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A spiegare la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri è il ministro dell'Ambiente
Cdm approva moratoria di un anno sul piano nucleare. Prestigiacomo: decisione di cautela
ultimo aggiornamento: 23 marzo, ore 16:07
Approvato, in via preliminare, un decreto che definisce le norme per la cattura e lo stoccaggio della CO2. In sede europea è stato deciso di avviare stress-test nelle centrali con particolare attenzione a quelle più vecchie
Roma, 23 mar. (Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri ha approvato la moratoria di un anno sul piano nucleare del governo. Lo si apprende da fonti ministeriali.
Una decisione di buon senso, di cautela e di rispetto della preoccupazione dei cittadini, che consentirà di avere un completa informazioe su quanto è successo a Fukushima e, conseguentemente, di assumere decisioni più serene, una volta superata l'emergenza. A spiegare la decisione di una moratoria di un anno sul nucleare, assunta oggi dal Consiglio dei ministri, è il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in una nota. ''La moratoria di un anno sul nucleare è - sottolinea- una decisione di buon senso, di cautela, di rispetto per la preoccupazione dei cittadini di fronte a eventi straordinari che hanno suscitato grande inquietudine nell'opinione pubblica''.
''Oggi, a quasi due settimane dal sisma e dallo tsunami che hanno devastato il Giappone, non abbiamo ancora piena chiarezza - evidenzia Prestigiacomo- su ciò che p accaduto e su ciò che sta tutt'ora accadendo. Dopo una primissima fase in cui le notizie sul fronte nucleare riferivano del riuscito fermo di tutte le centrali, si è andato evolvendo uno scenario sempre più preoccupante che ha imposto ai Governi di tutto il mondo l'esigenza di un approfondimento sul tema della sicurezza''.
''Una esigenza- prosegue il ministro dell'Ambiente- che si è posta in termini molto più pressanti nei paesi che ospitano entro i loro confini le centinaia di centrali nucleari in questo momento in esercizio, ma che è stata fortemente sentita anche dall'Italia 'circondata' dalle centrali straniere. Una analoga riflessione è stata svolta in sede UE e sin da martedì scorso è stato deciso di avviare stress-test nelle centrali con particolare attenzione a quelle più vecchie. In questo ambito il governo italiano si è mosso in sintonia con i partner europei condividendo la centralità del tema della sicurezza''.
''Abbiamo detto e ribadiamo- afferma ancora Prestigiacomo- che nessuna scelta che metta a rischio salute e sicurezza dei cittadini sarà mai fatta da questo Governo. Abbiamo inoltre sempre sostenuto che sarebbe sbagliato assumere decisioni sul nucleare - in un senso o nell'altro - sull'onda dell'emotività comprensibilmente innescata dall'incidente in Giappone''.
''Da qui la scelta di dare al Governo ed al paese una pausa di riflessione, un anno di moratoria nel corso del quale sarà possibile avere piena e completa informazione sull'incidente di Fukushima, piena consapevolezza dei livelli di sicurezza negli impianti esistenti ed in quelli che vengono realizzati oggi con le tecnologie piu' moderne. Alla luce di questo quadro di riferimento e superata l'emergenza di queste settimane, sarà possibile, crediamo, assumere in maniera più attenta e serena ogni decisione'', conclude Prestigiacomo.
Il Consiglio dei Ministri oggi ha anche approvato, in via preliminare, un decreto che definisce le norme per la cattura e lo stoccaggio della CO2 nel nostro paese.
Si tratta di un metodo che consente alle centrali che utilizzano combustibili fossili, di ''iniettare'' la C02 nel sottosuolo in appositi siti, ed evitare di immettere nell'atmosfera anidride carbonica, contribuendo così all'impegno del nostro paese contro i cambiamenti climatici" spiega una nota del ministero. La tecnologia Ccs, ''carbon capture e storage'', è già in fase di sperimentazione in Italia nell'impianto Enel di Brindisi e richiede, in conformità con le normative europee un quadro legislativo di riferimento nella prospettiva di una sempre maggiore utilizzazione che potrebbe ridurre significativamente il nostro ''debito'' di CO2 e aiutarci a raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni (-20% al 2020).
