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Gli imprenditori: "Frustrante il confronto con le imprese straniere"

Confindustria: nel mirino delle Assise di Bergamo fisco, burocrazia e innovazione

ultimo aggiornamento: 06 maggio, ore 09:53
Da anni l'associazione chiede che "si ponga fine a un periodo troppo lungo di totale mancanza di una seria politica industriale" e all'immobilismo in cui versa da troppo tempo il Paese: occorre "porre con forza le istanze delle aziende"


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Milano, 30 apr. - (Adnkronos) - Cresce l'attesa per le Assise di Confindustria che si terranno a Bergamo il 7 maggio. Fisco, burocrazia, ricerca, innovazione e internazionalizzazione i temi forse piu' sentiti dalla base dell'associazione di viale dell'Astronomia che si prepara a partecipare in massa all'appuntamento.

''Sono appena rientrato dall'estero -dice Massimo Bucci della Bucci Group- ma ho gia' da tempo le Assise di Bergamo in evidenza in agenda. E' frustrante fare il confronto con il sostegno di cui godono le imprese straniere dai propri governi mentre in Italia non si fa nulla per le imprese gia' internazionalizzate ne' tanto meno per quelle che necessitano di adeguate azioni di accompagnamento all'estero''.

L'imprenditore sottolinea di avere ''tre stabilimenti all'estero e altre 4 societa' per la commercializzazione e l'assistenza. Continuiamo a subire i riflessi di una crisi profonda che ha mutato il modo di produrre e di competere delle imprese, e mentre la globalizzazione ci richiede piu' flessibilita' noi rimaniamo un Paese sclerotizzato su tutti i fronti. In questo senso dobbiamo essere grati a Marchionne per aver posto un tema che non e' solo di Fiat ma di tutti; penso proprio di seguire il lavori del tavolo sulle relazioni industriali e sono convinto che Confindustria uscira' dalle Assise come protagonista ancora piu' forte di questo mondo che cambia''.

Ivano Corsini, della Cat di Corsini G&C sara' a Bergamo e seguira' le sessioni fisco e innovazione ''perche' credo che vadano finalmente premiate le imprese che innovano. L'introduzione del credito d'imposta al 90% per le imprese che fanno innovazione attraverso le universita', se non attuato a breve e a misura di azienda, vuol dire come al solito parlare di niente''.

L'imprenditore ricorda di essersi visto ''rifiutare un finanziamento per una nuova macchina per il packaging perche' la quota destinata al laboratorio era troppo bassa in quanto molto del know how era gia' in azienda. Mi chiedo: l'innovazione la fanno il mercato e il prodotto o il laboratorio? E come faccio a condividere il mio know how in una rete se questa non e' ancora nemmeno un soggetto giuridico fiscalmente inquadrabile? Basta andare avanti ''nonostante tutto''. Sono convinto che il 7 maggio saremo in tanti a chiedere un sistema Paese che punti sulla crescita''.

Alessandro Squeri, della Tecnovetro di Medesano Parma ritiene che Bergamo offrira' ''l'opportunita' di affrontare i grandi temi che oggi assillano l'impresa italiana, con un approccio fattivo, condiviso, imprenditoriale. A partire dalla contraddizione che chi lavora con le Pubbliche Amministrazioni ha ben chiaro: la distanza tra le tante imprese che non mancano una scadenza e i paurosi ritardi di pagamento che spesso si trovano a subire. Non e' solo una questione etica ma di vera sopravvivenza''.

Anche gli imprenditori edili non mancheremo all'appuntamento delle Assise di Bergamo. Gianluigi Coghi, della Coghi Costruzioni Edili sottolinea che questo settore ''da solo genera quasi un decimo del prodotto interno lordo nazionale, e' allo stremo, e non si vedono segnali di ripresa all'orizzonte''.

Secondo l'imprenditore ''non e' solo colpa della crisi che ha indebolito la propensione all'investimento nel mattone delle famiglie e delle imprese. La nostra base imprenditoriale e' schiacciata oggi piu' che mai dal peso della burocrazia, dalla difficolta' di accedere al credito per nuovi investimenti, dal ritardo dei pagamenti da parte delle stazioni appaltanti. Occorre un'iniezione di fiducia: un concreto impegno per rilanciare investimenti nell'edilizia privata e nelle opere pubbliche, al di la' delle dispute politiche e dei proclami altisonanti''.

L'imprenditore ritiene a questo proposito che la categoria degli edili valuti ''favorevolmente, l'ipotesi di rilancio del Piano Casa nell'ambito del Piano per lo Sviluppo annunciata dal Ministro Tremonti, ma a patto che i proclami si traducano in fatti concreti: nella mia Lombardia l'iniziativa e' stata un clamoroso flop, per le restrizioni operate a livello regionale e locale, quindi e' indispensabile che si intervenga in maniera piu' incisiva per consentire alle misure di ampliamento e, soprattutto, di sostituzione edilizia, di decollare in tutto il Paese''.

