Sostenibilita > Risorse > E' guerra dei cieli tra Cina e Ue, Pechino vieta di pagare la tassa sulle emissioni

L'Emissions Trading Scheme è in vigore dal 1 gennaio
E' guerra dei cieli tra Cina e Ue, Pechino vieta di pagare la tassa sulle emissioni
ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 18:14
Per il Governo orientale la decisione dell'Unione europea è "contraria ai principi pertinenti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e le norme internazionali dell'aviazione civile"
Pechino, 6 feb. -(Adnkronos/Xinhua) - Il Governo di Pechino ha vietato alle campagnie aeree cinesi che sorvolano il territorio europeo, di pagare la tassa sulle emisisoni di Co2 decisa recentemente dalla Commissione Ue. Il Governo ha anche vietato alle compagnie di aggiungere altre tasse o costi alle voci che compongono il costo del biglietto per far fronte alla tassa europea.
Secondo Pechino la decisione dell'Unione europea è "contraria ai principi pertinenti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e le norme internazionali dell'aviazione civile."
L'Emissions Trading Scheme dell'Ue, che è entrato in vigore dal 1 gennaio, è uno dei provvedimenti di piu' ampia portata mai adottato da un Paese o da un'area regionale per regolamentare le emissioni di gas serra. Si stima che siano circa 4.000 le compagnie aeree che dovranno pagare la tassa europea sulle emissioni di Co2 nell'atmosfera.
Il Governo cinese ha espresso la sua contrarietà verso il provvedimento della Ue attraverso diversi canali ed in una nota si afferma che "la Cina prenderà in considerazione l'adozione di misure necessarie per proteggere gli interessi di individui e imprese cinesi, in attesa dello sviluppo della questione".
Nella nota si aggiunge anche che la Cina spera che l'Ue possa trovare soluzioni adeguate al problema, tenendo presente la necessità di affrontarlo nell'ambito delle relazioni bilaterali e degli sforzi comuni per combattere il cambiamento climatico, nonchè lo sviluppo sostenibile del settore del trasporto aereo internazionale.
La Commissione Ue è "aperta alla discussione" con la Cina, anche se questa finora non ha inviato a Bruxelles nessun documento "ufficiale" e finora ha anzi rispettato e applicato le nuove norme Ue sulle emissioni in materia di trasporto aereo. E' la posizione espressa dal portavoce della commissaria Ue per l'azione climatica Connie Hedegaard dopo le informazioni circolate sulla stampa in base a cui Pechino avrebbe invitato le sue compagnie aeree a boicottare la tassa sulla produzione di CO2 che dall'inizio dell'anno è entrata in vigore su tutti i voli in partenza o a destinazione dell'Ue.
"Non abbiamo ancora visto direttamente da parte delle autorità cinesi i dettagli a cui fanno riferimento le informazioni riportate dalla stampa, è chiaramente cruciale vederle per capire se è un ordine, una raccomandazione, un consiglio o altro", ma "in termini generali la Commissione Ue rimane fiduciosa che le compagnie aeree rispetteranno la legislazione europea quando fanno affari in Europa", ha sottolineato Isaac Valero-Ladron. Anche perché, ha ricordato il portavoce, "finora, a differenza di quanto riportato dai media, i fatti dimostrano che tutte le compagnie cinesi hanno sino ad oggi rispettato ed applicato la legislazione Ue".
Le multe previste in caso di mancato rispetto degli obblighi Ue, infatti, sono "dissuasive", quindi "è molto più costoso non applicare che applicare la legge" europea, ha messo in luce Valero-Ladron, ammettendo però che "la discussione politica continua" sulla questione, tanto che sarà "sicuramente uno dei temi in agenda del summit bilaterale Cina-Ue" in programma il 14 febbraio. "Siamo ovviamente aperti alla discussione con i nostri partner cinesi e anche con tutti gli altri nostri partner internazionali, incluso a livello Icao", ha assicurato il portavoce.
Bruxelles è infatti consapevole delle proteste sollevate da tutti i principali paesi a livello internazionale alle nuove norme contro le emissioni di CO2 provocate dagli aerei, che sostengono che queste siano illegali, ma la Corte di giustizia europea già a dicembre ha dato ragione ai paesi Ue contro alcune delle principali compagnie americane. Secondo Lussemburgo, infatti, la legislazione europea "non viola nè le convenzioni internazionali nè la sovranità nazionale", ha ricordato il portavoce della Hedegaard e, al contrario, "l'Ue non si deve vergognare di essere in posizione di leadership nella lotta ai cambiamenti climatici, anzi, deve esserne orgogliosa".
Non per altro le nuove norme europee prevedono la possibilità di essere emendate nel caso in cui siano prese "misure efficaci ed effettive" a livello internazionale per ridurre le emissioni globali di CO2, "ma questo finora non è successo", ha sottolineato Valero-Ladron, che ha anche ricordato la possibilità, sempre prevista dalla legge Ue, che un paese introduca "misure equivalenti" sul suo territorio per compensare le emissioni di CO2 degli aerei ed essere così esentato dal pagare la tassa sui voli che passano dagli aeroporti europei.
In ogni caso "l'Ue non è da sola in questa lotta, anzi, abbiamo degli alleati, come per esempio l'Australia e la Corea del Sud, ma anche quei paesi più vulnerabili alle emissioni come l'Africa e le isole di Caraibi e Pacifico", ha sottolineato il portavoce, escludendo che ci si avvii a una "guerra commerciale" tra l'Ue e il resto del mondo sulle emissioni degli aerei. "Siamo molto fiduciosi", ha voluto ribadire Valero-Ladron a nome della commissaria Hedegaard, tanto che "è stato molto incoraggiante leggere quanto detto dal segretario generale dell'Icao a proposito della volontà di accelerare l'adozione di misure in seno alla stessa istituzione, è un passo in avanti".
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