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Una situazione gravissima che dal 1968, anno del terremoto nel Belice, ad oggi ha provocato 4.500 vittime e danni per oltre 150 miliardi di euro
A rischio terremoto il 70% degli edifici italiani, criteri di costruzione inadeguati
ultimo aggiornamento: 31 maggio, ore 14:06
Esperti Enea in audizione alla Commissione Ambiente della Camera
Roma, 31 mag. (Adnkronos) - In Italia il 70% delle costruzioni non sono in grado di resistere ad un sisma di una certa gravità, a dirlo sono gli esperti dell'Enea Alessandro Martelli e Paolo Clemente in audizione alla Commissiione Ambiente della Camera. Una situazione gravissima che dal 1968, anno del terremoto nel Belice, ad oggi ha provocato 4.500 vittime e danni per oltre 150 miliardi di euro. Secondo gli esperti le scosse che hanno ucciso 17 persone in Emilia Romagna ed hanno distrutto il 70% degli edifici, non erano neanche particolarmente forti e probabilmente, se si fosse costruito con criteri antisismici come in Giappone, le perdite di vite umane ed i danni non sarebbero stati così gravi.
Nel nostro Paese non si è investito nella sicurezza strutturale delle costruzioni e così pur essendo ben noti i confini dell'area di sismicità del territorio (dal Nord-Est lungo la fascia appenninica fino alla Sicilia), si è costruito, e si continua a costruire, con criteri non adeguati. A tal riguardo esistono delle mappe elaborate con il criterio della 'microzonazione sismica' che misura ed analizza la risposta sismica locale a sollecitazioni sismiche di riferimento fornendo quindi dei parametri per la costruzione e la ristrutturazione degli edifici.
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