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Esperti a confronto oggi a Roma
Sette milioni gli italiani con problemi di udito, rumore ambientale fra le cause
ultimo aggiornamento: 30 settembre, ore 17:21
Si parla di una vera e propria 'socioacusia', intesa come diminuzione progressiva dell'udito negli anni legata a un lento accumulo di microtraumi acustici dovuti a esposizione frequente nella vita quotidiana a rumore non lavorativo
Roma, 30 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono 7 milioni gli italiani che hanno problemi di udito, da molto lievi a gravi. Ed e' proprio con loro che le cattive condizioni acustiche ambientali - rumore di fondo, riverbero, sovrapposizione confusa di voci - si accaniscono maggiormente, creando gravi disagi. Se ne è parlato oggi a Roma al convegno 'Le barriere acustiche negli ambienti di vita, un'emergenza sociale', promosso dal Centro ricerche e studi (Crs) Amplifon, con l'obiettivo di affrontare questo tema attraverso un approccio multidisciplinare.
Nel corso della giornata si sono confrontati esperti di vari settori - medici audiologi, foniatri, audio-protesisti, logopedisti, architetti, ingegneri, fisici acustici - per fare il punto sullo 'stato dell'arte' dell'acustica negli ambienti di vita. "Il benessere acustico ambientale - ha spiegato Giancarlo Cianfrone, professore ordinario di audiologia e foniatria all'università degli studi di Roma 'La Sapienza' e chairman del convegno - è un'esigenza ormai irrinunciabile per la qualità della vita. Spesso le condizioni ambientali sono talmente deteriorate da determinare da parte del cittadino un allontanamento definitivo da determinati ambienti con modifica degli stili di vita, o una situazione di vera e propria sofferenza in caso di permanenza prolungata o forzata".
Si parla dunque di una vera e propria 'socioacusia', intesa come diminuzione progressiva dell'udito negli anni legata a un lento accumulo di microtraumi acustici dovuti a esposizione frequente nella vita quotidiana a rumore non lavorativo. Per non parlare degli acufeni - fischi e ronzii - che tormentano molte centinaia di migliaia di persone e che vedono nel trauma acustico una delle cause più frequenti. Il trauma acustico è subdolo, avvertono gli specialisti, e quando compaiono i primi segni clinici di alterazione dell'udito ormai molte cellule sono irrimediabilmente perdute. Anche a un convenzionale esame audiometrico possono sfuggire le prime alterazioni, ma moderne indagini basate sulla registrazione delle emissioni otoacustiche (piccolissimi suoni emessi dalle cellule acustiche) permettono di rilevare i primi segni di sofferenza della coclea e di monitorarne l'evoluzione nel tempo.
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