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L'appello di Cresit, Assobiotec e PricewaterhouseCoopers
Le biotecnologie sono volano dell'innovazione e leva dello sviluppo economico in Italia
ultimo aggiornamento: 17 novembre, ore 14:51
Tenutosi a Milano a un incontro sul tema 'Le biotecnologie: dalla ricerca all'attività d'impresa - Stato dell'arte del settore a livello internazionale e in Italia per presentare il Workshop Cresit-Assobiotec 2009 sui 'Business Models for Biotech', in programma a Ville Ponti a Varese il 23 novembre.
Milano, 16 nov. (Adnkronos Salute) - Puntare sulle biotecnologie, "volano di innovazione" e "straordinaria leva di sviluppo economico" strategica per il futuro del Paese. L'invito a sostenere con investimenti e incentivi ad hoc il biotech italiano arriva da Alberto Onetti, direttore del Cresit (Research Centre for Innovation and Life Sciences Management) dell'università dell'Insubria di Varese, intervenuto oggi a Milano a un incontro sul tema 'Le biotecnologie: dalla ricerca all'attività d'impresa - Stato dell'arte del settore a livello internazionale e in Italia'. Un evento organizzato da Cresit, Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie)-Federchimica e PricewaterhouseCoopers, per presentare il Workshop Cresit-Assobiotec 2009 sui 'Business Models for Biotech', in programma a Ville Ponti a Varese il 23 novembre.
"Mai come ora il nostro Paese è chiamato a fare delle scelte precise in termini di politica industriale - sottolinea Onetti - Il biotech è strategico perché è un comparto emergente e presenta significative possibilità di crescita, a differenza di molti altri ambiti industriali in cui l'Italia è attiva. E' più che evidente come, a livello di politica industriale, gli investimenti e gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso i settori con prospettive di sviluppo e non verso quelli in declino", evidenzia.
"La rilevanza del biotech va oltre le dimensioni che oggi ha o potrebbe avere domani - assicura - Sarebbe un errore pensare al biotech come qualcosa limitato all'1% del Pil. Proprio la sua caratteristica di piattaforma tecnologica ne fa un volano di innovazione e riconversione per molti comparti industriali: settori fondamentali e tradizionali per il nostro Paese (quali la sanità, il farmaceutico, la chimica, l'agricoltura), che hanno un peso sostanziale sul Pil nazionale (circa il 16%) e sull'occupazione (oltre il 9%), sia di settori emergenti (quali il software, le IT, la protezione dell'ambiente, le cosiddette clean o green technologies) che sono i nuovi ambiti ove si dovrebbero in prospettiva concentrare la crescita economica e i nuovi posti di lavoro".
Secondo Onetti, "il biotech fornisce a questi settori soluzioni tecnologiche innovative e quindi occasioni di riconversione ovvero opportunita' di crescita. Il biotech rappresenta quindi una straordinaria leva di sviluppo economico e di innovazione per il sistema Italia, i cui benefici possono ricadere su molti settori importanti: sarebbe un'occasione persa non mettere questa leva nelle condizioni di agire e produrre valore", avverte.
"In questi ultimi anni il biotech italiano e' cresciuto in maniera significativa, grazie al suo dinamismo e alla elevata capacita' di innovare - precisa Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec - Tant'e' che siamo stati capaci di ritagliarci uno spazio crescente nel panorama internazionale, vincendo, come sistema Italia, una sfida solo pochi anni fa impensabile, e collocandoci finalmente sul radar screen delle grandi compagnie biofarmaceutiche e biotecnologiche, oltre che dei venture capitalist. Il comparto e' ancora giovane e ha grandi potenzialita' da esprimere - riflette - anche se, in questa fase, sta remando contro la difficile congiuntura economica internazionale. Ecco perche' l'esempio concreto delle best practice su cui focalizzeremo l'attenzione al workshop puo' risultare prezioso per favorire la competitivita' del biotech italiano, oltre che lo sviluppo di prodotti innovativi e di posti di lavoro altamente qualificati, di cui c'e' grande bisogno".
Proprio "nel contesto di crisi economica globale - continua Nicola Nicoletti, partner advisory, pharma leader PricewaterhouseCoopers - le aziende di successo sono particolarmente attente all'efficientamento e all'ottimizzazione dei costi e della produttivita'. Una strategia di alleanze, partnership e fusioni ha portato la maggior parte delle aziende del settore al perseguimento di obiettivi di tipo produttivo-economico assolutamente rilevanti, ovvero all'estensione del controllo sull'intera filiera per favorire l'integrazione, in modo tale da trarre il massimo vantaggio dalla complementarita' delle risorse utilizzate e create (ricerca, produzione, commercializzazione).
Nel ripercorrere la storia delle due societa' analizzate, Diasorin ed Eos, ci accorgiamo che le chiavi del loro successo sono state e continuano a essere la continua innovazione tecnologica, la specializzazione in specifici ambiti, la capacita' di fund-raising, la validita' scientifica dei progetti, l'expertise e il track record di successo del team, e infine l'ottimizzazione dell'utilizzo delle fonti finanziarie a disposizione attraverso una oculata gestione della struttura di costo e l'incremento costante della produttivita'".
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