Il Libro dei Fatti
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   prontoitalia  |   musei on line  |   immediapress
 - Almanacco del giorno - Oroscopo  - Guida tv - Meteo
Incrementare il ricorso ai contratti pubblici darebbe forti stimoli ai livelli dell'occupazione

Appalti, con maggiori investimenti possibili più di 15.000 nuovi posti di lavoro

ultimo aggiornamento: 15 ottobre, ore 19:23
Aprendo i lavori della prima conferenza internazionale promossa dalla Presidenza italiana del Public Procurement Network (Ppn), il presidente dell'Autorita' di vigilanza dei contratti pubblici di lavori, servizi e fornitura, Giampaolino, ha evidenziato l'impatto che i contratti pubblici produrrebbero sul livello di occupazione
commenta commenta 0     vota vota 2    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Se crescesse di "1 miliardo di euro l'importo dei lavori pubblici", si creerebbero circa "7.800 nuovi posti di lavoro". Posti che, calcolando l'indotto, passerebbero ad una cifra complessiva compresa tra "11.700 e 15.600 nuovi occupati". Lo ha detto, a titolo esemplificativo, il presidente dell'Autorita' di vigilanza dei contratti pubblici di lavori, servizi e fornitura, Luigi Giampaolino, durante il suo intervento di apertura della prima conferenza internazionale promossa dalla Presidenza italiana del Public Procurement Network (Ppn), la Rete Europea per gli Appalti Pubblici, attualmente in corso presso il Centro Alti Studi Difesa. Un esempio volto ad evidenziare l'impatto prodotto dai contratti pubblici sul livello di occupazione.

L'Autorita' di Vigilanza, ha poi sottolineato, "istituzione funzionalmente indipendente dalle amministrazioni e dalle imprese, e' posta a tutela di un settore strategico dell'economia, la cui efficienza dipende dall'intensificarsi della concorrenza nel piu' ampio contesto europeo. Un contesto nel quale il mercato dei lavori, servizi e forniture, com'e' noto, rappresenta una grande opportunita' per la maggior parte delle imprese europee e, di conseguenza, per l'economia dell'Unione. Si tratta - ha rimarcato - di un settore strategico dell'economia, destinato a divenire una delle principali leve finalizzate alla ripresa economica, sempreche' attuata nel rispetto della concorrenza tra gli operatori e con l'ottica di evitare sprechi di risorse. E' attraverso gli appalti di lavori, servizi e forniture che si riesce infatti a soddisfare la maggior parte degli investimenti dello Stato, degli Enti Pubblici e delle altre Stazioni Appaltanti. Ed e' sempre attraverso gli appalti, specie di lavori, che, grazie all'elevata incidenza del settore sull'impiego di manodopera, si riesce ad incrementare il livello dell'occupazione producendo effetti benefici sull'economia".

"Cio' assume ancor piu' rilievo - ha detto Giampaolino - se si considera che, a causa della forte incertezza che caratterizza periodi di crisi, i privati, le cui risorse potrebbero forse essere allocate in modo piu' efficiente rispetto alle risorse pubbliche, hanno una minore propensione all'investimento, provocando una contrazione della spesa. Secondo i dati raccolti dall'Autorita' attraverso il sistema di monitoraggio delle gare, i contratti pubblici rappresentano non meno del 6% del Pil nazionale. Risulta quindi facile comprendere la rilevanza dell'impatto prodotto dagli stessi sul livello di occupazione. A titolo esemplificativo, e' stato calcolato il numero delle persone che lavorano nel settore dei lavori pubblici con l'utilizzo dei dati disponibili".

"L'incidenza media della manodopera sugli appalti - ha affermato Giampaolino - e' pari al 29%, (corrispondente in valore a circa 8,7 miliardi di euro), utilizzando il costo medio annuo di un operaio del settore, si e' calcolato che il numero delle persone annualmente occupate risulta pari a circa 233.000 unita'. Cio' significa che, qualora si verificasse un aumento dell'importo dei lavori pubblici di un miliardo di euro, sempre nell'ipotesi di un corretto svolgimento delle procedure di affidamento e di esecuzione del contratto, si creerebbero circa 7.800 nuovi posti di lavoro, e questo solo in virtu' dell'effetto diretto dell'incremento degli appalti. Calcolando poi che l'indotto prodotto da un simile aumento, in termini di effetti indiretti su fornitori e prestatori di servizi, comporta mediamente una amplificazione dei posti di lavoro valutata tra il 50 ed il 100% degli effetti diretti, si genererebbero complessivamente da 11.700 a 15.600 nuovi occupati".

