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Amianto, Bardi: approvato il Piano attività estrattive

ultimo aggiornamento: 13 gennaio, ore 13:30
Associazioni e comitati sul piede di guerra: no alle 'pietre verdi'


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Parma, 13 gen. (Adnkronos) - Con la votazione di ieri, il Consiglio comunale di Bardi ha approvato il Piano delle attività estrattive con quattro contrari, sei favorevoli, un astenuto. Una votazione seguita con apprensione dalle associazioni e i comitati di cittadini del territorio, che da tempo denunciano la pericolosità delle cave ofiolitiche, alcune delle quali attive altre no a causa della scaduta concessione, considerate responsabili della dispersione nell'ambientre di fibre di amianto derivato dalla escavazione delle cosiddette "pietre verdi".

Con la votazione di ieri si riapre dunque la strada all'attività estrattiva nelle cave inattive. "Dopo più di due anni di impegno, con il coinvolgimento di figure professionali di indubbia competenza, oggi tutto il nostro lavoro è stato sostanzialmente liquidato con due parole", spiega Fabio Paterniti, portavoce del comitato Rete Ambiente Parma. "Quello che è successo oggi non ci ha sorpreso. Noi restiamo convinti come prima che queste cave non devono e non dovranno mai essere aperte e continueremo a lavorare perché questo avvenga".

Contro la decisione del Consiglio Comunale, la Rete (alla quale aderiscono l'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma, il Circolo Val Baganza, il Comitato ''Cave all'amianto no grazie'', il Comitato Pro-Val Parma, il Comitato ''Rubbiano per la vita'', il Comitato EcologicaMente e il Comitato "No Cava Le Predelle", ha deciso di procedere con una massiccia attività di comunicazione ricolta ai cittadini e alle istituzioni.

"Metteremo in circolazione documenti vecchi e nuovi, perché il lavoro comunicativo e di denuncia è solo agli inizi - spiega Paterniti - Chiederemo al Presidente della Regione Vasco Errani se sia possibile, logico, intelligente e legale consentire di aprire una attivita' imprenditoriale in un sito che il suo organo tecnico di supporto Arpa, ha inserito nei luoghi contaminati da amianto e quindi da bonificare".

"Avevamo sperato che alla fine un briciolo di buon senso e di onestà intellettuale prevalesse non è stato così. Ora tutto ricomincia", conclude. L'ordine del giorno di ieri si è aperto con la relazione di Andrea Bricoli, progettista del Piano, che ha illustrato le migliorie apportate su indicazione di Provincia, Arpa, Ausl, e le osservazioni depositate da associazioni e privati tutte concordi nel chiedere di togliere dal Pae le cave ofiolitiche di monte, mentre i quatto consiglieri di minoranza hanno ricordato che, fra gli osservanti, compare anche l'Isde che argomenta in ordine ai dati epidemiologici, ricordando che, a norma di statuto, tali osservazioni dovevano essere portate in commissione consigliare PSC.


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