''La normativa approvata oggi - commenta Stefania Prestigiacomo - disegna un sistema autorizzativo lineare, per la scelta dei siti, l'esercizio, il trasporto e la dismissione, in capo ai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente e procedure che saranno gestite dal già esistente Comitato per Kyoto integrato da una segreteria tecnica per lo stoccaggio. Con questo atto il nostro sistema normativo fa un passato avanti recependo una tecnologia ambientale che è ritenuta di grandissimo rilievo per lo sviluppo del sistema energetico''.
''Apprendiamo che il Consiglio dei Ministri avrebbe approvato la moratoria di un anno per l'avvio del nuovo nucleare in Italia, ma questa pausa di riflessione non deve assolutamente precludere o rallentare l'iter per la realizzazione del deposito nazionale per le vecchie scorie e materiali radioattivi derivati dalla passata generazione''. Così Fabio Callori, Sindaco di Caorso e Presidente della Consulta Anci dei Comuni sede di servitù nucleari.
''I nostri territori - aggiunge Callori - 'ospitano' da oltre 25 anni, i materiali e i rifiuti radioattivi e quelli che sono stati inviati all'estero per essere condizionati o trattati, presto torneranno nel nostro Paese. Se non saremo pronti con il nuovo deposito, questi materiali torneranno sui territori che ospitano i vecchi siti''.
''Come Consulta Anci dei Comuni sede di servitù nucleari - conclude - siamo sempre disposti alla collaborazione, soprattutto sul nuovo deposito, affinchè venga al più presto individuato il sito e realizzato''.
Per Adolfo Urso, deputato di Futuro e Libertà, è una "decisione saggia che ci consente di essere in piena sintonia con le scelte europee".
Stessa posizione anche dalla Lega Nord. 'L'energia nucleare è l'unica soluzione per uscire dalla dipendenza energetica che, in Italia, è pari all'87 per cento - dicono i senatori della Lega Nord in commissione Industria del Senato, Cesarino Monti e Luciano Cagnin -. Detto questo, siamo comunque soddisfatti della moratoria di un anno decisa dal governo''. Proprio da questa tragedia, precisano, "se ne tragga un contributo per migliorare l'assetto e la costruzione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese".
"Per effetto immediato della moratoria, il ministero dello Sviluppo economico e il ministero dell'Ambiente -si legge in una nota del dicastero- non procederanno all'adozione degli atti necessari alla realizzazione degli impianti nucleari, a cominciare dalla predisposizione del documento programmatico sulla strategia nucleare. Così come disposto dall'Ue, restano confermati il deposito nazionale per lo stoccaggio e il ruolo dell'Agenzia per la Sicurezza Nucleare, quale organo competente per lo studio e la programmazione delle politiche riguardanti la sicurezza nucleare".
Per il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ''il governo oggi ha fatto una scelta responsabile e nell'interesse dei cittadini. L'Italia -ha proseguito Romani- si muove dunque in piena sintonia con gli altri Paesi dell'Ue che, dopo il dramma di Fukushima, stanno definendo nuovi e più condivisi criteri di sicurezza riguardanti l'energia nucleare. Questo fronte resta per noi prioritario, e nei prossimi mesi faremo la nostra parte per far sì che l'Europa intera possa adottare standard di sicurezza nucleare concertati e massimamente affidabili''.
Per Romani ''adesso bisogna guardare avanti, per far sì che il nostro Paese, al di là dell'atomo, sia all'avanguardia nell'adozione delle nuove tecnologie energetiche, necessarie per ottenere un mix energetico più equilibrato e meno dipendente dalle fonti fossili. Penso per esempio alle fonti rinnovabili, che stiamo rendendo sostenibili economicamente per il sistema Paese, così da assicurare prospettive di pianificazione di lungo periodo alla filiera produttiva'' ha concluso Romani.
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