
Vacanze, con la crisi lo 'scambio casa' resta nei confini nazionali
Roma, 2 ago. - (Adnkronos) - Anche con meno soldi gli italiani non rinunciano alle vacanze: basta solo rivedere un po' i programmi e riadattare il budget. Tra le soluzioni low cost lo scambio casa e' sicuramente una delle piu' gettonate, visto che i costi contemplano solo il viaggio e il divertimento. Ma anche in questo settore la crisi si fa sentire, non per numero di soci e scambi, ma nella scelta delle destinazioni.
Negli ultimi 2 anni, spiega all'Adnkronos Cristina Pagetti di scambiocasa.com, referente italiano di HomeExchange.com, ''gli italiani hanno capito che possono scambiare casa anche tra di loro: la casa al mare con quella in montagna''. Non e' piu' necessario, dunque, lasciare la propria abitazione solo per mete ambiziose, come New York o Miami e con la crisi si resta nel Bel paese e si risparmia anche sullo spostamento.
Nonostante le prospettive poco rosee, aggiunge la Pagetti, ''la nostra fascia di utenza, che e' medio alta, non rinuncia alla vacanza''. In particolare ''si tratta di persone che amano viaggiare, istruite, con 2-3 figli, di eta' dai 30- 50 anni in su e che hanno superato la barriera mentale di dover lasciare la propria casa a degli sconosciuti''. Persone, dunque, ''che hanno compreso il vantaggio dello scambio casa che con lo stesso budget consente in un anno piu' vacanze''.
Lo scambio casa e' a tutti gli effetti una filosofia 'di vacanza' che in Italia sta prendendo piede: ''negli ultimi 3-4 anni si sono raddoppiati i soci. Attualmente i soci italiani sono 2000 e 43.000 nel mondo''. Al top delle regioni piu' attive troviamo il Lazio con 465 soci, grazie al fascino eterno della capitale. Seguono: Toscana (430), Veneto (200), Lombardia (190), Sardegna (130), Emilia Romagna (84) Sicilia (80) e Liguria (74).
In Europa, invece, ''guidano la classifica i francesi, con 6500 soci. Seguono la Spagna (2200), l'Italia (2000) e il Regno Unito (1400)''. In totale il vecchio continente conta 18600 soci. Rispetto a qualche anno fa, spiega la Pagetti, ''le persone sono meno diffidenti, perche' oggi il fenomeno dello scambio casa e' abbastanza conosciuto" ma tra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare.
"Da una nostra indagine - conclude la Pagetti - emerge, che una persona decide di iscriversi solo dopo averne sentito parlare almeno 5 volte, da mezzi di comunicazione o anche da amici''. L'approccio, dunque, ''non e' proprio cosi' immediato. Le persone ci devono pensare''.
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