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Immesso nella rete nazionale può alimentare gli stoccaggi ed essere utilizzato nei momenti in cui v'è più necessità

Mix agricoli per una maggiore indipendenza energetica, è il biometano

ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 16:54
"Se la normativa lo consentisse, l'Italia potrebbe essere in grado di produrre biometano per soddisfare circa il 10-20% del fabbisogno nazionale attuale". Lo dichiara il presidente del Consorzio italiano biogas, Piero Gattoni


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Milano, 6 feb. - (Adnkronos)- "L'allarme sulle forniture di gas ci fa sempre guardare alle forniture estere e a fatica si avanzano riflessioni sulle bioenergie, troppo spesso sottovalutate. In realtà, se la normativa lo consentisse, l'Italia potrebbe essere in grado di produrre biometano per soddisfare circa il 10-20% del fabbisogno nazionale attuale". Lo dichiara il presidente del Consorzio italiano biogas, Piero Gattoni, spiegando che "il vantaggio del biogas trasformato in biometano è che immesso nella rete nazionale può alimentare gli stoccaggi ed essere utilizzato nei momenti in cui v'è più necessità, come questo".

"Il biometano e' energia pregiata, dal momento che e' una rinnovabile programmabile. E' ottenuta dalla depurazione del biogas - aggiunge Gattoni - prodotto a livello locale nei biodigestori. Il suo grande vantaggio è che viene prodotto da un mix fatto di colture dedicate e di integrazione, reflui zootecnici e sottoprodotti agricoli".

Un mix, aggiunge "in grado di produrre circa il 10% del consumo del gas naturale del Paese. In prospettiva questa percentuale potrebbe salire al 20% per effetto della crescita delle energie rinnovabili. Insomma dalla terra e dagli allevamenti potremmo produrre alimenti e maggiore indipendenza energetica".

"Il settore è in crescita - aggiunge Gattoni - solo nel 2012 stimiamo la realizzazione di 240 impianti di biogas in Italia, inoltre abbiamo un'industria con grande know how e una legge che è più avanzata di quella tedesca, che ci consente l'utilizzo del biometano per cogenerare ad alto rendimento, per produrre biocarburanti e calore. Ora attendiamo le norme attuative per le regole di connessione e per il sistema incentivante, poi potremo cominciare per immettere nella rete del gas più diffusa d'Europa un biocarburante made in Italy".

Il Cib è la prima aggregazione volontaria che riunisce aziende produttrici di biogas e syngas da fonti rinnovabili (biomassa prevalentemente agricola), nonchè aziende o società industriali fornitrici di impianti e tecnologie, enti e istituzioni che contribuiscono a vario titolo al raggiungimento degli scopi sociali. Tra i soci sostenitori, Basf, New Holland, Fiat, Bayer e altri. Il Cib, costituitosi a marzo 2009, ha copertura nazionale e si propone come punto di riferimento per fornitura di dati e informazioni del settore biogas e gassificazione.


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