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'La nave sia prelevata intera e non tagliata, l'impatto ambientale sarebbe disastroso'

Giglio, Greenpeace: ora il primo problema è la rimozione del carburante

ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 11:42
Nel 2010 l'associazione ambientalista aveva monitorato il passaggio delle navi nel tratto di mare del santuario dei cetacei dell'Isola del Giglio


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Roma, 8 feb. - (Adnkronos) - ''Adesso è una situazione complicata e parlare di errori dopo il disastro, è difficile. Gli errori sono stati commessi prima. Nel 2010 Greenpeace aveva monitorato il passaggio delle navi nel tratto di mare del santuario dei cetacei dell'Isola del Giglio, ma nessuno ha fatto niente. Abbiamo anche chiesto al ministro Passera di intervenire con una petizione, evidentemente ci sono interessi più grandi''. E' quanto ha affermato a Tgcom24 Alessandro Giannì, direttore di Greenpeace Italia, sul naufragio della Costa Concordia.

Quanto al rischio ambientale, Gianni aggiunge: ''Il primo problema è la rimozione del carburante. In Nuova Zelanda la fuoriuscita di ben meno carburante analogo ha inquinato 70 km di costa. Più passa il tempo e più la struttura del relitto diventa fragile. Bisogna pensare bene a cosa fare, l'opzione preferibile è quella di prelevarla intera dal Giglio anche se si dovesse aspettare due mesi in più. Non tagliamo la nave, l'impatto ambientale sarebbe disastroso''.


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