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Prometeo - Sostenibilità
Idee innovative per l'ambiente e, soprattutto 'in rosa' per celebrare l'8 marzo

Con le donne la viticoltura è 'eco friendly', al bando la plastica tra i filari

ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 15:06
Nell'azienda di Chiara Innocenti, (presidente dei giovani imprenditori della Cia Toscana) e di Francesca e Andrea, i legacci verdi sono stati sostituiti da un cordino di cellulosa, completamente biodegradabile


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Roma, 5 mar. - (Adnkronos) - Con le donne la viticoltura diventa 'eco friendly' e mette al bando la plastica presente tra i filari. Idee innovative per l'ambiente e, soprattutto 'in rosa' per celebrare l'8 marzo. L'idea è di una giovane azienda vitivinicola, 15 ettari di vigneto nelle colline della Val di Chiana, della Confederazione italiana agricoltori. Ogni anno, infatti, le nostre vigne consumano 10 chili di plastica per ettaro, sotto forma di quel legaccio verde che si usa per fissare le viti alle strutture di sostegno, il cosiddetto 'tubetto agricolo' in Pvc. Sicuramente si tratta di uno strumento di lavoro comodo e resistente, ma non è per niente ecologico.

Per questo nell'azienda di Chiara Innocenti, (presidente dei giovani imprenditori della Cia Toscana) e di Francesca e Andrea, i legacci verdi sono stati sostituiti da un cordino di cellulosa, completamente biodegradabile. In questo modo, i tre giovani conduttori d'azienda, hanno eliminato la plastica dalla propria vigna. E nel dettaglio, risparmiano così 16 chilometri di filo l'anno, pari a 150 chili di plastica. Un gesto ecologico, che evita, tra l'altro, che il terreno circostante si riempia presto di laccetti verdi.

''In pratica, continuando così, tra qualche decennio il nostro vigneto avrebbe avuto una splendida copertura plastificata'', ha affermato Chiara, la responsabile commerciale dell'azienda, particolarmente soddisfatta della 'new entry' ecologica, che dà alle vigne della società agricola 'Tunia' anche un riconoscimento alla sensibilità ambientale, oltre ai meriti enologici del 'Chiassobuio', ultimo nato in casa bio, ma anche del 'Chiarofiore' e del 'Cantomoro'.

Questo cordino, fatto di fibre di cellulosa, una volta rimosso dalle piante può tranquillamente essere lasciato sul terreno perché si degrada come qualsiasi altro materiale vegetale, oltre a essere ''esteticamente molto più gradevole'', aggiunge Chiara. I tre giovani conduttori d'azienda, una biologa, un esperto in comunicazione e una dottoressa in economia, provengono da esperienze differenti, che hanno deciso di mollare per scegliere la vita in campagna.

Chiara, ad esempio, con una laurea in economia e un contratto in banca a Milano, è stata vittima di uno dei tanti ''tagli al personale''. Cambia strada e ricomincia da capo. Nel 2008, insieme a Francesca, ristruttura un podere di 25 ettari ai piedi del castello di Dorna, nel cuore della Val di Chiana, e mette su un'azienda vitivinicola, coinvolgendo anche Andrea, chiamato a occuparsi dell'aspetto più imprenditoriale dell'azienda. Ora producono 4 tipi di vino, un vin santo e l'olio.


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