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I dati emergono dal dossier del Wwf "Wildelife Crime Scorecard"
African elephants - Amboseli National Park, Kenya © Martin Harvey / WWF-Canon
Commercio illegale di corni e zanne. A rischio rinoceronti, elefanti e tigri
African elephants - Amboseli National Park, Kenya © Martin Harvey / WWF-Canon
ultimo aggiornamento: 23 luglio, ore 16:27
Critici Vietnam, Laos e Mozambico, in Italia preoccupa il commercio online. Anche musei, collezioni private e zoo a rischio furti (FOTO)
Ginevra, 23 lug. - (Adnkronos) - Ben 448 rinoceronti sudafricani uccisi solo 2011, numeri record per il bracconaggio in Africa, mentre restano solo 3.200 tigri in natura. Ad aggiudicarsi la maglia nera per il commercio illegale legato agli animali sono Vietnam, Laos e Mozambico, ma anche l'Italia preoccupa il commercio illegale di avorio online. Sono i dati che emergono dal dossier del Wwf "Wildelife Crime Scorecard" che stila la pagella di 23 Paesi africani e asiatici che oggi si trovano ad affrontare i massimi livelli di bracconaggio e traffico illegale di avorio, corno di rinoceronte e parti di tigre.
Presentata oggi a Ginevra in occasione della riunione Cites (la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche), dove i diversi Governi sono riuniti per discutere una serie di questioni relative al commercio della fauna selvatica, l'analisi del Wwf assegna punteggi che vanno dal verde al giallo al rosso per ogni singola specie nei Paesi esaminati. Prima osservazione: la piaga del commercio illegale persiste in quasi tutti i 23 Paesi presi in considerazione. Tra i peggiori c'è il Vietnam che ha ricevuto due punteggi rossi, per rinoceronti e tigri.
Il Vietnam è identificato nel rapporto come principale Paese di destinazione del corno di rinoceronte, il cui traffico e consumo ha causato un'impennata del bracconaggio in Sud Africa negli ultimi anni. Ben 448 rinoceronti sudafricani sono stati uccisi per le loro corna nel 2011 e il Paese, che riceve un giallo per i rinoceronti, ne ha persi ulteriori 262 nei primi sei mesi di quest'anno.
"Il Vietnam dovrebbe rivedere norme e sanzioni e ridurre immediatamente il mercato al dettaglio, compresa la pubblicità su Internet per il corno diffusa in quel Paese", dice Elisabeth McLellan, global programme manager Specie del Wwf. Il mercato del corno di rinoceronte rappresenta un problema così rilevante da aver "stimolato negli ultimi anni anche un traffico di corni rubati da musei o collezioni private", aggiunge Massimiliano Rocco, responsabile del programma Specie del Wwf Italia.
Il problema riguarda anche l'Italia, "con il furto avutosi in alcuni musei e il rischio che la criminalità arrivasse addirittura ad uccidere animali in zoo per impossessarsi dei loro corni'', aggiunge Rocco. La Cina riceve un punteggio giallo per gli elefanti, a causa del flusso continuo di grandi quantità di avorio illegale qui diretto. Secondo il rapporto del Wwf, in Cina l'avorio sta penetrando nei canali legali del commercio, cercando in questo modo di 'ripulirsi'.
Cina e Thailandia sono infatti le destinazioni più importanti dell'avorio illegale africano, dove decine di migliaia di elefanti vengono uccisi dai bracconieri ogni anno per le loro zanne. La Thailandia riceve un punteggio rosso per la sua incapacità di chiudere una scappatoia legale che rende facile vendere l'avorio proveniente dagli elefanti africani. In questo Paese, infatti, l'avorio illegale africano viene venduto ai turisti nelle boutique. L'unica soluzione qui, secondo la McLellan, "è il divieto totale del commercio dell'avorio".
A causa del bracconaggio e della criminalità organizzata coinvolta nel commercio, in Africa centrale i rinoceronti rischiano l'estinzione. Solo all'inizio di quest'anno centinaia di elefanti sono stati uccisi nel parco nazionale del Camerun. Per questo il Wwf raccomanda ai governi dell'Africa Centrale di adoperarsi per sottoscrivere una legge regionale sulla fauna selvatica che favorisca lo sviluppo di un piano di azione regionale, e a migliorare l'efficacia dei procedimenti giudiziari per coloro che sono coinvolti nel bracconaggio e nel commercio illegale.
Non mancano, però, alcuni segnali incoraggianti. Nel mese scorso, il Gabon ha deciso di bruciare la sua intera riserva d'avorio proprio per evitare il commercio illegale delle zanne, e il presidente Ali Bongo si è impegnato ad aumentare la protezione nei parchi del Paese e ad assicurare la pena ai criminali. Valutazioni ''verdi'' per India e Nepal, per tutte e tre le specie. Nel 2011, il Nepal ha celebrato un anno senza che si registrasse alcun caso di bracconaggio ai danni dei rinoceronti.
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