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Dieci regole utili dall'Andid
Natale, no agli sprechi di cibo: dai dietisti italiani consigli per feste sostenibili
ultimo aggiornamento: 07 dicembre, ore 11:20
Ogni anno un terzo del cibo prodotto sulla terra, circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene perso, sprecato, buttato
Milano, 7 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Ogni anno un terzo del cibo prodotto sulla terra, circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene perso, sprecato, buttato. Nei Paesi ricchi, tra cui l’Italia, si sprecano 222 milioni di tonnellate di cibo l'anno. Dati che stridono con altre zone del mondo: l'Africa Sub-sahariana produce 230 milioni di tonnellate di cibo l'anno: esattamente quanto buttiamo noi ‘ricchi’. L’Associazione nazionale dei dietisti italiani (Andid) lancia l’allarme in vista delle feste natalizie e offre qualche consiglio utile per feste sostenibili, visto che lo spreco del cibo è anche un problema ambientale oltre che morale.
"Da sempre – spiega la presidente Andid, Giovanna Cecchetto – le feste natalizie e di fine anno sono l’occasione per condividere tavole imbandite, piatti ricercati, dove il cibo diventa il simbolo non solo della festa, ma anche dell’abbondanza, del piacere, della spensieratezza, dell’auspicio di un futuro di ricchezza e benessere. Ma a differenza di oggi, quei cibi erano destinati a durare anche dopo le festività e venivano ‘centellinati’ nel tempo grazie alla pratica del ‘riciclo’. Oggi non è più così. Si butta tutto".
E così cibi ancora buoni finiscono al macero – secondo l’Istat – perché ne sono stati comprati troppi (40% dei casi), perché ci siamo fatti convincere dall'allettante 'prendi tre paghi due (21%), sono scaduti o sono andati a male (24%), non sono piaciuti (9 %) o non servivano proprio (7%). "Contenere e sfuggire questi sprechi è possibile - aggiunge Giovanna Cecchetto – con un approccio ecologico all’alimentazione tale da consentire la soddisfazione delle esigenze delle attuali generazioni, senza tuttavia danneggiare quelle future".
Ma ecco i dieci consigli stilati dai dietisti Andid per un Natale sostenibile
1) Non arrivare affamati al momento dei pranzi; 2) Ascoltare e rispettare i segnali di sazietà; 3) Evitare pani e grissini vari tra una portata e l'altra; 4) Evitare di farsi versare il vino più volte, bere a piccoli sorsi controllando la quantità e non bere superalcolici; 5) Se si conosce il menù, dare preferenza ai piatti più graditi ed evitare quelli meno graditi. Alternare piatti più ricchi di grassi e condimenti con altri meno ricchi e prevedendo sempre dei contorni di verdura; 6) Farsi servire porzioni piccole/moderate (anche se si paga o se si è ospiti); 7) Non rinunciare alle verdure, che aiutano a saziarsi. 8) Acquistare alimenti nella quantità corretta e proporzionata al numero degli invitati; 9) Non lasciarsi tentare da offerte e sconti e limitare eccessive “scorte” di alimenti; 10) Approfittare del tempo libero per muoversi un po’ (magari una bella camminata.
A questo decalogo gli esperti aggiungono le indicazioni su come comportarsi tra un pranzo/cena e l’altro: 1) Non saltare la colazione, anche se ci si alza tardi, caso mai ridurne la quantità; 2) Nel pasto precedente a quello di festa, consumare un primo piatto leggero, tipo una zuppa di verdure, cereali e legumi o una piccola porzione di pasta o riso (conditi con pomodoro o verdure o all’olio crudo), oppure: un secondo a base di pesce o carne bianca bolliti o alla piastra o 1 o 2 uova, un contorno di verdura bollita o cruda e frutta; 3) Nel pasto successivo ascoltare il segnale di fame, e in relazione alla sua intensità, consumare una leggera minestra o un passato di verdure, o un po’ di pane con verdura o della frutta.
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