Sostenibilita > Risorse > 'L'acqua è un bene comune', teatranti in Piazza di Spagna contro la privatizzazione

Sabato 20 marzo manifestazione nazionale per difenderla
'L'acqua è un bene comune', teatranti in Piazza di Spagna contro la privatizzazione
ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 19:18
A metà luglio il Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua presenterà le firme per il referendum abrogativo delle leggi che privatizzano la gestione dell'acqua. Acqua: la mappa italiana dell'oro blu, per chi è "ghiotta" la privatizzazione. Dalla legge Galli al dl Ronchi, il cammino della privatizzazione del servizio idrico. (VIDEO / FORUM)
Roma, 18 mar. - (Adnkronos) - Teatranti in Piazza di Spagna che battono all'asta la fontana per l'occasione rivestita da teloni blu. Striscioni che recitano lo slogan 'L'acqua e' un bene comune'. E' questa la piccola rappresentazione che il forum italiano dei movimenti per l'acqua ha messo in scena a Piazza di Spagna in vista della manifestazione nazionale di sabato 20 marzo per contrastare i processi di privatizzazione dell'acqua.
Per l'occasione oggi è stata messa in scena una rappresentazione teatrale improvvisata nella quale sono stati coinvolti anche i turisti e i passanti. Una protesta civile per informare sul rischio di pagare l'acqua e che ha visto vendere simbolicamente la fontana di Piazza di Spagna. Con un prezzo di partenza di 10 euro la fontana è stata venduta a 130 euro.
Sabato il 'popolo dell'acqua' sfilera' da Piazza della Repubblica a Piazza Navona per difendere l'oro blu "dalle grinfie del mercato e dalla logica dei profitti". Alla testa del corteo il Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua e l'Associazione nazionale per l'acqua pubblica cui aderiscono oltre 200 enti locali di opposti schieramenti politici. "E' una delle alleanze piu' ampie che si sia mai vista in Italia", dice il segretario del Fima, Paolo Carsetti, all'Adnkronos.
La difesa della gestione pubblica dell'acqua, unisce, infatti, "amministrazioni locali di centrodestra e di centrosinistra, ambientalisti, associazionismo cattolico, consumatori e mondo sindacale. I distinguo, naturalmente, non mancano, ma il fronte che si sta consolidando è sempre più ampio e convinto della necessità di scendere in campo per tentare il tutto per tutto di fronte ad una strada che appare senza ritorno, quella dell'oro blu come mezzo per fare soldi".
Il 20 marzo, racconta, "in concomitanza con la giornata mondiale dell'Acqua sancita dall'Onu (che cade esattamente lunedì 22 marzo), partirà da piazza della Repubblica "il corteo per difendere l'acqua come bene pubblico, ma anche l'aria, il clima, il territorio, l'energia pulita. Attraverso un percorso un po' strano (dovuto alla maratona già in programma a Roma il 21 marzo), il corteo approderà a piazza Navona, attraverso Via Merulana, via Labicana, Colosseo, Circo Massimo, Bocca della Verità, Teatro Marcello, Piazza Venezia, Via delle Botteghe Oscure, Largo Argentina". Sostengono l'iniziativa del 20 marzo "tutti partiti della sinistra radicale, Verdi, Sinistra e Libertà, Sinistra critica, Italia dei valori".
"Il Pd - ironizza Carsetti - noi lo classifichiamo come 'non pervenuto'. Il partito democratico, infatti, non ha preso ancora una posizione chiara a difesa dell'acqua, perchè finora, a partire dagli anni 90, ha promosso la privatizzazione. Nei territori i Ds prima e il Pd ora hanno sempre favorito se non promosso la gestione privata. Non a caso le prime regioni a privatizzare la gestione sono state Toscana, Umbria ed Emilia Romagna. Scelta che non ha affatto portato maggiore efficienza nel servizio idrico, anzi! Arezzo in Toscana (la prima a privatizzare la gestione) ha le tariffe più alte d'Italia a fronte degli investimenti più bassi".
Anche per Cisl e Uil il segretario ricorre al sarcasmo. Anche loro, dice, "non pervenute". La Cgil, invece, ha "già dato il proprio sostegno all'iniziativa"."Le tappe del percorso che prende il via dopodomani - spiega Carsetti - si concluderà a metà luglio con la presentazione delle firme per il referendum abrogativo" di tutte le leggi che finora hanno via via privatizzato sempre di più la gestione dell'acqua, inclusa l'ultima, quella che porta la firma del ministro delle Politiche Ue, Andrea Ronchi, approvata a novembre scorso. Da metà aprile a metà luglio", precisa, tutto il Fronte per la difesa dell'acqua come bene pubblico sarà impegnato nella raccolta delle firme ed io sono convinto - dice - che supereremo la soglia richiesta".
"Il 2 marzo - racconta l'idrogeologo - é nata ufficialmente l'Associazione del Coordinamento nazionale degli Enti locali per l'acqua bene comune e per la gestione pubblica del servizio idrico". Un passaggio chiave, dice, "perchè in questi anni moltissimi enti locali hanno approvato delibere in difesa dell'acqua come bene privo di rilevanza economica (andando così in controtendenza rispetto alla legislazione nazionale e riappropriandosi di conseguenza della potestà legislativa in materia), ma ognuno si è mosso isolatamente. All'inizio del mese, invece, per la prima volta, diventano parte di un'organizzazione comune per rafforzare la loro azione. Sono già oltre 200 fra comuni, province e c'é anche una regione, la Puglia".
Tutti gli enti locali coinvolti nella nuova Associazione, evidenzia Carsetti, sono uniti dal "comune obiettivo di sottrarre la gestione dell'acqua e dei servizi idrici al mercato e alle multinazionali anche ricorrendo al referendum abrogativo delle norme che impongono la privatizzazione dell'acqua. E tutti ritengono necessario che l'acqua venga riconosciuta come bene comune appartenente alla comunità. Ragione per cui saranno a Roma anche il 20 marzo per la grande manifestazione nazionale".
Tornando al referendum abrogativo, i quesiti sono tre. Il primo, spiega, "sarà sull'abrogazione dell'articolo 23 bis della legge 133 del 2008 così come modificato dal decreto Ronchi che privatizza definitivamente la gestione dell'acqua. Il secondo sull'articolo 150 del decreto legislativo 152 del 2006 (codice ambientale) che individua 3 forme private di gestione dell'acqua. Il terzo per abrogare una parte dell'articolo 154 del codice ambientale nella parte in cui si afferma che la tariffa deve prevedere una adeguatezza della remunerazione del capitale investito ossia che nella bolletta deve essere inserita una percentuale che é il profitto. Per legge - chiarisce - é stato poi stabilito che questa remunerazione sia pari al 7% per cui ad oggi ognuno di noi paga in bolletta un 7% al gestore privato.
C'é insomma un guadagno già garantito del 7%".In sostanza i tre quesiti puntano ad affermare: "Fuori l'acqua dal mercato (perchè si abrogano quelle leggi che permettono una gestione tramite soggetti privati) e fuori i profitti dall'acqua (perchè si va ad abrogare quella parte della norma che consente di fare profitti sull'acqua)".
articoli correlati
tutte le notizie di Risorse



































