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Prometeo - Sostenibilità
Meno emissioni, più occupazione, più investimenti e sale il Pil

Patto dei Sindaci, 1.300 i Comuni aderenti sugli 8.000 italiani

ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 17:55
Abbracciare politiche 'green' e uno sviluppo sostenibile del territorio significherebbe contribuire a invertire il trend traendo benefici importanti


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Roma, 9 feb. (Adnkronos) - Un approccio dal basso per raggiungere gli obiettivi stategici su clima ed energia stabiliti con il pacchetto Ue "20-20-20": aumentare la quota di energie rinnovabili e l'efficienza energetica del 20% e ridurre le emissioni di Co2 del 20% al 2020. E' il Patto dei Sindaci, iniziativa promossa dalla Commissione Europea che prevede un ruolo da protagonista per gli enti locali, visto che "l'80% delle emissioni riconosciute è riconducibile ad attività in ambito urbano", spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che ha organizzato oggi il convegno romano "Il Patto dei Sindaci dopo Durban", a Palazzo Valentini. (VIDEO)

Ad oggi, in Italia sono 1.300 i comuni che aderiscono al Patto. Tanti? Non proprio, visti i circa 8.000 comuni del Paese. L'urgenza attorno alla quale i sindaci fanno quadrato è "l'aumento delle emissioni di Co2 del 45% negli ultimi 20 anni e del 38,5% della sua concentrazione rispetto all'era preindustriale con i conseguenti eventi atmosferici estremi", dice Ronchi.

Abbracciare politiche 'green' e uno sviluppo sostenibile del territorio significherebbe, quindi, contribuire a invertire il trend traendo benefici importanti, come dimostra lo studio "A New Growth Path for Europe", pubblicato dal ministero dell'Ambiente tedesco, che valuta l'impatto del passaggio dal 20 al 30% nella diminuzione delle riduzioni entro il 2020. Queste le conclusioni dello studio, illustrato da Ronchi: in Europa il Pil crescerebbe dello 0,6%, la disoccupazione diminuirebbe del 2,3% e gli investimenti aumenterebbero del 29,2%.

Secondo lo studio tedesco, per quanto riguarda l'Italia i risultati sarebbero un aumento del Pil dello 0,6%, degli investimenti del + 5,9% e la diminuzione della disoccupazione del 2,6%. Insomma, "un'economia a basse emissioni aumenterebbe gli investimenti, arrivando a mettere in circolo 270 miliardi di euro l'anno, genera più lavoro e può ridurre l'inquinamento llocale del 65%, con positive ricadute anche sul settore della sanità", aggiunge Ronchi.

Ma ci sono alcune difficoltà da superare. "Prima fra tutte quella collegata ai finanziamenti e la difficoltà di accesso al credito. In attesa che la situazione migliori - conclude - bisognerà impiegare bene le poche risorse disponibili, coinvolgendo anche le imprese private, doffondendo informazioni, buone pratiche e sostegno tecnico".

Sostegno che può arrivare, ad esempio, dall'Ispra, che tra i possibili contributi si è proposta di fornire supporto alla preparazione, alla messa a punto e all'alimentazione dell'Inventario di Base delle Emissioni su scala locale; alla preparazione del Piano d'azione per l'energia sostenibile; alla pianificazione, coerentemente con le esigenze di adattamento ai cambiamenti climatici con la valorizzazione delle sinergie esistenti con le misure di mitigazione; allo sviluppo e all'implementazione di procedure di contabilità ambientale a livello locale.


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