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Contrari ai cibi geneticamente modificati 2 europei su 3

Ogm, Basf si ritira dall'Europa. Esultano Greenpeace e Coldiretti

ultimo aggiornamento: 17 gennaio, ore 11:23
Il calo della superficie geneticamente coltivata in Europa si è progressivamente ridotta negli ultimi anni fino ad appena 91.643 ettari


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Roma, 17 gen. (Adnkronos) - Basf ha annunciato che sta abbandonando i suoi piani per sviluppare e commercializzare colture Ogm in Europa. "Basf ammette che gli europei non vogliono le colture Ogm e hanno buone ragioni per non volerli. Non solo a causa delle preoccupazioni per i rischi sanitari, ma perché gli ogm vanno a braccetto con l'agricoltura di stampo industriale, l'uso di pesticidi, la resistenza a infestanti e parassiti e hanno rese deludenti a lungo termine" commenta Federica Ferrario, responsabile campagna ogm di Greenpeace.

Ma sottolinea Greenpeace, gli europei non sono i soli a rifiutare gli organismi geneticamente modificati. "La fuga di Basf in America, è il risultato di una serie di sconfitte negli ultimi due anni in Cina, India, Filippine, Thailandia e altrove. Oltre il 90 per cento degli ogm a uso alimentare viene oggi coltivato in soli quattro paesi del continente americano. Nel 2011, l'India ha respinto l'autorizzazione della melanzana ogm, l'unico alimento transgenico per il quale era stata chiesta l'autorizzazione, mentre nel settembre 2011 la Cina ha sospeso la commercializzazione di riso ogm. Anche Filippine e Thailandia hanno respinto riso geneticamente modificato".

Basf sta accantonando la sua patata ogm resistente agli antibiotici, l'Amflora, una delle uniche due colture ogm autorizzate per la coltivazione in alcuni paesi europei. "Una coltivazione biotech che si è rivelata un vero e proprio flop commerciale" commenta Greenpeace.

La società tedesca Basf prende atto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini europei che in quasi due casi su tre (61 per cento) si sono detti molto contrari ai cibi geneticamente modificati. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione della multinazionale tedesca di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (ogm) destinati all'Unione europea.

"Un comportamento che - precisa la Coldiretti - non potrà non essere presto seguito anche dalle altre multinazionali come dimostra il calo della superficie coltivata a Ogm in Europa che si è progressivamente ridotta negli ultimi anni fino ad appena 91.643 ettari (2010) mentre su un totale di 27 paesi dell'Unione Europea - continua la Coldiretti - solo in 6 è stato coltivato mais Ogm (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca). Sono invece solo 450 gli ettari coltivati con patata ''amflora'' da seme che è presente - conclude la Coldiretti - solo in tre paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca)".


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