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Prometeo - Sostenibilità
Da proseguire anche il credito d'imposta a favore dell'efficienza energetica

Il prossimo governo punti sulla fiscalità ambientale e sulla green economy

ultimo aggiornamento: 02 gennaio, ore 15:57
In un'intervista all'Adnkronos, il ministro uscente Corrado Clini fa il punto su ciò che l'esecutivo Monti riuscirà a portare a termine e ciò che dovrà lasciare in eredità. Elezioni, Clini: ''Non mi candido per non fare interessi di parte''


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Roma, 2 gen. (Adnkronos) - Credito d'imposta e piano nazionale di messa in sicurezza del territorio: su questo è al lavoro l'attuale ministero dell'Ambiente, prima che la legislatura si chiuda. E poi ci sono i progetti non conclusi per mancanza di tempo, primo fra tutti la fiscalità ambientale. In un'intervista all'Adnkronos, il ministro uscente Corrado Clini fa il punto su ciò che l'esecutivo Monti riuscirà a portare a termine e ciò che dovrà lasciare in eredità al prossimo governo, per il quale ha anche due consigli: "avere come quadro di riferimento quello europeo, in particolare la strategia di medio e lungo termine per la competitività dell'Europa attraverso la decarbonizzazione dell'economia, e considerare la promozione dell'economia verde come volano di competitività a livello internazionale per le imprese italiane".

Tra i progetti che riuscirà a portare a termine, "il più significativo riguarda la pubblicazione della circolare con le indicazioni per accedere al credito dello 0,5% per le imprese che operano nell'economia verde in Italia, a condizione che assumano giovani", spiega Clini. Si tratta del fondo rotativo stabilito con il decreto crescita che, secondo Clini, "nei prossimi anni dovrebbe essere confermato perché rappresenta un volano per facilitare investimenti, soprattutto nelle piccole e medie imprese italiane molto attive nell'economia verde". Si parla di "almeno 360mila imprese che in Italia hanno avuto, negli ultimi 3 anni, un significativo aumento di occupazione, che esportano circa il 70% dei propri prodotti e che hanno fatto della protezione dell'ambiente e dello sviluppo delle tecnologie innovative uno dei punti di forza della propria strategia".

La seconda misura, che Clini spera "di chiudere entro marzo", è il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e di messa in sicurezza del territorio che "diversamente dall'approccio emergenziale con cui sono state affrontate alluvioni e frane, identifica misure strutturali di prevenzione attraverso la manutenzione e la gestione del territorio, che significa anche far tornare le attività produttive nelle zone più esposte".

Una misura che "richiede interventi nel settore edilizio per mettere in sicurezza o ricostruire insediamenti abitativi vulnerabili da riprogettare con criteri e tecnologie nuovi e a basso impatto ambientale", spiega Clini. Un piano al quale bisognerà dedicare "nei prossimi 15 anni sia finanziamenti diretti che derivano da fondi pubblici, in particolare da quelli che entrano nelle casse dello stato attraverso l'acquisto dei permessi di emissione da parte delle imprese, sia fondi privati. Il credito d'imposta è il modo migliore per facilitare investimenti privati perché chi investe certificando l'investimento può scaricarlo dalle casse".

E sebbene "nel momento in cui si eroga, il credito d'imposta rappresenta un costo per lo Stato, in termini economici è un investimento perché genera valore e occupazione aggiuntivi. Altra misura da proseguire - aggiunge Clini - il credito d'imposta a favore dell'efficienza energetica che dovrebbe scadere a giugno 2013, da trasformare in misura permanente perché genera risultati postivi nell'arco di 24-36 mesi". C'è invece una misura che non è stata ancora avviata per mancanza di tempo, quella contenuta nella delega fiscale "dove era prevista l'introduzione in Italia di una fiscalità ambientale che sposti le tasse dal lavoro al consumo delle risorse".

A proposito di fiscalità ambientale, Clini cita due esempi: la cosiddetta Eurovignette, la tassa di circolazione in relazione alle emissioni di anidride carbonica applicata ad automobili e mezzi pesanti, "in vigore in Europa ma non in Italia a causa dell'opposizione di molte lobby - specifica Clini - ma che in Italia avrebbe come effetto immediato lo spostamento di una parte del traffico merci dalla strada alla ferrovia"; e la riduzione della fiscalità sul gas per renderlo più competitivo rispetto all'olio combustibile e al carbone, applicando "più fiscalità sugli altri combustibili fossili in base al contenuto di carbonio".

Una misura di questo tipo, aggiunge Clini, "avrebbe effetti enormi sul costo della bolletta elettrica e sulla mobilità urbana perché diventerebbe più facile utilizzare autovetture a gas naturale. E questo potrebbe promuovere la tecnologia italiana: basta pensare che la Fiat ha le migliori tecnologie al mondo sull'uso del gas naturale".

Altri due settori su cui il ministro spera che il prossimo governo completi il lavoro avviato, sono "la chimica verde, dalle plastiche ai carburanti di seconda generazione, per la quale bisogna completare il pacchetto delle norme. In parte lo farò io e in parte lo dovrà fare il prossimo governo". E poi continuare con il supporto allo sviluppo delle tecnologie e delle rinnovabili "che coincide con il cambio del sistema italiano, passando da quello centralizzato, fondato sulle grandi centrali termoelettriche, ad un sistema di generazione distribuita, soprattutto in ambito urbano".


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