tendenza di tenere le finestre aperte, sia il possibile effetto delle radiazioni solari sul particolato, che rende i composti piu' tossici e attivi". Lo studio ha inoltre analizzato le misure adottate, fra il 2001 e il 2005, dalle citta' per ridurre i livelli di smog.
"Targhe alterne, limitazione del traffico con Ztl e domeniche senza auto - riferisce Cadum - non hanno concretamente mostrato nessuna efficacia. Per averne queste misure dovrebbero essere prese tutte insieme e per zone molto ampie. Per esempio - conclude - dovrebbero essere applicate contemporaneamente in tutta la pianura Padana che e' la prima area piu' inquinata in Europa e tra le prime sei del mondo".
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