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Continua la serrata competizione dei Paesi membri

Il 10 luglio via al bando Ue di ricerca da 126 milioni, l'Italia si prepara

ultimo aggiornamento: 27 giugno, ore 17:14
L'Asi per fare massa critica ha promosso tre focus: sul sistema di navigazione satellitare Galileo, sul sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza civile Gmes e sulle Attività di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie spaziali


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Roma, 27 giu. (Adnkronos) - Continua la serrata competizione dei Paesi membri per l'accesso ai fondi Ue per la ricerca. Il 10 luglio prossimo parte l'ultimo bando di gara per il VII Programma Quadro Ue, un programma che prevede fondi pari a 126 mln di euro anche per le attività spaziali europee. Per questo, per fare massa critica a livello Paese, l'Agenzia Spaziale Italiana ha promosso ben tre focus, sul sistema di navigazione satellitare Galileo, sul sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza civile Gmes e sulle Attività di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie spaziali. (VIDEO)

"Sono tre seminari che servono alla comunità spaziale e scientifica italiana a preparsi al meglio per questa importante gara europea" spiega all'Adnkronos Augusto Cramarossa, responsabile Unità Rapporti Nazionali e Internazionali dell'Asi. "Questo bando di gara non è pero' l'unico obiettivo dei nostri workshop. I focus servono infatti a prepararsi anche -sottolinea Cramarossa- in vista del prossimo maxi programma europeo per la ricerca Horizon 2020, una competizione internazionale che prevede ben 1,7mld di euro dedicati interamente a progetti per lo spazio. Cercheremo di presentare all'Ue progetti italiani vincenti".

E dopo il workshop su programma Galileo, oggi è toccato al sistema Gmes, il sistema Global Monitoring for Environment) sul quale ricercatori di Asi, Esa, Ingv, Cnr e Ispra, insieme a dirigenti del Miur e della societa' e-Geos (Asi-Telespazio), si sono confrontati con un focus all'Auditorium 'Via Rieti' a Roma nel quale sono stati presentati progetti di ricerca. "Il programma satellitare Gmes -spiega Cramarossa, delegato Asi al Consiglio Esa e al VII Programma Quadro- è uno dei programmi bandiera delle attività spaziali dell'Ue e il suo obiettivo è il monitoraggio dell'Ambiente e la sicurezza civile".

Gmes, che vede l'utilizzo di costellazioni di satelliti dei diversi Paesi membri, tra cui Cosmo SkyMed per l'Italia, porterà in orbita anche 20 satelliti della nuova famiglia Sentinel dell'Esa e dell'Ue, di questi sono già in fase di realizzazione Sentinel-1 e Sentinel-2. Gmes si prevede possa essere pienamente operativo con il lancio dei satelliti Sentinel nel 2014. Il focus di oggi è anche un momento di riflessione e di sintesi sulle attività finora svolte dall'Italia sul programma, in vista del passaggio alla sua piena fase operativa.

Dal contrasto all'immigrazione clandestina e agli sbarchi illegali, dai traffici illeciti ai disastri naturali, Gmes, una volta pienamente operativo, punterà i suoi sofisticati occhi sul pianeta per supportare l'attivita' di sicurezza civile dei Paesi membri europei. Ma non solo. Con Gmes dallo spazio lavoreranno anche sofisticati radar e strumenti pronti a captare segnali di cambiamenti climatici, eruzioni vulcaniche, terremoti o inquinamento ambientale.

Con i tanti strumenti al lavoro nello spazio, il sistema Gmes potrà fornire dati, mappe e immagini di grande rilevanza per la governance e le policy europee supportando così i diversi governi nelle decisioni e negli investimenti su temi cruciali come la sorveglianza dei confini, la stabilità globale o il controllo delle coste. Terra, mare, oceani e atmosfera, inoltre, richiedono best practices cui il sistema Gmes darà un significativo sostegno tecnico-scientifico.

"Gmes è dunque un programma di grande importanza dal punto di vista sia scientifico che tecnologico ed il focus di oggi mette in evidenza i tanti progetti di ricerca che l'Italia, con i suoi Enti e le sue istituzioni di ricerca, sta mettendo in campo per arrivare salda alla competizione europea per il finanziamento dei migliori programmi" dice ancora Cramarossa. Ma il sistema Gmes non sarà al lavoro solo nello spazio. Molte tecnologie saranno attive a terra come sismografi per i studiare i terremoti, in aria come i palloni stratosferici lanciati per controllare la salute dell'atmosfera, o in mare come boe o strumenti a bordo di navi da ricerca.

Si tratta di infrastrutture locali che, insieme ai satelliti in orbita, consentiranno di realizzare nuove mappe e nuovi database. Gmes inoltre rappresenta una grande sfida anche dal punto di vista imprenditoriale, aprendo aree di business inedite finora anche grazie a nuovi servizi che saranno presto immessi sul mercato. Con Gmes, inoltre, si creerà un sistema di controllo e monitoraggio europeo, rispetto agli attuali sistemi locali e nazionali di osservazione della Terra. Dunque, la comunità scientifica italiana punta con attenzione anche a questo progetto inserito nell'ultimo bando del VII Programma Quadro.

Prossimo alla chiusura, il VII Programma Quadro dell'Ue, partito nel 2006, ha avuto l'obiettivo di riunire tutte le iniziative dell'Unione Europea collegate alla ricerca che hanno un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi di crescita, competitività e occupazione. Ecco perché il bando del 10 luglio si presenta come un traguardo importante per i Paesi membri, un traguardo a compimento di un ciclo che ha visto la ricerca scientifica e tecnologica europea muoversi nelle acque turbolente della crisi economica globale.


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