
Veneto: Bortolussi, no al nucleare sì alle energie rinnovabili
ultimo aggiornamento: 15 marzo, ore 16:37
Venezia, 15 mar. - (Adnkronos) - E' senza tentennamenti la presa di posizione di Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, sul fronte del nucleare: «Su questo argomento ci sono troppi distinguo della Lega: a Roma Luca Zaia vota in Consiglio dei Ministri il via al nucleare, qui in Veneto tentenna o rimanda una presa di posizione chiara a dopo il voto del 28-29 marzo. E nel suo programma la parola "nucleare" non e' neanche citata, forse perche' non puo' sconfessare se stesso».
Per Bortolussi invece la scelta e' netta e precisa: «La mancata approvazione del Piano Energetico Regionale in materia di fonti rinnovabili da parte di Pdl e Lega e' l'ennesima dimostrazione di una mancanza di programmazione e di strategia per il Veneto. Il mio "no" al nucleare non e' una questione ideologica, ma ragionata e suffragata da alcuni dati di fatto. Le fonti di energia non sono inesauribili e hanno costi elevati. Ridurre i consumi e l'impatto delle emissioni inquinanti e' possibile: al primo posto c'e' il risparmio energetico, una vera e propria sfida per il futuro. Secondo una stima dell'Enea, adottando serie politiche di risparmio, si potrebbe abbattere del 20% il consumo di energia primaria e quindi la bolletta energetica''.
Secondo Bortolussi infatti ''Con un investimento su scala nazionale di 8,2 miliardi di euro, la produzione attivata sarebbe pari a 20 miliardi di euro, il valore aggiunto creato di 15 miliardi, l'incremento dell'occupazione di 150mila unita' e l'incremento complessivo del Pil dell'ordine dello 0,6%, ottendendo nel contempo un miglioramento dell'ambiente. E poi in Veneto si possono e si debbono incentivare le le produzioni di energia a basso impatto ambientale. Con la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, la nostra regione raggiungera' il 90% di autosufficienza energetica''.
''La parte restante, ma in prospettiva destinata a crescere, si puo' ottenere in altri modi. Si debbono rimettere in funzioni le centrali, micro e mini, idroelettriche: grazie alle nuove tecnologie e alle nuove turbine, l'efficienza e' molto alta. Ho visitato una scuola a Fregona, nel trevigiano, scaldata da una caldaia alimentata a biomasse - spiega il candidato del centrosinistra in Veneto - Altri esempi di centrali a biomasse ci sono nel padovano o nel vicentino, ad Asiago. E poi il fotovoltaico: Padova produce il 60% dei pannelli italiani, e sta incominciando a installarli su edifici pubblici. Infine il solare, o il geotermico: scelte possibili, vocazioni gia' presenti che vanno valorizzate. E che creano occupazione, studio e innovazione, rispetto per l'ambiente e una regione piu' vivibile''.
''Il nucleare, in questo contesto che immagino, non ha senso: e' una tecnologia superata, sarebbe come comprare un auto Euro3 mentre circolano gia' le Euro5. E poi i tempi - almeno 15-20 anni - e i costi sono proibitivi. Le stesse risorse possono essere utilizzate per sostenere le energie rinnovabili», conclude Bortolussi.
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