Andrea Anderlini, della Anderlini Meccanica si e' iscritto al tavolo delle Relazioni industriali per la produttivita' ''perche' qui nel triangolo Bologna-Modena-Reggio e' molto sentita la necessita' di trovare nuovi modelli di relazioni industriali che siano vere e proprie leve per lo sviluppo. Ho un'azienda di 25 dipendenti ma gia' dal 1994 applico il salario variabile sulla produttivita' e qualita'; mi considero un precursore e un privilegiato. Fra i compiti di Confindustria credo ci debba essere anche quello di fare marketing sul valore sociale dell'impresa, abbassando i toni del conflitto in modo tale da far sentire i collaboratori consapevoli delle scelte dell'azienda. Apprezzo molto le modalita' organizzative di queste Assise e credo che gli organi direttivi di Confindustria troveranno davvero tanti spunti per far fare un grande salto in avanti all'intero sistema''.

Davide Roncuzzi, della Roncuzzi & Associati sara' alle Assise ''per la stima che nutro per il nostro Presidente Vincenzo Boccia e del lavoro fatto da tutta Confindustria, che si sta ponendo non da oggi in modo evoluto di fronte a nuovi problemi come ad esempio recentemente, per stare nella nostra regione, il caso Lactalis-Parmalat. La mia e' un'azienda che supporta le imprese nell'ambito dell'innovazione di prodotto e di processo e, quando necessario della brevettazione internazionale. Partecipero' al primo tavolo, Le imprese che vogliamo: il compito di Confindustria, perche' vorrei che l'organizzazione trovasse il modo di qualificare maggiormente le imprese di servizi all'interno del sistema''.

L'imprenditore ricorda che nel nostro settore per formare un collaboratore ci vogliono non meno di otto anni; e' un investimento che va valorizzato. Vorrei inoltre che Confindustria smentisse il mito dell'azienda piccola e familiare. Dobbiamo portare in azienda manager eccellenti e sfruttare i contratti di rete per diventare grandi. Certo, l'imprenditore e' colui che sceglie di avere dei problemi che desidera risolvere, ed io sono fiducioso sulla capacita' di Confindustria di stare al passo coi tempi. Per questo vado a Bergamo''.

Paolo Redaelli della Rollwasch Italiana sara' a Bergamo il 7 maggio perche' ''penso che tutta la ricerca che le piccole imprese mettono in campo vada inalveata in un contesto piu' competitivo come le associazioni temporanee di impresa o le reti, un modello per il quale l'impegno economico previsto dal Governo e' purtroppo insufficiente. Chiedero' di intervenire per proporre di sfruttare l'esempio lombardo dei voucher a supporto delle piu' importanti attivita' di impresa, dall'R&D, all'internazionalizzazione. Questo non perche' le imprese vogliano cedere a scambi o vantaggi, ma perche' occorre che ognuno di noi risponda all'appello delle Assise. Non fare questo significa essere complici di una politica indifferente alla solitudine degli imprenditori''.

Secondo Giovanni Maggi, Presidente di Confindustria Lecco ''le Assise rappresentano un'occasione fondamentale di confronto e discussione e soprattutto sono il momento di sintesi in cui noi imprenditori possiamo affermare con forza le priorita' da porre al centro dell'agenda politica. La partecipazione alle Assise diventa quindi importante anche per evidenziare la necessita', gia' tante volte sottolineata ma non sufficientemente accolta, di una maggiore attenzione da parte della politica al tessuto produttivo che sostiene economicamente il Paese''.

Da anni Confindustria ''chiede che si ponga fine a un periodo troppo lungo di totale mancanza di una seria politica industriale. Molto bene ha fatto la Presidente Marcegaglia a stigmatizzare l'immobilismo in cui versa da troppo tempo il Paese e a porre con forza le istanze delle imprese. Il 7 maggio emergera' con chiarezza la coesione e la forza del sistema che Confindustria rappresenta''.

E Cinzia Cogliati della Cogliati Aurelio e Presidente Comitato Piccola Industria di Confindustria Lecco ritiene che l'appuntamento con le Assise sia ''l'opportunita' per ritrovarci in tanti, tantissimi industriali che ancora credono nel futuro e non hanno perso le speranze di rivedere l'Italia tra i primi posti fra i Paesi industrializzati. Perche' questo si possa concretizzare e' indispensabile chiedere a chi ci detta le regole di ascoltarci seriamente, riconoscendoci il ruolo di grande forza economica del Paese''.

''Oggi il fisco ci penalizza, la burocrazia ci frena, il sistema ci vuole attori attivi ma allo stesso tempo ci toglie gli strumenti per esserlo. E' evidente che la politica ha disatteso troppe promesse e perso appeal e per quanto riguarda le dichiarazioni di apertura di questi giorni diciamo che si devono trasformare in azioni concrete. Alle Assise dobbiamo essere in tanti per dare voce al nostro malcontento che giorno dopo giorno fa pensare agli industriali di chiudere le attivita' gia' penalizzate da una crisi che non vede risoluzione a breve: guardare avanti va bene ma qualche cambiamento da parte della politica e' indispensabile''.


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