Crialese: ''Insinuazioni mi fanno venire voglia di emigrare''
Emanuele Crialese Premio Speciale della Giuria a 'Terraferma'
ultimo aggiornamento: 11 settembre, ore 12:58
Venezia - (Adnkronos/Ign) - Il regista di 'Terraferma' sulle ricostruzioni che mettono in relazione il Premio Speciale della Giuria ad un italiano con la possibile riconferma dei vertici della Mostra: ''Italiani troppo complottisti, come si fa a dubitare di Aronofsky?''. Il presidente della Biennale, Baratta: ''E' stata la Mostra dello scatto d'orgoglio''. Il direttore, Mueller: ''Giuria subito conquistata dal 'Faust', primo film che hanno visto''
Venezia, 11 set. - (Adnkronos/Ign) - "Gli italiani sono troppo masochisti e complottisti. Certe insinuazioni sul mio premio, in un palmares come quello di ieri che ha dichiaratamente privilegiato film con tematiche sociali e l'arte dell'immagine, mi fanno venire voglia di emigrare. Possibile che in questo Paese si cerchi sempre il complotto? Come si trova così l'entusiasmo per andare avanti?". CosìEmanuele Crialese risponde a chi gli chiede cosa abbia pensato delle ricostruzioni 'politiche' che mettevano in relazione l'assegnazione del Premio Speciale della Giuria ad un film italiano con la possibilità di riconferma dei vertici della Mostra di Venezia e della Biennale in scadenza di mandato. "Ma come si fa a pensare che un regista come Aronofsky si faccia corrompere?", dice.
Il regista definisce anche "scandaloso" quanto accaduto al film di Cristina Comencini, interrotto da risate e fischi durante la proiezione stampa: "Io trovo davvero assurdo che durante la proiezione qualcuno fischi o rida sulle scene drammatiche. Si può aspettare la fine. Certe persone dovrebbero andare a vedere le partite di calcio, non i film".
Poi torna a sorridere per parlare del premio "ricevuto in un'edizione cosi' piena di grandi film e di grandi maestri": "Mi inorgoglisce essere sul podio di un concorso come quello di quest'anno. Ero pessimista sulla possibilità di ricevere un premio così importante proprio perché molti film erano bellissimi. Ad un certo punto temevo l'Osella...", confessa Crialese. Anche perché i giurati, la direzione della Mostra e la Biennale hanno mantenuto il segreto fino all'ultimo: "Ci hanno detto di tornare ma senza dirci cosa avevamo vinto", spiega il regista, che racconta anche di un viaggio rocambolesco per tornare sabato al Lido: "Ci siamo imbarcati sull'aereo da Lampedusa ma non riusciva a decollare. Quando avevamo perso le speranze, abbiamo scoperto che c'era un charter per Rimini e l'abbiamo preso. Da lì abbiamo viaggiato tre ore su un pulmino senza ammortizzatori. E finalmente siamo arrivati".
All'indomani della chiusura di questa 68esima edizione, arriva il bilancio da parte dei vertici della Mostra. Positivo per il presidente della Biennale Paolo Baratta, a dicembre in scadenza di mandato (. "Una grande vittoria sulle circostanze, sulle sfide, sui trannelli tesi tutto intorno e di questo sono grato a tutti perché mai come quest'anno c'eè stata coerenza e sintonia di intenti. Questa sarà ricordata come la mostra dello scatto d'orgoglio, del colpo di reni".
Una edizione che ha unito le star, il glamour e i lustrini con l'arte cinematografica, premiando con il Leone d'oro il 'Faust' del regista russo Aleksandr Sokurov. "Viva gli antipodi!", dice il direttore della Mostra di Venezia, Marco Mueller, utilizzando il titolo del film di Victor Kossakovsky fuori concorso nel cartellone veneziano ('Vivan las Antipodas!').
Quanto alle scelte della giuria presieduta da Darren Aronofsky, Mueller dice: "Sono stati subito conquistati da 'Faust' che è il primo titolo che hanno visto e poi hanno voluto rivedere con il pubblico. Così come da subito avevano deciso che 'Terraferma' avrebbe preso un premio. Polansky? Dovreste chiedere a loro ma credo abbia prevalso la consapevolezza che a Polansky potesse andare solo il Leone d'Oro. Pure io mi sono chiesto come mai, se i premi erano pochi, non avessero chiesto di assegnare il Leone per l'insieme dell'opera. Pero' quando ho ipotizzato questa cosa per Cronenberg, lui ci ha fatto sapere di non averne bisogno...".
Sulle voci di una forte delusione di Medusa per il mancato premio a Polanski, Mueller aggiunge: "Credo che tutti i distributori sperino di tornare da Venezia con un premio per i loro film e loro sanno bene quanto avrei voluto vedere premiato 'La Talpa'. Già so che qualcuno scrivera': l'Asia, ossessione di Marco Muller, trionfa al Lido!".
articoli correlati
tutte le notizie di Mostra di Venezia 2011




























