
Gubbiotti: "Lasciare a Comuni e Regioni la scelta su come gestire i servizi idrici"
Acqua: anche Legambiente in piazza a Roma contro la privatizzazione
ultimo aggiornamento: 19 marzo, ore 18:33
Ci sarà anche il presidente Vittorio Cogliati Dezza domani a fianco dei manifestanti per ribadire il deciso no a qualsiasi norma che obblighi alla privatizzazione del servizio idrico
Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - Legambiente sara' in piazza domani a Roma con il Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Come spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente "l'acqua e' un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilita' pubblica e Legambiente e' assolutamente contraria a ogni norma che obblighi alla privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese".
"In Italia - si legge in una nota diffusa da Legambiente - l'acqua e' stata distribuita per decenni da soggetti interamente pubblici; questo non ha impedito che venisse amministrata in modi inappropriati, anche se, in alcune parti della Penisola, la gestione pubblica ha garantito un servizio efficiente ed efficace. Per Legambiente, nel nostro Paese l'acqua costa troppo poco, negli usi civili come in agricoltura, e anche per questo motivo se ne consuma troppa".
"Fatto salvo l'accesso universale al servizio, e quindi la garanzia della fornitura di un minimo vitale per ciascuno, il prezzo dell'acqua andrebbe fissato tenendo conto del fatto che si tratta di un bene finito e probabilmente destinato a scarseggiare sempre di piu' per effetto dei cambiamenti climatici. Un bene, dunque, da consumarsi con parsimonia.- prosegue Cogliati Dezza - Distinguere in modo rigido, come fanno molti paladini della privatizzazione, tra proprieta' dell'acqua che deve rimanere pubblica, come peraltro sancito da innumerevoli norme di legge e convenzioni internazionali, e gestione del servizio che va affidata ai privati, e' una formula astratta".
"Se, come sta avvenendo in quasi tutti i casi di privatizzazione del servizio - aggiunge il presidente di Legambiente- i privati che gestiscono l'acqua sono grandi imprese multinazionali, questo rende assai complicato per i 'controllori' fare valere l'interesse pubblico nei confronti dei 'controllati'. E non e' vero che l'Europa impone agli stati membri la privatizzazione dei servizi idrici".
"Meglio sarebbe - aggiunge Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria di Legambiente - lasciare a Comuni e Regioni la scelta su come gestire i servizi idrici, tenendo ben presente che si tratta di un bene che non deve sottostare a criteri mercantili. Lo Stato e gli Enti locali devono mettere in campo una forte, autorevole, indipendente autorita' pubblica chiamata a controllare che le gestioni rispondano ai criteri di un uso socialmente equo e ambientalmente sostenibile dell'acqua".
Da Legambiente spiegano che "l'acqua non e' solo quella che esce dal rubinetto di casa ma anche quella che viene scaricata nei fiumi, nei laghi e nei mari e che va prima depurata adeguatamente, oltre a quella che viene usata per irrigare i campi o raffreddare gli impianti delle industrie".
"La sfida ambientale della gestione della risorsa idrica deve passare anche dalla 'gestione della domanda' alla 'pianificazione dell'offerta', partire cioe' da una valutazione della reale disponibilita' idrica per pianificare in seguito le attivita', invece di basarsi sulle richieste idriche e cercare disperatamente di soddisfarle. - conclude la nota -La nuova legge non cambia il quadro, anzi lo peggiora fortemente, perche' non compie alcun passo avanti verso la risoluzione dei veri problemi del settore idrico: l'accesso universale all'acqua potabile, la riduzione delle perdite di rete e dei consumi, la depurazione delle acque reflue".
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