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E spunta la proposta di istituire un Osservatorio

"Nei primi sei mesi dell'anno sequestrate 170 tonnellate di tabacchi"

ultimo aggiornamento: 11 novembre, ore 19:31
Roma - (Adnkronos) - E' quanto emerge durante la tavola rotonda del British American Tobacco Italia su contrabbando e contraffazione nel nostro Paese: "A fine 2009 il totale di perdite potrebbe aggirarsi sui 495,6 milioni di euro"
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Roma, 11 nov. - (Adnkronos) - Dal 2007, dopo circa 10 anni in cui il fenomeno contrabbando si era quasi arrestato grazie ai controlli delle autorità competenti, l'Italia è passata da Paese di transito a mercato di consumo di sigarette illegali. La questione è emersa durante la tavola rotonda 'Contrabbando e contraffazione di sigarette: quali azioni per contrastare un fenomeno in crescita'?', organizzata a Roma da British American Tobacco Italia per fare il punto della situazione sul fenomeno in Italia.

Secondo dati forniti da British American Tobacco Italia, nel primo semestre di quest'anno sono state sequestrate quasi 170 tonnellate di tabacchi. Se questo trend dovesse essere confermato, il 2009 dovrebbe chiudersi con un +45% di merci sequestrate rispetto al 2008. Sulla base della ricerca di mercato di BAT Italia, si stima che a fine anno il totale di perdite potrebbe aggirarsi sui 495,6 milioni di euro: 371,8 mln per l'erario, 74.3 mln per l'industria del tabacco e 49,5 mln per i rivenditori.

All'appuntamento, il primo in Italia a vedere riunite Istituzioni e mondo dell'impresa per discutere di contrabbando e contraffazione, hanno partecipato, tra gli altri, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero dello Sviluppo Economico, la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Dogane e la Federazione Italiana Tabaccai.

"Circa due terzi dei sequestri -ha spiegato il Colonnello della Guardia di Finanza Stefano Screpanti- avvengono nei porti, soprattutto dell'Adriatico. Le organizzazioni contrabbandiere sono per lo più composte da italiani, polacchi ed ucraini, mentre i carichi provengono dall'Europa dell'est e dal sudest Asiatico, diretti in parte in Italia e per la maggior parte verso i mercati inglese, tedesco, belga e di altri Pesi del Nord Europa. Nel 2009 la Guardia di Finanza ha intensificato le grandi indagini sulle organizzazioni contrabbandiere più agguerrite, arrestando 354 soggetti, il 77% in più dei 200 del 2008. Inoltre, circa il 17% delle sigarette sequestrate fino a ottobre 2009, pari a 29 tonnellate, sono risultate contraffatte, con aumento del 52% sullo scorso anno, un dato che potrebbe aumentare perché su alcuni carichi sequestrati le analisi chimiche sono ancora in corso".

Il fenomeno contrabbando, che si stima porterà a un decremento del consumo di prodotti legali nel 2009 pari a circa il 3%, è riconducibile soprattutto: all'emergenza economica degli ultimi anni, che ha reso ''sensibile'' parte dei consumatori verso prodotti venduti illegalmente (e in alcuni casi anche contraffatti) a prezzi più bassi di quelli di mercato; alla crisi occupazionale, che ha permesso alla criminalità di trovare manodopera e manovalanza per la contraffazione e il contrabbando; all'ingresso nella Comunità Europea di nuovi Paesi con tassazione più bassa sui derivati del tabacco e conseguente differenza di prezzi delle sigarette fra nazioni confinanti.

Il commercio transfrontaliero è diventato così una delle nuove forme di alterazione del mercato. Al confine italo/sloveno e a quello franco/italiano sono stati registrati dei flussi importanti che hanno comportato un calo di vendite nei canali ordinari del 34% in Francia (importazione oltralpe) e del 40% nel solo Friuli (introduzione sigarette dalla Slovenia in Italia).

