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Nwanze: "Incentivi e giuste politiche per ridurre l'inquinamento e tutelare l'ecosistema"
I piccoli agricoltori sono le prime vittime dei cambiamenti climatici
ultimo aggiornamento: 22 febbraio, ore 18:18
Sono i dati dell'Ifad, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Nel mondo ci sono quasi 500 milioni di piccoli agricoltori che producono circa l'80% degli alimenti consumati in Asia e nell'Africa Subsahariana. Rappresentano la colonna portante dell'economia rurale, ma sono anche la categoria più esposta ai danni del cambiamento climatico, visto che abitano alcune delle zone più esposte a rischio. I cambiamenti climatici aumentano le minacce alle quali devono far fronte, oltre a compromettere le risorse naturali da cui dipendono e accelerare il degrado ambientale.
Sono i dati dell'Ifad, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, dei quali si parla oggi e domani nel corso della 35esima riunione annuale del Consiglio dei Governatori. A fronte di questi numeri, però, "la popolazione mondiale è in crescita e al 2050 sarà necessario aumentare la produzione alimentare del 70% - spiega il presidente dell'Ifad, Kanayo F.Nwanze - ma allo stesso tempo i piccoli agricoltori, i pescatori, gli allevatori si trovano a dover fare i conti con situazioni climatiche estreme, anche qui in Italia, come ha dimostrato la neve dei giorni passati".
"In questo scenario, qual è il ruolo dei piccoli produttori? - si chiede - Con i giusti incentivi e le giuste politiche si possono ridurre le pratiche inquinanti e imparare a lavorare in sintonia con l'ecosistema".
L'agricoltura produce il 14% delle emissioni di gas serra e le attività forestali il 18%: per questo, si tratta di due settori fondamentali quando si parla di lotta al cambiamento climatico. Con una migliore gestione delle terre e pratiche agricole più adeguate e attraverso la riforestazione è possibile ridurre le emissioni di Co2.
In questa direzione si muovono alcuni progetti dell'Ifad, tra cui il progetto sul biogas in Cina, nella provincia di Guangxi, per convertire i residui umani e animali in un mix di metano e diossido di carbonio, che può essere utilizzato per cucinare e per l'illuminazione e che, oltre a ridurre gli effetti del riscaldamento globale, aiuta a combattere la povertà. Inoltre, l'Ifad ha avviato progetti in Cina, nelle Filippine, in Indonesia, Nepal, Repubblica Democratica del Laos e in Vietnam che ricompensano gli agricoltori poveri che scelgono di proteggere l'ecosistema.
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