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L'iniziativa di Confabitare parte da Bologna

Una sporta della spesa collettiva, condomini uniti contro il caro-vita

ultimo aggiornamento: 20 agosto, ore 17:11
Comprando all'ingrosso, "i costi della spesa si riducono fino al 50%''


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Bologna, 20 ago. -(Adnkronos)- Una sporta della spesa 'allargata', perché se gli acquisti sono collettivi i prezzi sono più bassi. A Bologna, alcuni condomini si sono uniti contro il caro-vita, seguendo alla lettera il principio dei gruppi di acquisto grazie al sostegno di Confabitare, l'associazione dei proprietari immobiliari che ha avviato un progetto di acquisto collettivo per i residenti.

A turno, un paio di volte alla settimana, alcuni volontari del palazzo o un incaricato dell'associazione, vanno al Centro agroalimentare di Bologna (Caab) ad acquistare grossi quantitativi di frutta e verdura su ordinazione dei condomini. E comprando all'ingrosso, "i costi della spesa si riducono fino al 50%'', spiega il presidente di Confabitare Alberto Zanni.

Visto il successo dell'iniziativa che ha coinvolto 30 condomini, la spesa condominiale si trasformerà da progetto sperimentale a definitivo.

L'idea del gruppo d'acquisto non è nuova, "ma ora l'abbiamo portata nei condomini, così non sono più soltanto i giovani a usufruirne, ma anche gli anziani. L'iniziativa è diffusa soprattutto tra le persone dai sessant'anni in su e stiamo considerando la possibilità di estendere l'acquisto anche ai prodotti delle aziende locali, a chilometro zero'', aggiunge Zanni.

In più, oltre al risparmio sulla spesa si stimola anche il contatto sociale tra gli abitanti del palazzo. Stessa filosofia per un'altra iniziativa sperimentale di Confabitare: l'introduzione della badante di condominio.

''Sono molti gli inquilini anziani che hanno bisogno di assistenza - aggiunge Zanni - ma alcuni necessitano di una persona solo per poche ore al giorno. In più molte famiglie non possono permettersi i costi di un assistente fisso''.

Qui entra in gioco la badante di condominio: una persona di fiducia presente all'interno del palazzo per l'intero arco della giornata che si divide tra un assistito e l'altro a seconda delle esigenze delle famiglie. Che, da parte loro, pagano una quota in base alle ore effettivamente usufruite.

''Alcune pagano soltanto 200 euro al mese a fronte degli oltre mille che spenderebbero per una badante fissa - conclude il presidente di Confabitare - mantenendo il vantaggio della reperibilità costante''.


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