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Cresci Italia, il decreto-legge del 24 gennaio 2012 n.1 ora in conversione, sarà votato in Commissione Industria il prossimo 9 febbraio
Liberalizzazioni, agricoltori bio e ambientalisti protestano a Montecitorio
ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 16:26
Aiab, Alpa, Ari, Campagna Popolare per l'Agricoltura contadina, Crocevia, Legambiente, Libera, Slow Food, Terra Nuova, Cooperativa Agricoltura Nuova, Cooperatica Carlo Pisacane e FederTrek scendono domani in piazza contro la svendita del patrimonio agricolo pubblico
Roma, 6 feb. (Adnkronos) - Aiab, Alpa, Ari, Campagna Popolare per l'Agricoltura contadina, Crocevia, Legambiente, Libera, Slow Food, Terra Nuova, Cooperativa Agricoltura Nuova, Cooperatica Carlo Pisacane e FederTrek scendono domani in piazza contro la svendita del patrimonio agricolo pubblico. Appuntamento alle ore 10 in piazza Montecitorio per protestare contro il Ddl di Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, e in particolare l'articolo 66 ("Dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola").
"Chiediamo di bloccare l'inutile alienazione dei terreni agricoli demaniali prevista dal Ddl attualmente in discussione alla 10a Commissione del Senato e di cambiarne l'impostazione del testo basandosi sulle nostre proposte", annuncia l'Aiab, Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, che domani animerà la protesta insieme con Alpa, Ari, Campagna Popolare per l'Agricoltura contadina, Crocevia, Legambiente, Libera, Slow Food, Terra Nuova, Cooperativa Agricoltura Nuova, Cooperatica Carlo Pisacane e FederTrek.
Cresci Italia, questo il nome che accompagna il decreto-legge del 24 gennaio 2012 n.1 ora in conversione, attualmente all'esame del Senato dove sarà votato in Commissione Industria il prossimo 9 febbraio, include provvedimenti relativi al settore agroalimentare: relazioni di mercato, contratti di filiera, accesso al credito e la dismissione dei terreni demaniali.
E' proprio quest'ultimo provvedimento a preoccupare gli aderenti alla manifestazione di domani che denunciano "l'alienazione massiccia di terre pubbliche, proposta dal Governo", spiega l'Aiab, e che "darebbe un'occasione unica alla criminalità organizzata di appropriarsi a prezzi di favore di una parte ingente del patrimonio messo in vendita, facilitando così il riciclaggio dei proventi illeciti". In più, "questa vendita di beni pubblici porterebbe ad una immediata e corposa redistribuzione fondiaria a favore di pochi", senza "sviluppare un volano di rilancio economico conseguente".
Secondo i dati provvisori del VI Censimento Generale dell'Agricoltura dell'Istat, riportati da Aiab, negli ultimi dieci anni in Italia c'è stata una perdita della superficie agricola utilizzata pari a 300mila ettari, accompagnata da una riduzione del numero di aziende di circa un terzo (-32,2%) e da un processo di concentrazione dei terreni in un numero minore di aziende, la drastica riduzione delle aziende di piccola agricoltura contadina e l'abbandono delle zone rurali.
Tra le soluzioni invocate dagli agricoltori, la concessione in affitto e costante nel tempo, garanzie all'accesso alla terra e la promozione di nuove imprese agricole, soprattutto se giovani.
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