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Slow Food: "Qualità alimentare vuol dire ridurre gli sprechi e accorciare la filiera, tutelando la biodiversità"

Cibo in primo piano per lo sviluppo sostenibile a livello globale in vista di Rio+20

ultimo aggiornamento: 11 gennaio, ore 12:24
Secondo il rapporto Onu "Millennium ecosystem assessment", la produzione, la distribuzione e il consumo di alimenti sono tra i principali responsabili del cambiamento climatico


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Roma, 11 gen. (Adnkronos) - Secondo il rapporto Onu "Millennium ecosystem assessment", la produzione, la distribuzione e il consumo di cibo sono tra i principali responsabili del cambiamento climatico, quindi "attuare politiche del cibo sostenibili significa non solo incidere direttamente sull'ambiente ma anche creare meccanismi che coinvolgono i cittadini che, in quanto consumatori, possono intervenire con le loro scelte sullo stato di salute del pianeta", spiega Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, presente ieri al forum organizzato dal ministero dell'Ambiente "L'Italia verso Rio+20".

Secondo Burdese, "il cibo è centrale per tutte le politiche di sviluppo sostenibile a livello globale, e in questo senso l'esperienza di Slow Food, specialmente attraverso Terra Madre, porta in dote all'Italia uno dei migliori esempi concreti di modelli e strumenti per un'economia verde".

Tra i temi trattati, anche il nuovo indicatore del progresso della società italiana allo studio di Cnel e Istat, il "benessere equo e sostenibile" (Bes), che integra il Pil con altri elementi. Dodici i domini individuati, tra cui anche ambiente, salute, paesaggio e patrimonio culturale, ai quali Burdese ha richiesto pubblicamente di aggiungere un nuovo parametro: "Crediamo che in un dibattito sul futuro sostenibile e sul benessere delle nostre società non si possa prescindere dal considerare la qualità alimentare come fattore indispensabile".

"Il cibo - aggiunge Burdese - è uno dei principali responsabili dell'erosione delle risorse naturali, ma anche indicatore dello stato di benessere dell'economia artigiana di piccola scala e dei consumatori. Qualità alimentare vuol dire che il consumatore, in rapporto diretto con il produttore, può scegliere il proprio cibo tra i prodotti del territorio, in base alla stagione, privilegiando la freschezza e con maggiore fiducia sulla sicurezza delle pratiche agricole o zootecniche utilizzate".

"Qualità alimentare - spiega il presidente di Slow Food Italia - vuol dire ridurre gli sprechi e accorciare la filiera, tutelando la biodiversità e lo stato di salute del paesaggio. Infine qualità alimentare vuol dire accedere a prodotti buoni a prezzi equi, sia per il consumatore che per chi li produce".

L'impegno di Slow Food sull'economia verde si concretizza anche in un progetto avviato insieme a Oxfam Italia e CeSPI e sostenuto dalla Cooperazione Italiana. L'iniziativa prevede, tra le altre cose, la realizzazione di un settore dedicato alla green economy nel prossimo Salone del Gusto - Terra Madre che si terrà a Torino dal 25 al 29 ottobre.


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