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Un milione di firme, con i 'vip' in testa, per fermare l'estrazione di idrocarburi
Greenpeace prova a 'blindare' l'Artico lanciando una campagna di sensibilizzazione
ultimo aggiornamento: 22 giugno, ore 14:16
I primi ad aver aderito alla campagna sono stati l’ex beatle Paul McCartney, Penelope Cruz, Robert Redford e Sir Richard Branson. L’obbiettivo è quello di dar corpo ad una lista di 1 milone di nomi che verrà posta sotto il Polo Nord a 4 chilometri di profondità
Rio de Janeiro, 22 giu. (Adnkronos) - A margine del vertice di Rio+20, Greenpeace lancia una campagna di sensibilizzazione per creare un’area giuridicamente protetta al Polo Nord, una mossa che potrebbe avere importanti ripercussioni sui programmi di esplorazione e di sfruttamento delle compagnie di gas e petrolifere. L’associazione ambientalista è riuscita a coagulare attorno alla sua iniziativa 100 personalità provenienti dal mondo della musica, del cinema, della televisione e delle imprese. I primi ad aver aderito alla campagna sono stati l’ex beatle Paul McCartney, Penelope Cruz, Robert Redford e Sir Richard Branson. L’obbiettivo è quello di dar corpo ad una lista di 1 milone di nomi che verrà posta sotto il Polo Nord a 4 chilometri di profondità.
Greenpeace vuole creare un santuario riconosciuto legalmente a livello internazionale dove saranno vietate la trivellazione petrolifera, del gas e la pesca non sostenibile, un’iniziativa che arriva in un momento particolarmente delicato, infatti tutte le più grandi compagnie petrolifere stanno sviluppando piani per l’esplorazione e lo sfruttamento dell’Artico da dove si stima possano essere estratti 90 miliardi di barili di petrolio ed un terzo delle riserve attuali di gas dell’intero pianeta.
Lo scioglimento dei ghiacci poi, ritenuto ormai dai maggiori scienziati un evento imminente, apre la possibilità di nuove rotte commerciali. "L'Artico sta subendo aggressioni e ha bisogno che tutti facciano sentire la propria voce per proteggerlo, ha detto il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo, il divieto di trivellazioni petrolifere offshore e la pesca sostenibile sarebbero una grande vittoria contro le forze schierate contro questa regione e i quattro milioni di persone che ci vivono. Un santuario nella zona disabitata intorno al Polo potrebbe fermare gli inquinatori e i colonizzatori del tetto del mondo senza violare i diritti delle comunità indigene".
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