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Veneto, Commissione Consiglio ad assessore Giorgetti: accelerare piano stralcio su fotovoltaico

ultimo aggiornamento: 12 gennaio, ore 15:48

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Venezia 12 gen. (Adnkronos) - Tutela delle aree agricole dal proliferare degli impianti fotovoltaici a terra, realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili in zona agricola solo se finalizzati al fabbisogno delle imprese agricole, tetti di potenza che scoraggino iniziative speculative: questi gli indirizzi che la commissione Attività produttive, del Consiglio regionale Veneto presieduta da Luca Baggio (Lega), ha dato all'assessore all'energia Massimo Giorgetti per la redazione del futuro piano energetico regionale e, in particolare, dell'atteso piano-stralcio per le fonti rinnovabili.

Un piano che doveva essere predisposto entro il 2011, secondo quanto previsto dalla finanziaria regionale (art. 4) e dalla relativa moratoria alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici e di nuove centrali a biomasse o biogas. Ma che non ha ancora preso forma, anche a causa delle difficoltà procedurali di mappare l'intero territorio regionale e di censire tutti i siti vincolati o ''inibiti'' alla realizzazione di parchi fotovoltaici o di centrali a biomasse.

''Il piano stralcio è quasi pronto e credo di poter presentare entro tre settimane il provvedimento amministrativo perché sia adottato dalla Giunta'', ha assicurato l'assessore Giorgetti, illustrandone le linee guida. ''Il provvedimento - ha spiegato l'assessore - identificherà le aree da tutelare, in modo diversificato per gli impianti fotovoltaici e per le centrali a biomasse o biogas, nel rispetto delle indicazioni della normativa nazionale''.

''In particolare - ha annunciato l'assessore - non sarà possibile realizzare impianti fotovoltaici a terra nelle aree vincolate dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico (sono circa un migliaio i siti in Veneto che ricadono nei vincoli del codice Urbani), lungo le coste dei mari e dei laghi, in montagna (sopra i 1600 metri), nei parchi, sui ghiacciai, nelle foreste, nelle aree Unesco, nelle aree agricole ad alta fertilità e con produzioni di pregio''. ''Per le aree agricole non di particolare pregio - ha specificato l'assessore - all'ipotesi del blocco totale appare preferibile consentire la realizzazione di impianti fotovoltaici di limitata potenza, sino a un megawatt, a integrazione del reddito agricolo''.

Quanto alle centrali a biomasse e biogas la localizzazione dovrà avvenire rispettando i vincoli di distanza minima dai centri abitati, in analogia alla normativa vigente sugli allevamenti zootecnici. Agli esponenti della Lega le proposte dell'assessore sono apparse insufficienti per evitare utilizzi ''impropri'' del territorio agricolo.

In particolare Cristiano Corazzari (che aveva promosso una proroga per il 2012 della moratoria per nuovi impianti in zona agricola, provvedimento che peraltro il Consiglio regionale a dicembre aveva rinviato in commissione per dubbi di legittimita') ha chiesto che ''la soglia massima di potenza consentita per nuovi impianti fotovoltaici a terra in zona agricola non superi i 200 kilowatt di potenza e che la loro realizzazione sia consentita solo ad imprenditori agricoli per autoconsumo, al fine - ha ribadito - di evitare ogni forma di speculazione a danno del paesaggio e dell'economia primaria''.


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