"Abbiamo segnalato l'anomalia del 'fenomeno' sloveno ai Monopoli di Stato e alla guardia di Finanza -ha commentato Mario Antonelli, Vice Presidente della Federazione italiana Tabaccai-. Il meno 40% del Friuli è un dato enorme che ha un impatto negativo non solo sui venditori locali ma anche sull'intero mercato nazionale".

"A queste nuove attività di contrabbando -ha aggiunto Mario Lollobrigida, Dirigente Responsabile per la Lotta al Contrabbando di AAMS- bisogna aggiungere il fenomeno della vendita di sigarette negli esercizi commerciali che non hanno l'autorizzazione per farlo. Chi acquista in questi locali ritiene erroneamente di comprare comunque un prodotto genuino, non sapendo invece di comprare illegalmente sigarette che potrebbero anche essere contraffatte. A tal proposito si è già proceduto ad interventi migliorativi sulle caratteristiche di sicurezza dei contrassegni di legittimazione in modo che non siano riproducibili e che i prodotti contraffatti siano immediatamente riconoscibili". I contraffattori, infatti, producono imitazioni difficilmente distinguibili dagli originali. Questa merce, proveniente soprattutto da Cina, Paraguay e Medio Oriente, comporta rischi per la salute perché la catena produttiva del sistema illecito non aderisce ai rigorosi standard di qualità previsti dalle leggi nazionali e utilizza ingredienti nocivi e non autorizzati.

"Nell'ottica di una collaborazione con le Istituzioni -ha dichiarato Giovanni Carucci, Vice Presidente di British American Tobacco Italia e promotore della tavola rotonda- abbiamo firmato un protocollo d'intesa con l'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione le cui attività sono state trasferite al Ministero per lo Sviluppo Economico. In Italia, il 17% circa dei sequestri di sigarette è merce contraffatta. BAT Italia, grazie alla cooperazione con il nostro centro di intelligence in Inghilterra e il laboratorio analisi di Southampton, segnala tempestivamente alle autorità italiane casi specifici e informazioni utili a combattere e prevenire questo fenomeno e quello del contrabbando".

"Il contrabbando si concentra in particolari aree internazionali come il nord America, la Cina, parte dell'Africa e l'Europa -ha aggiunto il vice presidente di BAT Italia-. Il 12% del consumo europeo di tabacco è illegale: in Irlanda, il contrabbando ha raggiunto addirittura punte del 40%. Rispetto alla realtà continentale, l'Italia è un paese ''privilegiato'' ma questa situazione potrebbe non durare a lungo. Serve la creazione di una piattaforma tra Istituzioni, produttori e operatori del settore tabacco per invertire questo fenomeno. BAT Italia è stata la prima azienda del tabacco a firmare un Protocollo d'Intesa con l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per combattere il contrabbando. L'incontro di oggi serve per confermare questa intesa con le Istituzioni e dare il via all'organizzazione di ulteriori momenti di confronto".

"In Italia -il commento di Elvira Savino, Componente della VI Commissione Finanze Camera dei Deputati- registriamo una preoccupante recrudescenza del fenomeno del contrabbando di sigarette e della loro contraffazione. Si tratta di un'attività criminosa che si presenta in forme ben diverse e più sofisticate rispetto a quelle dei primi anni '90. Oggi come allora, serve uno sforzo corale di tutte le Istituzioni coinvolte, affinché il fenomeno sia contrastato nel modo più efficace possibile".

"Da questo punto di vista, considero quanto mai opportuna -aggiunge Elvira Savino- l'istituzione di un Osservatorio sul contrabbando e la contraffazione di sigarette, che veda insieme la presenza di AAMS, i Ministeri dello Sviluppo Economico, Economia e Salute, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e operatori del settore. L'Osservatorio potrebbe definire una comune metodologia di monitoraggio ed una condivisa strategia di repressione del fenomeno".

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