
Dalle materie prime, alla popolazione, alle emissioni di Co2, alle foreste
(Foto Wwf)
1992-2012, a Rio de Janeiro bilancio a 20 anni dall'Earth Summit
(Foto Wwf)
ultimo aggiornamento: 15 giugno, ore 17:05
A tracciare il quadro economico, sociale e ambientale è il dossier del Wwf "Verso Rio +20. Cibo, acqua, energia per tutti. Per sempre"
Roma, 15 giu. - (Adnkronos) - Rio +20. Il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile si chiama così perché torna a Rio de Janeiro 20 anni dopo il secondo summit a tema delle Nazioni Unite del 1992, che seguiva il primo di Stoccolma (di cui ricorrono i 40 anni, era infatti il 1972). Ma cosa è cambiato in questi 20 anni? A tracciare un bilancio economico, sociale e ambientale è il dossier del Wwf "Verso Rio +20. Cibo, acqua, energia per tutti. Per sempre". Si parte dai dati economici: il Prodotto globale lordo è passato da 36 mila miliardi di dollari del 1992 agli oltre 63 mila miliardi di dollari di oggi, con un +40%. Una crescita che ha avuto ripercussioni su vari settori. (FOTO)
L'estrazione globale delle materie prime è passata da 42 miliardi di tonnellate nel 1992 ai 60 miliardi di oggi (+40%) che, considerando i cosiddetti "flussi di materia nascosti" (ovvero consumo di suolo, materiali inerti, ecc.) diventano 100 miliardi di tonnellate per un consumo procapite medio di 14 tonnellate nel mondo e circa 15 nell'Unione Europea, dove la domanda di materie prime è così intensa che circa il 20-30% delle risorse utilizzate sono importate. Un prelievo insostenibile se si pensa che il tetto massimo dovrebbe essere di 6 tonnellate a persona l'anno.
La popolazione è passata da circa 5,5 miliardi di persone a oltre 7 miliardi (+26%) e si stima che al 2050 si raggiungerà quota 9 miliardi e 310 milioni. La popolazione urbana è passata da circa 2,4 miliardi di abitanti a oltre 3,5 miliardi (+45%) e le megacittà (quelle in cui vivono almeno 10 milioni di abitanti) sono aumentate da 10 a 21 con un incremento complessivo del 110% (oggi la città più grande è Tokyo, con 37 milioni di abitanti). Oggi, più del 50% della popolazione vive in aree urbane e si prevede che al 2050 la popolazione globale urbanaraggiunerà i 6 miliardi sui 9,3.
E veniamo al tasto dolente: le emissioni di Co2, che sono passate dai 22 miliardi di tonnellate del 1992 ai 30 miliardi di oggi (+36%) con una concentrazione in atmosfera, nel 1992, di 357 parti per milione di volume (ppmv) che oggi sono diventate 396 ppmv. Al 2050 la concentrazione atmosferica di gas serra potrebbe raggiungere le 685 ppm con un aumento della temperatura terrestra dai 3°C ai 6°C rispetto ai livelli preindustriali. Ad emettere di più sono Cina, Usa, India, Federazione Russa e Unione Europea. I serbatoi naturali rappresentati da suolo, foreste e oceani sono riusciti a rimuovere il 56% di tutto il biossido di carbonio emesso tra 1958 e 2010.
E a proposito di foreste, l'area che esse ricoprivano nel 1990 risulta ridotta di 300 milioni di ettari (pari all'intera Argentina). Oggi le foreste ricoprono il 31% della superficie terrestre. La deforestazione mondiale è dovuta principalmente alla conversione in terreni agricoli ed è decresciuta negli ultimi 10 anni anche se prosegue al ritmo di 13 milioni di ettari di foresta convertiti ad altri usi o perduti l'anno ( afronte dei 16 milioni tra 1990 e 1999).
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