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Lungo applauso finale del pubblico di giornalisti e critici

Il giorno di Sofia Coppola, stampa promuove il suo 'Somewhere'

Sofia Coppola sul set  Sofia Coppola sul set
ultimo aggiornamento: 03 settembre, ore 16:33
Venezia - (Adnkronos) - La regista: ''Volevo fare un ritratto intimo della crisi esistenziale di un uomo della Los Angeles moderna''. Poi racconta: ''Ho scritto il film appena dopo la nascita di mia figlia: la maternità cambia le priorità'' (VIDEO). Dopo la proiezione ufficiale il mega party con tanti vip organizzato da Louis Vuitton. In un click tutti i film in concorso
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Venezia, 3 set. (Adnkronos) - E' iniziato nel migliore dei modi il giorno di Sofia Coppola alla Mostra del Cinema di Venezia: la prima proiezione in anteprima per la stampa del suo 'Somewhere', in corsa per il Leone d'Oro nel concorso principale, ha ricevuto un lungo applauso finale dal pubblico di giornalisti e critici.

La storia è quella dell'attore Johnny Marco (interpretato da Stephen Dorff) che spende la sue giornate tra giri in Ferrari e festini annoiati a base di pasticche e ragazze squillo nella stanza del Four Seasons di Los Angeles dove vive. Ma la sua vita cambierà per sempre quando la figlia undicenne Cleo (la giovane attrice Elle Fanning), avuta da un precedente matrimonio fallito, trascorre dei giorni con lui. "Volevo fare un ritratto intimo della crisi esistenziale di un uomo della Los Angeles moderna", spiega la regista che nel film dedica un parentesi decisamente ironica alla tv italiana, quando il protagonista e la figlia si recano a Milano per un impegno promozionale legato a un film di Johnny e fanno tappa 'obbligata' alla serata dei Telegatti. Nelle scene italiane compaiono Simona Ventura, nei panni della conduttrice dei Telegatti, al fianco di Nino Frassica, e Laura Chiatti, un'amante italiana del divo hollywoodiano. Ma ''non c'è contrapposizione tra noi e voi: adoro la cultura italiana, le immagini girate a Milano sono rappresentative del mondo dello spettacolo in generale. Non è un giudizio specifico sui Telegatti, ma sullo showbiz in generale, che non cambia da Los Angeles a Milano", puntualizza Sofia Coppola.

Somewhere arriva "in un momento duro per il cinema indipendente americano: ho potuto realizzarlo grazie ai miei contatti con società quali Medusa", dice la regista, lamentando la "difficoltà a realizzare film diversi dai blockbuster: è difficile avere un pieno controllo sul progetto, io sono stata molto fortunata". Anche grazie a papà Francis Ford Coppola, e su un duplice fronte: da un lato, "sebbene quello di Johnny sia un personaggio diverso, i ricordi della mia infanzia con papà ci sono: viaggiare con lui era eccitante ed entusiasmante entrare nel mondo degli adulti. Penso, ad esempio, alla scena del casinò". Dall'altro, il regista del Padrino figura qui quale produttore esecutivo e riceverà prossimamente l'Oscar alla carriera proprio per la sua attività nella produzione: "Ne è molto onorato, e mi ha sempre incoraggiato nel mio lavoro, perché rimanessi indipendente e creassi in libertà".

"Ho scritto il film appena dopo la nascita di mia figlia: la maternità cambia le priorità", prosegue la Coppola (che ha avuto Romy e da poco Cosima da Thomas Mars, il leader dei Phoenix, che firmano nuovamente le musiche), sottolineando, sulla scia di Lost in Translation, come "mi piacciono le storie personali, le persone che attraversano momenti di transizione, e volevo esplorare lo showbusiness". Senza nasconderne, anzi stigmatizzandone le ombre, come conferma Stephen Dorff: "La recitazione è gran parte della mia vita, e anche io ho attraversato momenti di depressione: trascorri 3-4 mesi su un set, la troupe diventa la tua famiglia, quella che io ancora non ho e vorrei avere e, poi, in attesa di un nuovo ingaggio, ti confronti con la solitudine. Stai in albergo, suoni la chitarra o giochi a tennis... Spero di lavorare nuovamente con Sofia, ma le dico sin d'ora di farlo durare di più il prossimo film, perché siamo stati davvero una famiglia".

E il clima di grande familiarità sul set lo conferma anche Elle Fanning, sorella minore della più famosa Dakota: "Con Stephen abbiamo visitato l'hotel prima di girare: ci siamo ambientati nella stanza, giocato e scherzato, per creare il legame di un padre e di una figlia".

Dopo la proiezione ufficiale del film prevista nella Sala Grande del Palazzo del Cinema alle 19.30, è in programma il mega dinner party organizzato da Antoine Arnault, capo della comunicazione di Louis Vuitton, all’interno dello splendido Palazzo Polignac, uno dei palazzi più importanti del rinascimento veneziano. Nell'elenco dei fortunati che sono riusciti ad ottenere l'invito alla festa Sofia Coppola in Louis Vuitton, figurano: oltre al cast del film e ai vertici di Medusa che distribuisce la pellicola, l'attore americano Willem Dafoe, la top model Naomi Campbell, Silvia Fendi, la madrina della mostra Isabella Ragonese, il regista Luca Guadagnino, Claudio Santamaria, Stefania Rocca, Valerio Mastandrea, Beppe Fiorello, Jasmine Trinca, Luisa Ranieri, Cristiana Capotondi, Andrea Pezzi, il conte e la contessa Gilberto e Bianca Arrivabene Vallenti Gonzaga, il principe Carlo Giovannelli, il produttore Tarak Ben Ammar, Bianca Brandolini, Brandino e Marie Brandolini d'Adda, Vittorio e Yaya Coin, Federico Zoppas, la regista e fotografa americana Zoe Cassavetes, l'attrice giapponese Kiko Mizuhara e la designer Delfina Delettrez.

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