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Solanas, non sono contro l'attività mineraria ma contro la 'mega mineraria'

Bajo de la Alumbrera, il 'miglior cattivo esempio' di miniera al mondo

Bajo de la Alumbrera   Bajo de la Alumbrera
ultimo aggiornamento: 07 febbraio, ore 15:31
Alle conseguenze dell'attività estrattiva il regista argentino Fernando Ezequiel "Pino" Solanas ha dedicato il documentario "Tierra Sublevada. Oro Impuro"


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Roma,7 gen.(Adnkronos) - Bajo de la Alumbrera è la sesta riserva mineraria del pianeta. Qui si trova la nona miniera più grande del mondo che sfrutta uno dei maggiori giacimenti di rame e oro. Un vero e proprio Eldorado nella provincia argentina della Catamarca che dovrebbe rappresentare anche la primaria fonte di ricchezza della zona dove, invece, il 62% degli abitanti vive in uno stato di povertà, il 27% è disoccupato "e un bambino su due soffre la fame", spiega Fernando Ezequiel "Pino" Solanas, regista argentino che alle conseguenze dell'attività estrattiva ha dedicato il documentario "Tierra Sublevada. Oro Impuro". (VIDEO)

Lui la chiama "il miglior cattivo esempio di attività mineraria al mondo", mutando l'espressione dalla popolazione locale, che contro la miniera ha condotto più di una lotta. Oro sì, dunque, ma impuro. Perché dalla Alumbrera si estraggono 700.000 tonnellate l'anno di concentrato di oro e rame a colpi di dinamite, con esplosioni che distruggono 300 tonnellate di roccia al giorno. I metalli vengono separati con acqua e sostanze chimiche che finiscono per inquinare le falde acquifere e la campagna circostante, poi esportati all'estero, senza generare ricadute economiche sul territorio, grazie a un regime fiscale agevolato, sia per quanto riguarda le tasse sui guadagni (la Alumbrera paga solo il 3% delle royalties per oro e rame, sebbene esporti oltre 60 tipi di metalli) e agevolazioni e rimborsi sulle esportazioni.

I risultato è che "il mega stabilimento minerario fattura l'anno 4-5 volte quanto l'intera provincia", spiega all'Adnkronos Pino Solanas, a margine della proiezione romana del documentario al Nuovo Cinema L'Aquila, organizzata dall'Associazione A Sud e dal Cdca (Centro di documentazione sui conflitti ambientali).

"Il documentario 'Tierra Sublevada. Oro Impuro' è parte di una ricerca iniziata nel 2002, un insieme di riflessioni e testimonianze con le quali ho voluto raccontare realtà poco conosciute - spiega il regista all'Adnkronos - Sono partito dalla ricerca, poi ho girato il film che nasce grazie alla mobilitazione della popolazione locale che ha sofferto e lottato contro l'attività mineraria. Oggi, ben otto province dell'Argentina hanno vietato questo tipo di attività mineraria".

Attività che lascia in eredità, oltre alla cosiddetta "pioggia acida", stabilimenti abbandonati senza essere bonificati, rocce imbevute di cianuro, acido solforico un po' ovunque, un ecosistema completamente in rovina. Per tutti questi motivi, la zona di Catamarca si sta spopolando: qui manca il lavoro, ma ci sono siccità, povertà e denutrizione in abbondanza. D'altra parte, come denuncia Solanas, la miniera redige praticamente da sè il rapporto di impatto ambientale, al quale partecipa la provincia di Catamarca (che partecipa anche alla società mineraria) e all'Universidad Nacional de Tucumàn, che riceve fondi direttamente dalla miniera.

"Il documentario non è contro l'attività mineraria - specifica il regista - ma denuncia gli effetti distruttivi della mega attività mineraria, che utilizza al giorno dai 60 ai 100 litri di acqua potabile per separare i metalli", nonostante la siccità in cui verte la zona. Le lotte contro la Minera Alumbrera iniziano nel 2004, quando un gruppo di contadini del bacino del fiume Vis-vis denunciarono lo stato di inquinamento delle terre causato dall'attività estrattiva.

Nel 2005 un gruppo di scienziati della Commissione Nazionale per l'Energia Atomica accertò lo stato di inquinamento del fiume e nel 2007 il Ministero dell'Ambiente argentino confermò l'inquinamento dei fiumi vicino alla città di Aconquija.

Regista cinematografico e teatrale, musicista e attore, il cineasta argentino Pino Solanas è stato tra i fondatori del gruppo "Cine-Liberation" e autore del manifesto "Verso un terzo cinema". Nel 2002 dopo il default dell'Argentina ha fondato il movimento politico "Proyecto Sur" la cui proposta politica, economica sociale e culturale è basata sul rispetto della condizione umana e ha come principi base la difesa dell'ambiente e la proprietà pubblica delle risorse naturali.

Dal 2003 ha girato una serie di documentari sul fallimento argentino e sulle emergenze ambientali del Paese. Nel 2004 ha vinto l'Orso d'oro alla Carriera al Festival del cinema di Berlino.


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