"E' evidente - ha chiarito - che in questa sede vengono per lo piu' considerati gli effetti generati dalla spesa pubblica sul sistema nazionale poiche' si analizza l'impatto degli appalti pubblici sull'economia reale ma e' implicito che, qualora vi fosse un incremento degli investimenti privati nel settore pubblico, ovviamente in periodi diversi da quelli caratterizzati da crisi mondiale, ad esempio attraverso il Project Financing, si registrerebbe una allocazione delle risorse piu' efficiente ed una maggior propensione all'attivita' imprenditoriale. Nell'attuale contesto economico, un contesto difficile, nel quale si cercano mezzi, strumenti e strategie per fronteggiarlo, il buon funzionamento del mercato degli appalti pubblici rappresenta pertanto una leva importante per favorire la ripresa economica".

"La domanda da parte delle pubbliche amministrazioni di beni, servizi e lavori necessari per il soddisfacimento diretto o indiretto dei bisogni della collettivita' - ha aggiunto il presidente - ha un impatto rilevante sull'economia. Cio' in considerazione dell'enorme quantita' di risorse che essa e' in grado di veicolare alle imprese che stipulano i relativi contratti. Ed il funzionamento del mercato degli appalti pubblici costituisce, anzitutto, uno degli indicatori del grado di apertura di un Paese alla concorrenza europea. Questa e' favorita, sulla scorta delle direttive comunitarie in materia, anche da procedure di gara adeguatamente pubblicizzate a livello europeo, strutturate in modo tale da non introdurre discriminazioni basate sulla nazionalita', gestite in modo trasparente e all'interno di un quadro di certezze giuridiche e finanziarie".

"Una buona strutturazione e gestione delle procedure di gara e dei contratti a valle - ha evidenziato Giampaolino - consente comunque alle pubbliche amministrazioni di acquisire beni e servizi di qualita' e a prezzi inferiori e di dotarsi entro tempi ragionevoli di opere e di infrastrutture pubbliche necessarie, oltre che per accrescere il benessere della collettivita', per attrarre investimenti. E -ha poi sottolineato- un minor onere a carico della finanza pubblica relativo agli approvvigionamenti degli apparati amministrativi ha un'incidenza positiva sugli equilibri della finanza pubblica. E l'andamento delle procedure competitive per la scelta del contraente privato e il monitoraggio nella fase esecutiva dei contratti costituiscono un test importante per valutare le capacita' di programmazione, progettuali, tecniche e giuridiche delle pubbliche amministrazioni. Il mercato degli appalti pubblici, pertanto, costituisce anche un indicatore della qualita' delle amministrazioni".

"L'apertura del mercato degli appalti pubblici alla concorrenza - ha quindi osservato - presuppone un sistema di regole che assicuri il massimo grado di pubblicita' delle gare e la piu' ampia partecipazione tra imprese poste tutte su un piano di parita'. In ogni caso, se e' vero che una cornice normativa di riferimento chiara e in grado di contemperare i diversi valori in gioco e' indispensabile per il buon funzionamento del mercato degli appalti, quest'ultimo dipende in misura ancora piu' rilevante dalla prassi applicativa che vede come protagoniste soprattutto le stazioni appaltanti e il complesso dei regolatori". Cosi', "per esempio - e' la sua valutazione - e' fondamentale che le stazioni appaltanti predispongano bandi, capitolati, lettere di invito e bozze di convenzione orientando la discrezionalita' consentita dalle norme nell'individuare i requisiti di ammissione, le specifiche tecniche, i criteri per l'attribuzione dei punteggi in conformita' allo scopo di promuovere una concorrenza effettiva e la parita' di trattamento".

Ecco quindi che, secondo il presidente dell'Autorita', "dovrebbero essere evitate, per quanto possibile, formalita' inutili e clausole di esclusione per vizi esclusivamente formali", ma dovrebbero anche essere migliorati "capacita' di programmazione degli acquisti, utilizzo dell'informatica, competenza tecnica e amministrativa degli uffici"; cosi' come e' importante potenziare "i controlli interni ed esterni alle stazioni appaltanti sia in corso di esecuzione del contratto, sia ex post al fine di verificare, piu' che la legalita' formale delle procedure, i profili qualitativi e di convenienza".

pubblica questa notizia su:  Facebook    segnala questa notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
commenta commenta 0    invia    stampa   
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   prontoitalia  |   musei on line  |   immediapress