Sostenibilita > Risorse > Ambiente: l'Ue a Madrid sulla biodiversità, la perdita costerà 1.100 miliardi al 2050

Aperta la discussione sui nuovi target della Convenzione che scade a fine 2010
Ambiente: l'Ue a Madrid sulla biodiversità, la perdita costerà 1.100 miliardi al 2050
ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 11:29
Wwf denuncia che negli ultimi 30 anni è stato perso almeno il 30% di tutte le specie del Pianeta, tra cui il 51% di specie tropicali, il 33% di quelle terrestri, il 35% di specie di acque dolci e il 14% di quelle marine
Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - A pochi giorni dall'inaugurazione dell'Anno della Biodiversita' indetto dall'Onu, prima riunione a Madrid per i Paesi Ue aderenti alla Convenzione internazionale della Biodiversita' che hanno aperto la discussione sui nuovi target della Convenzione che scade a fine 2010. La discussione di oggi e' solo il primo appuntamento per mettere nero su bianco le nuove strategie a tutela della biodiversita', in vista dell'incontro di ottobre prossimo a Nagoya, in Giappone, dove gli oltre 167 Paesi aderenti alla Convenzione dovranno definire le nuove regole a tutela della natura.
"Servono target e obiettivi piu' ambiziosi. La perdita di biodiversita', in termini economici, costera' all'Europa 1.100 miliardi di euro al 2050 se non si prenderanno provvedimenti drastici" avverte il Wwf che, allo scadere nel 2010 della Convenzione, sottolinea che "l'obiettivo di difesa della natura finora non e' stato raggiunto". "Il termine del 2010 che si era posto anche l'Ue a tutela della natura, in linea con il Countdown dell'Iucn, -afferma il Wwf- non e' stato sufficiente ad arrestare la perdita di diversita' biologica. Il ritmo di questa perdita sul pianeta si e' accelerato di almeno 100 volte rispetto ai ritmi naturali. E non solo. Negli ultimi 50 anni, ha raggiunto livelli che non hanno precedenti. Gia' nell'ultimo Living Planet Report, proprio il Wwf denunciava infatti che negli ultimi 30 anni e' stato perso almeno il 30% di tutte le specie del Pianeta, tra cui il 51% di specie tropicali, il 33% di quelle terrestri, il 35% di specie di acque dolci e il 14% di quelle marine.
"Il primo obiettivo e' quello di definire un nuovo target di riduzione della perdita di biodiversita' ma che sia misurabile e concreto, a cui seguano impegni concreti e finanziati, altrimenti tra 10 anni ci ritroveremo in una situazione ancora peggiore. I paesi europei che si riuniscono a Madrid devono puntare in alto e ognuno deve fare la sua parte" afferma Isabella Pratesi, responsabile del Programma di conservazione del Wwf Italia. E, nonostante gli alti costi calcolati dal Wwf in 1.100 mld di euro al 2050 per l'Europa a causa di perdita di biodiversita', per proteggere la natura, secondo il gruppo ambientalista, l'Europa mette sul tappeto finanziamenti troppo limitati.
"La biodiversita' -dice il Wwf- e' trattata ancora come una 'Cenerentola'. Il budget a disposizione dell'Ue per la sua tutela e' di 120 milioni l'anno, meno dello 0,1% di quello totale europeo". Non mancano le richieste del Wwf alla Presidenza spagnola che, quest'anno, guidera' l'Unione Europea nei passi verso una politica europea sulla biodiversita'. Alla Presidenza spagnola, infatti, il Wwf chiede un target ambizioso sulla biodiversita', misurabile e sub-target nelle diverse politiche di gestione delle risorse (pesca, foreste e acque dolci), con indicatori chiari che consentano di monitorare e assicurare il raggiungimento degli obiettivi.
Il Wwf alla Presidenza spagnola chiede ancora maggiori investimenti diretti per la conservazione della biodiversita' e un'integrazione appropriata tra le politiche delle principali aree, come energia e clima. Per ottenere questi risultati, afferma ancora il Wwf, "e' necessaria un'azione congiunta in tutti i paesi". Intanto in Italia l'Anno della Biodiversita' vedra' l'associazione ambientalista impegnata in una grande Campagna che in questi giorni si e' inaugurata con incontri con le piu' alte cariche dello Stato, a cominciare dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al Presidente della Camera, Gianfranco Fini.
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