L'iniziativa è partita dall'Organizzazione mondiale della Sanità
Giorgetti: "Più rischi con il 'pacchetto bianco' di sigarette"
ultimo aggiornamento: 11 novembre, ore 16:49
Roma - (Adnkronos) - Il sottosegretario all'Economia: "Se in sede europea passasse la proposta delle confezione di bionde senza brand si rafforzerebbe il contrabbando". E poi ci sarebbero pericoli per la salute e minore gettito fiscale
Roma, 10 nov. (Adnkronos) - Più contrabbando, più contraffazione, più rischi per la salute, minore gettito fiscale. Questi i rischi paventati dal sottosegretario all'Economia e alle Finanze, Alberto Giorgetti, se in sede europea passasse l'idea di introdurre il cosiddetto 'pacchetto generico', senza indicazioni di brand e di marca, misura che nelle intenzioni dovrebbe disincentivare il fumo. "E' chiaro che avremmo dei risultati che rafforzerebbero innanzitutto la presenza di contrabbando", spiega Giorgetti all'ADNKRONOS.
Si tratterebbe di sigarette "che entrerebbero nel territorio nazionale con marchio, brand ed altro a costi diversi e con una rete sostanzialmente criminale e clandestina", aggiunge il sottosegretario. Inoltre, prosegue Giorgetti, ci sarebbe anche "un incentivo al materiale contraffatto, che è ancora più pericoloso per la salute, perché non ci sono controlli".
Altri effetti indesiderati, in seguito all'introduzione del 'pacchetto generico', secondo Giorgetti sarebbero anche la "disarticolazione della rete di concessione del fumo e quindi la vigilanza delle autorità competenti in materia, oltre che una riduzione assolutamente consistente del gettito legato a questo settore".
L'iniziativa, partita dall'Organizzazione mondiale della Sanità, è contenuta in una bozza di documento, la cosiddetta bozza "smoke free", che prevede un impegno maggiore, da parte di tutti i Paesi, nella lotta al fumo e al tabagismo. Tra le proposte, appunto, anche quella del 'pacchetto generico', detto in gergo 'pacchetto bianco'. Una proposta che Giorgetti non esita a definire un "espediente".
"L'Italia -spiega Giorgetti- ha assunto una posizione sostanzialmente contraria, non al principio, naturalmente, perché è compito di tutti gli Stati membri, ridurre il tabagismo e il fumo". Il nostro Paese, aggiunge il sottosegretario, "ha fatto anche proposte alternative sul tema".
Obiettivo dell'Italia, conclude Giorgetti, è che "la vendita di sigarette si mantenga sotto uno stretto controllo dell'Amministrazione pubblica, disincentivando ogni fenomeno che riporta al passato, dal contrabbando alla contraffazione, che rischia di minare in maniera molto seria anche la vita di 65mila aziende che sono quelle che quotidianamente forniscono le sigarette agli utenti".




























