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Petrolio: la Puglia contro le trivelle domani scende in piazza a Monopoli
ultimo aggiornamento: 20 gennaio, ore 17:27
La manifestazione promossa dal comitato "No petrolio, sì energie rinnovabili"
Monopoli, 20 gen. (Adnkronos) - Quando si dice Puglia si pensa al mare, algli ulivi, alla pizzica. E poi anche alle trivelle e alle società petrolifere. C'è la Northern Petroleum con due permessi di ricerca sulle coste pugliesi e altri sette per i quali ha avanzato istanza per il conferimento (per un totale di superficie interessata di 6.600 kmq, dal sud est di Bari a Santa Maria di Leuca); la Petroceltic interessata alle isole Tremiti; l'Eni con un suo impianto galleggiante per lo sfruttamento di un giacimento a 55 km da Brindisi; la Spectrum Geo Ltd che ha avanzato due istanze di permesso di prospezioni geofisiche che interessano tutto l'Adriatico, in particolare quello meridionale, costaggiando le coste pugliesi per un totale di 3.898 km e una superficie di 16.169 km. Senza contare la terraferma.
Tutto questo senza che le attività di trivellazione, sondaggio o ricerca portino ricchezza al territorio, "perché queste società, per la gran parte straniere, arrivano già con il loro personale, non danno certo lavoro ai pugliesi" spiega all'Adnkronos Silvia Russo, portavoce del comitato "No petrolio, sì energie rinnovabili" che domani a Monopoli promuove la manifestazione “Più verde, meno nero”, per ribadire la necessità di tutelare le risorse ambientali, contro l’economia dell’industria dell’estrazione di idrocarburi e il predominio dei combustibili fossili.
Con l’appoggio del Wwf, alla manifestazione aderiscono la Regione Puglia e diversi enti locali pugliesi e le principali associazioni nazionali, "ma anche di tutte quelle regioni che vivono lo stesso problema della Puglia, dalla Basilicata alla Sicilia", aggiunge la Russo. (segue)
(Adnkronos) - Ad allarmare i manifestanti è il progressivo avvelenamento del Mediterraneo, mare che rappresenta lo 0,7% delle acque del globo e in cui transita il 25% del traffico petrolifero mondiale. Quando si parla di trivellazioni e piattaforme offshore, si fa sempre riferimento ad attività "fortemente impattanti che causano problemi all'ecosistema marino, all'attività dei pescatori che ormai sono alle prese col problema del pesce al mercurio, e al turismo", spiega la Russo.
Contro la Northern Petroleum la popolazione pugliese era già scesa in campo con la manifestazione del 2010 che a Monopoli aveva coinvolto 6.000 persone (e la Chiesa che aveva partecipato con il docuemento della comunità ecclesiale di Monopli per la salvaguardia delle bellezze del Creato), senza contare le altre manifestazioni contro il petrolio a Ostuni, Fasano, Lesina e Termoli. Secondo i dati del Wwf, nel Mediterraneo ogni anno vengono sversate mediamente 100-150 mila tonnellate di petrolio (incidenti esclusi), tanto che già oggi si registra la maggiore densità di catrame in mare aperto del mondo (38 mg/m2).
Con la manifestazione di domani, da una parte si intende sostenere iniziative come quella della proposta di legge presentata in Parlamento dalla Regione Puglia per interdire nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione nell'Adriatico, dall'altro si chiede di vigilare sul mantenimento delle aree di interdizione a queste attività nelle aree tutelate e a 12 miglia dalle aree protette e nelle 5 miglia dalle linee di base costiere italiane, introdotte con una modifica normativa al Codice dell’ambiente nel giugno 2010. Ma anche di monitorare il dibattito parlamentare, avviato in Senato, sulla revisione del regime fiscale speciale.
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