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La proposta del deputato olandese Gerbrandy
Ue, un'Area Shengen per abbattere le frontiere della spazzatura riciclabile
ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 13:26
Un bandolo al dedalo di regolamenti dei 27 paesi europei
Bruxelles, 23 feb. -(Adnkronos) - Nonostante l'Europa abbia recentemente diminuito le procedure di controllo da tre a due, il trasporto dei rifiuti riciclabili resta sempre complicato e molto disincentivante. Al problema vuole offrire una risposta la risoluzione che sta preparando il deputato olandese Gerben-Jan Gerbrandy sulla gestione efficiente delle risorse e che presenterà al Parlamento europeo. Gerbrandy propone in pratica un'Area Schengen dei rifiuti che consentirà agli stati membri di negoziare più liberamente le procedure di trasporto e smaltimento.
Allo stato attuale dei regolamenti europei, la spedizione dei rifiuti deve costituire l'oggetto di un contratto tra chi spedisce e il destinatario; il contratto deve essere corredato da garanzie finanziarie se i rifiuti sono soggetti al requisito di notifica. La notifica deve essere inviata dal notificatore soltanto all'autorità competente di spedizione, che è incaricata di trasmettere la notifica alle autorità competenti di destinazione e di transito. Le autorità competenti devono dare il proprio consenso o formulare obiezioni entro trenta giorni. Le modifiche relative ad elementi essenziali della spedizione devono essere oggetto di un'altra notifica a meno che tutte le autorità competenti esonerino il notificatore da tale obbligo.
Ma le complicazioni non finiscono qui, gli impianti intermedi di recupero e smaltimento, infatti, sono soggetti agli stessi obblighi cui sono soggetti gli impianti finali di recupero e smaltimento. L'autorizzazione di una spedizione inclusiva delle operazioni intermedie può essere concessa unicamente se è autorizzata anche la spedizione dei rifiuti. Se una spedizione non può essere portata a termine, il notificatore ha l'obbligo di riprendere i rifiuti a proprie spese.
La risoluzione di Gerben-Jan Gerbrandy, punta a trovare un bandolo nel dedalo di regolamenti attualmente in vigore nei 27 Paesi europei che, ora come ora, costituiscono un ostacolo quasi insormontabile al commercio di materiali da riciclare. In particolare viene chiesta una profonda revisione del 'mercato del materiale secondario' costituito principalmente da plastica, metalli e carta.
In un'intervista rilasciata al sito d'informazione europeo EurActiv, Gerbrandy afferma che oltre a chiedere una semplificazione normativa, la risoluzione chiede anche una diminuzione dell'imposta sul valore aggiunto che grava sui materiali da riciclare e un provvedimento che assimili i rifiuti riciclabili alle materie prime utilizzate nella produzione delle merci, consentendo procedure semplificate per il trasferimento tra stato e stato.
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