
Circa il 70% del patrimonio edilizio esistente è inefficiente
Energia: quando l'efficienza passa per la riqualificazione degli edifici
ultimo aggiornamento: 20 gennaio, ore 15:13
Incentivi fino a 100.000 euro per interventi sugli immobili esistenti: dalla climatizzazione invernale a pavimenti, infissi e portoni, ma anche caldaie a biomasse, teleriscaldamento, impianti di cogenerazione e geotermici
Roma, 20 gen. (Adnkronos) - Pavimenti, infissi e portoni, e poi caldaie a biomasse, teleriscaldamento, impianti di cogenerazione o geotermici.Quando si parla di efficienza energetica non si può non partire dall'edilizia perché se tutti gli edifici fossero più efficienti saremmo già a metà strada. Obiettivo di non facile raggiungimento, visto che, secondo Federcasa, in Italia circa il 70% del patrimonio edilizio esistente risale a prima dell’entrata in vigore della legge 373/1976 'Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici' e della legge 10/1991 'Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia'.
Insomma, per dirla con i nuovi indici di prestazione energetica entrati in vigore dal 1 gennaio, e che prevedono classi energetiche per case e appartamenti come per gli elettrodomestici, gli immobili di classe A, B e C rappresentano una percentuale sul totale che oscilla tra il 2 al 5%. Va da sé che un ruolo di rilievo lo ricoprono gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per i quali sono previste detrazioni fiscali fino a un valore di 100.000 euro.
E non viene indicato quali opere o impianti occorre realizzare, gli incentivi riguardano qualsiasi intervento che incida sulle prestazioni energetiche dell'edificio, realizzando la maggior efficienza richiesta dalla norma. L'intervento, infatti, è definito in funzione del risultato da conseguire in termini di riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale, tenendo presente che gli indici che misurano il risparmio energetico sono elaborati in funzione della categoria in cui l'edificio è classificato, della zona climatica in cui è situato e del rapporto di forma che presenta.
Ad esempio, rientrano in questa tipologia di interventi la sostituzione o l'installazione di impianti di climatizzazione invernale anche con generatori di calore non a condensazione, con pompe di calore, con scambiatori per teleriscaldamento, con caldaie a biomasse, gli impianti di cogenerazione, rigenerazione, gli impianti geotermici e gli interventi di coibentazione non aventi le caratteristiche previste per gli altri interventi agevolati.
Incentivi sono previsti anche nel caso degli interventi sugli involucri degli edifici, con detrazioni fino a 60.000 euro. In questo caso, gli interventi riguardano strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), verticali (pareti generalmente esterne), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato che rispettano i requisiti di trasmittanza U (dispersione di calore), ma anche la sostituzione del portone di ingresso, gli infissi comprensivi delle strutture accessorie che hanno effetto sulla dispersione di calore.
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